20 febbraio 1816, al Teatro Argentina di Roma viene rappresentata per la prima volta l’opera di Gioachino Rossini. Fu un fiasco a causa dell’ostilità dei sostenitori di Paisiello che non ammettevano che un ventiquattrenne, per quanto già affermato, osasse comporre un remake dell’opera dell’anziano compositore. A nulla valse il fatto che il titolo fosse stato cambiato in Almaviva e che il libretto musicato da Rossini fosse originale. L’opera comunque non tarderà ad avere il meritato successo e diverrà il titolo più celebre del Compositore pesarese e l’opera buffa per antonomasia.
Vorrei proporre l’aria di Don Bartolo, difficilissima al punto da essere per tanto tempo sostituita con Manca un foglio di Pietro Romani. Qui canta egregiamente Claudio Desderi: siamo a Glyndebourne nel 1981, dirige Cambreling, Maria Ewing è Rosina.
Non si può però non riascoltare la celeberrima Calunnia: canta Ferruccio Furlanetto, stesso allestimento.
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