John Axelrod e Louis Lortie all’OSN Rai

John Axelrod

La simpatia, contagiosa e irresistibile, è la prima qualità che caratterizza John Axelrod, il giovane direttore texano che avevamo già conosciuto la scorsa stagione sul podio dell’OSN Rai. Fondatore dell’Orchestra X a Houston, sua città natale, è stato nominato direttore dell’Orchestre National des Pays de la Loire dopo un incarico quinquennale alla Luzerner Sinfonieorchester. La sua carriera è in costante ascesa e il suo repertorio, molto vasto, comprende le sinfonie dei maggiori compositori. Le sue interpretazioni sono caratterizzate da una notevole estroversione, che rende chiaro il significato generale della composizione; forse manca un approfondimento e una ricerca di nuove prospettive di lettura, ma credo che ciò esuli dai suoi obiettivi. Insomma Axelrod mira a lasciar soddisfatto e rassicurato il suo pubblico con performance ben eseguite e cerca di valorizzare gli strumentisti gratificandoli anche con un atteggiamento visibilmente empatico: è un piacere verderlo rivolgersi alle varie sezioni con un sorriso sincero e trascinante. Il brano più riuscito è stato a mio parere la Seconda Sinfonia di Schumann, in cui forse sembrava di scorgere l’ombra del grande Lenny che di Axelrod fu maestro e che di questa sinfonia fu sempre interprete massimo. Nella prima parte, preceduto dalla Pavane op.50 di Fauré, il Concerto op. 11 di Chopin, brano conosciutissimo, amatissimo dal grande pubblico, di frequente esecuzione nelle sale da concerto. Solista Louis Lortie, che nello scorso aprile aveva eseguito Mendelssohn insieme a Augustin Dumay.

Louis Lortie

Il pianista canadese, patito per le integrali, è soprattutto conosciuto per una fortunata e riuscita incisione dell’integrale raveliana, ma il suo repertorio è molto vasto e Chopin ha in esso un posto d’onore. Lo ha evidenziato con una bella performance del Concerto, dove al solista spetta la parte del leone, avendo l’orchestra il ruolo un po’ subordinato di mero accompagnamento. Forse anche per questo non mi è parsa tanto curata ieri sera la partecipazione orchestrale e nel secondo movimento (ma anche nel terzo) l’intesa tra solista e orchestra era tutt’altro che perfetta. Poche prove? probabile: i solisti giungono spesso in extremis e rimane il tempo di una sola prova oltre alla generale. È possibile che stasera le cose procedano meglio e che domani a Vercelli vadano benissimo. Scarso afflusso di pubblico, contrariamente a quel che prevedevo visto l’appeal del brano principe e del nome del solista. Boh? la concorrenza del Film Festival in corso? la campagna martellante di Topo Gigio contro i contagi influenzali? oppure la programmazione di brani di largo consumo anziché incrementare l’afflusso di pubblico ha finito per ridurlo? Su quest’ultima ipotesi (la meno confortante per una prospettiva a medio-lungo termine per l’Orchestra) non dispongo dei numeri necessari per esprimermi, però non mi dispicerebbe se qualcuno più informato e documentato di me lo facesse nei commenti.

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