In ricordo di Marcello Viotti

Marcello Viotti

Sono già cinque anni che Marcello Viotti ci ha lasciato prematuramente il 16 febbraio del 2005 a soli 50 anni di età. Per ricordarlo la Bayerischer Rundfunk sta trasmettendo una serie di sue lezioni-concerto televisive. Ho seguito la prima, domenica scorsa, dedicata al Pélleas et Mélisande in musica e l’ho trovata del massimo interesse. Oggi alle 12 ci sarà una puntata dedicata a Ma mère l’oye. Rimando alla presentazione sul sito della Bayerischer Rundfunk. (Cliccando sui caratteri blu vi collegate direttamente)

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2 Risposte a “In ricordo di Marcello Viotti”

  1. rosanna la spesa Dice:

    ho conosciuto il maestro al premio marinuzzi ,in quel periodo avevo una mostra d’arte nella hall di porta teatro del casino’,ho avuto il privilegio di seguire tutte le prove di orchestra ed il concerto finale,nonche’ di ospitare a pranzo il giovane maestro e la violinista che e’ diventata sua moglie .Sono andata a trovare il maestro a Venezia quando ha rappresentato- i pescatori di perle-e poi dopo mesi la terribile notizia della sua scomparsa…
    chissà se potete darmi un contatto e-mail con sua moglie,mi farebbe un immenso piacere.ringrazio e saluto.rosanna la spesa.di albisola superiore(savona)

  2. Silvano Giuseppe Bernasconi Dice:

    Marcello cantò con la sua voce profonda di Basso il mio Lied del Tasso: “Tacciono i boschi e i fiumi” …indelebile ricordo giovanile nell’allora bella sala di Rue de Midi al Conservatoire de Lausanne…

    Eravamo allievi dello stesso maestro di pianoforte…(il grande Francesco Zaza, tutt’ora attivo in Vallese) e un giorno venne a casa mia e seduto accanto al mio pianoforte; mentre io suonavo mi interruppe con una frase nel suo italiano perfetto che mi lasciò allibito: “Ieri ho sognato che diventerò un grande direttore d’orchestra…”
    Sul momento non so chi mi trattenne dal ridere…tanto mi sembrava impossibile: rimasi serio e ciò mi fa onore… avendo allora solo il fragile autocontrollo di studente alle prime armi…
    Così accettai di accompagnarlo alla casa in campagna di J-J.Rapin che dopo la cena ci propose di iscriverci al suo corso di diploma: Marcello accettò di buon grado… (ma io non risposi siccome studiavo già Direzione a Ginevra e stavo per iscrivermi al S.Cecilia di Roma)
    Poi non l’ho più rivisto finché un giorno comperai un DVD del suo Rigoletto verdiano…Vedendolo così entusiasta degli applausi all’Arena di Verona mi chiedevo quanto successo potesse ancora raccogliere negli anni a venire…
    Ahimè morì il giorno stesso nel quale io lo pensavo…e poi dicono che non esiste il sesto senso…
    Avevo un sogno nel cassetto…quello di vederlo dirigere la Fonìa di cui gli avevo scritto…peccato…mi basti mandargli un caro saluto…
    Ciao Marcello !
    Silvano G. Bernasconi

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