Sir Andrew Davis e Nikolai Demidenko alla OSN Rai

Sir Andrew Davis

Sir Andrew Davis torna sul podio della OSN a un mese dal Concerto per il Prix Italia e dai concerti a Besançon e Aix-en-Provence. Un ritorno gradito: Davis è un direttore di grande professionalità, in grado di affrontare qualsiasi repertorio sinfonico e operistico con risultati sempre notevoli. Si fece subito notare sin da giovanissimo e l’industria discografica cominciò a scommettere su di lui più di 30 anni: risalgono ad allora una bella integrale delle Sinfonie di Borodin realizzata con la Toronto Symphony, di cui era direttore principale e un disco dedicato a Fauré e Franck (gli autori proposti nel concerto Rai) con la New Philharmonia: proprio la Sinfonia in re minore, che ha diretto giovedì sera e in replica venerdì. Alla fine degli anni 80 Davis fu nominato a capo di due istituzioni britanniche per eccellenza: il Festival di Glyndebourne e la BBC Symphony. Proprio con la BBC ripristinò la tradizione di dirigere la Last Night of The Proms alla Albert Hall.

Andrew Davis in una Last Night of The Proms

Attualmente ricopre l’incarico di direttore principale della Lyric Opera di Chicago. Nel concerto Rai ha proposto due pagine francesi: la elegante e raffinata suite Masques et Bergamasques di Fauré e la Sinfonia in re minore di Franck. Evidente la sua capacità di far sonare al meglio l’Orchestra sia come insieme che nei singoli settori. Ma Davis è da sempre stato anche un ottimo accompagnatore e in questi due concerti torinesi lo è stato di di due eccellenti solisti, che hanno finito per rubargli un po’ la scena. Tanto più che si tratta di pagine in cui l’orchestra si pone in un ruolo marginale. Il giovanissimo Radulovic il mese scorso in Paganini, il grande Nikolai Demidenko in quest’ultimo concerto nel Secondo Concerto di Chopin.

Nikolai Demidenko

Russo di nascita e formazione, ma cittadino britannico da 15 anni, Demidenko è grandissimo interprete, anche se forse il suo nome non è altisonante come quello di altri suoi colleghi, probabilmente per una sua forma di antidivismo che rifiuta ogni esibizionismo gratuito sia nel modo di porgersi al pubblico sia nelle esecuzioni, in cui la ricerca dell’essenza musicale della pagina prevale di gran lunga sugli effetti epidermici. Il suo Chopin è pervaso di intima e casta poesia. Lo ha dimostrato a Varsavia lo scorso 1 marzo nel Concerto del Bicentenario (trasmesso in diretta tv all’estero e in diretta radio in Italia), così a Torino in queste due serate. Il pubblico torinese ha applaudito a lungo e calorosamente il grande solista, che ha concesso due bis, tra cui il meraviglioso Notturno op. postuma di Chopin, che ben si collegava al Secondo Concerto.

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