Verdi IL TROVATORE

Il 19 gennaio 1853 veniva rappresentato per la prima volta Il trovatore di Giuseppe Verdi. L’opera fa parte della cosiddetta “trilogia popolare” insieme a Rigoletto e La traviata. Il libretto è di Salvatore Cammarano, che morì appena terminata la stesura, e fu rivisto da Emanuele Bardare che apportò qualche modifica e aggiunse il cantabile del Conte (Il balen del suo sorriso) e quello di Leonora (D’amor sull’ali rosee). È tratto da un dramma di Garcia Gutiérrez e ha una trama piuttosto complessa. La rappresentazione avvenne al Teatro Apollo di Roma e ebbe un successo travolgente. Il Teatro Apollo non c’è più, fu abbattuto nel 1888 e al suo posto resta una lapide commemorativa.

Lapide Teatro Apollo di Roma

È una delle opere più amate di Giuseppe Verdi. Vorrei proporvi una produzione Rai del 1957, quando la Televisione pubblica italiana investiva i soldi dei contribuenti in qualcosa che ancora oggi ha grandissimo valore.

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2 Risposte a “Verdi IL TROVATORE”

  1. Francesco Carzedda Dice:

    Gent.mo Sig. Roberto,

    trovo preziosa questa memoria e colgo l’occasione per porgere una personale visione dell’opera, con l’unica speranza che possa essere un momento di lieta condivisione.
    Muovendo dalla nota critica per cui è difficile riconoscere nel protagonista Manrico, adolescente, un vincitore di tornei e fine trovatore, sono portato a vedere come protagonista la vicenda nel suo complesso, come se fosse narrata da un colto cantastorie con il supporto di una serie di pitture, di un polittico. Questa visione è rafforzata dalla suddivisione degli atti (e dunque dell’intera partitura) in quadri.
    Nessuno è protagonista, mentre è identificabile come elemento centrale il fuoco (anche questo secondo nota esegesi) nella vicenda di ogni personaggio: Manrico (doppio del bambino arso), Azucena (autrice del rogo fatale e vittima della stesso, doppio della madre condannata), il Conte di Luna arso dalla passione (“l’amor ond’ardo”) e Leonora, anch’essa uccisa dal fuoco (“la mano è gelo, ma qui foco terribil arde”).
    Puccini riprende la struttura della vicenda creando, nel contesto di un’opera corale un chiasmo la cui simmetria si sviluppa intorno al fuoco, l’incendio della casa del padre di Edgar.
    Opera anch’essa senza protagonisti così definibili, ma trasposizione di una vicenda con più caratteri determinanti: oltre al guerriero Edgar, la zingara Tigrana, la fedele Fidelia e il fratello ucciso di lei.

  2. Roberto Mastrosimone Dice:

    Interessante questa Sua lettura dell’opera verdiana.Forse la vera protagonista è Azucena ed è, credo, l’unica volta che in un’opera verdiana il personaggio della madre assume un ruolo determinante (in genere lo sono i padri).

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