Come gentilmente segnalato da Pramzan, stasera alle ore 20:00 sarà possibile seguire in diretta streaming l’Aida che inaugura la stagione del Regio di Parma:
http://www.tvparma.it/diretta_tv.html
Ecco la locandina dello spettacolo:
http://www.teatroregioparma.org/stagionelirica/aida/aida.html
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gennaio 28, 2012 alle 12:59
E’ stata una recita a dir poco vergognosa sotto tutti gli aspetti. Incredibile come possano aver dato il via all’apertura al pubblico. Ad essere onesti meglio sarebbe stato annullare il tutto. Per chi l’ha vissuta in streaming: si è potuto beneficiare di ciarlatani assortiti che dal foyer o dai camerini hanno arricchito di pastiglie vergognose il tutto. Mi auguro sinceramente che qualcuno possa far qualcosa in nome del teatro d’opera e del rispetto per il pubblico (c’era, era pagante) che deve subire questo tipo di tortura.
gennaio 28, 2012 alle 14:35
Mi stavo rammaricando di aver perso la diretta streaming. Forse meglio così…
gennaio 28, 2012 alle 15:33
Hai ragione Di quella Pira.
Era uno spettacolo proprio indecente. Se debbono essere questi gli spettacoli da trasmettere sul net o nei cinema, che dovrebbero esser idealmente facili d’accesso per i neoifiti, per coloro che non possono pagare i prezzi dei teatri, o che sono lontani, è meglio non farli.
Bell’esempio dal paese che ha dato nascita all’opera!
Non è certamente cosi’ che si invoglierà il pubblico a scoprire, seguire, fidelizzare questo mezzo di cultura!
gennaio 28, 2012 alle 18:23
Roberto, per carità. Forse è il momento di alzare bandiera bianca su Verdi. Credo proprio a livello generale.
Paolo, sicuramente questo teatro degli orrori non ha portato buona o nuova acqua ai neofiti come il sottoscritto. In poco tempo mi sono parse una porcheria sia il Viaggio a Reims che il Don Carlo (tutta roba sdoganata via internet) per non parlare di quell’altra oscenità del 7 Dicembre scorso.
Sono del parere che queste cose non debbano essere portate in scena. Stop. Chiudere i teatri? No, fare dei casting degni e su quei casting assegnare opere che siano rappresentabili. Anche e soprattutto se questo significasse mandare a spasso tutte le dirigenze che ci confezionano queste vergogne (userei un termine più… diciamo, organico) anche se questo significasse mettere alla berlina tutto sto cantare o urlato o wagnerato incolore, fastidioso, povero e sciatto.
Fortunatamente in streaming ci salva Pappano, almeno Santa Cecilia è un piacere d’ascolto. In fondo, anche a livello di teatro d’opera voci buone ce ne sono, basta scritturarle e pregare che qualcuno non le rovini facendo loro collezionare repertori non adatti.