DON GIOVANNI di Mozart (Aix en Provence,2010) su Arté

“O troppo o niente!” verrebbe da dire. Domani sera due opere in prima serata tv: difatti oltre al Ballo in maschera su Rai 5, Arté trasmette il Don Giovanni di Mozart che andò in scena al Festival di Aix en Provence del 2010.

Scena iniziale del Don Giovanni a Aix en Provence

In realtà si tratta di una replica, in quanto l’opera fu trasmessa in diretta due anni fa. L’interesse maggiore è nella regia di Dmitri Tcherniakov, che sconvolge completamente la drammaturgia di Mozart-Da Ponte e ne riscrive una sua ex novo. Come quasi sempre accade in questi casi il pubblico si schiera in due fronti contrapposti: coloro che gridano allo scandalo e coloro che considerano il regista un genio e quanto da lui prodotto un capolavoro assoluto. Ecco qualche parere:

- La recensione semiseria di Amfortas, basata sulla visione tv.

- La recensione su Operaclick.

- La recensione su Classic Voice.

Bo Skovhus come Don Giovanni a Aix en Provence

Da parte mia posso aggiungere che non apprezzai questa produzione, sia perché trovai del tutto gratuita e per nulla geniale la rilettura di Tcherniakov, sia perché per motivi di regia ci sono continue pause tra i vari numeri dell’opera che alterano, secondo me, l’equilibrio musicale.

Kristine Opolais come Donna Elvira

Naturalmente mentre sul palcoscenico c’è il massimo arbitrio possibile, in buca si fa filologia rigorosissima cercando di riprodurre suoni e stili interpretativi settecenteschi 

Tanto per render l’idea ecco l’Ouverture:

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2 Risposte to “DON GIOVANNI di Mozart (Aix en Provence,2010) su Arté”

  1. amfortas Says:

    Grazie per la citazione. Uno degli spettacoli che più mi hanno fatto inferocire, negli ultimi anni. E, come credo tu sappia, non sono certo contrario a regie innovative. Per non parlare di come era cantato, soprattutto dal protagonista.
    Ciao!

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Sono quasi convinto che Tcherniakov non ami l’opera: sentimento più che legittimo e rispettabilissimo, ma allora perché fare il regista d’opera? e soprattutto perché scritturarlo?
    Al di là di limiti vocali, credo che i cantanti siano tutt’altro che agevolati in queste produzioni. Ecco ad es. che cosa dice la Opolais in un’intervista.

    Ciao!

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