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PUCCINI su Raiuno

febbraio 26, 2009

Domenica 1 e Lunedì 2 marzo dovrebbe (con i palinsesti tv il condizionale è sempre d’obbligo) andare in onda finalmente la fiction Puccini sulla vita del grande Compositore. Un po’ in ritardo visto che l’anno pucciniano è già terminato da due mesi, ma meglio tardi che mai. La regìa è di un veterano delle fiction televisive, Giorgio Capitani, che ha già diretto successi come Il Maresciallo Rocca: il che fa sperare in un prodotto quanto meno dignitoso. Il Musicista è interpretato da Alessio Boni, che ormai è una costante dei film tv, Andrea Giordana sarà Giulio Ricordi, Franco Castellano sarà Toscanini, Sophie Von Kessel sarà Elvira. La narrazione sarà in flash back iniziando dal 1924, anno della morte, e procedendo a ritroso col pretesto di un’intervista a Puccini in cui il Compositore ricostruisce il suo percorso artistico.

puccini

Dopo la prima puntata posso scrivere che c’è una grande assente: la musica! Quella di Puccini almeno, perché quella del M° Frisina abbonda. Alessio Boni ricorda Puccini nei baffi e nella sigaretta sempre accesa, per il resto potrebbe essere chiunque altro. Insomma mi è sembrato che la Rai sia più a suo agio quando ci sono papi, santi o marescialli, quando c’è di mezzo la grande musica invece segna un po’ il passo. E dire che fu capace di produrre un Verdi con la regia di Castellani che era un vero capolavoro. Altri tempi? altra Rai? Sicuramente, comunque aspetto la seconda puntata domani, chissà che non vada meglio?

puccini

Vista la seconda puntata: non è che sia andata tanto meglio. C’era qualche nota di Puccini in più, ma sempre centellinata. Questa fiction sembrava per la verità nata sotto il patrocinio del Ministero della Salute per promuovere una campagna antifumo: per la maggior parte del tempo si vede il Musicista che fuma alle prese con medici che sentenziano la sua fine per cancro alla laringe. Che poi Puccini fosse un operista sembrava quasi aspetto secondario. Aveva la passione per la caccia, le automobili e… le donne. Nella fiction lo si vede sparare una volta sola, guidare l’auto una sola volta (quella del sinistro), con le donne… be’ non è che anche qui gli abbiano fatto fare quelle faville che in realtà fece. La Elvira poi, donna possessiva e gelosissima, qui appariva compagna comprensiva e indulgente (a parte il licenziamento della Manfredi, anche qui comunque molto edulcorato). L’unico teatro che si vedeva: il “Giglio” di Lucca, che fungeva da Regio di Torino, Costanzi di Roma, Scala di Milano (e c’è mancato poco che fungesse anche da Metropolitan di New York). In conclusione: una vera “bischerata”, avrebbe detto da buon toscano il Maestro.

Rifacciamoci con quanto la Rai produceva e trasmetteva giusto 40 anni fa, quando aveva rispetto non solo per Puccini, ma anche per l’intelligenza e il buon gusto dei contribuenti:

(Birgit Nilsson e Gianfranco Cecchele, dirige Georges Pretre)

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