Erich Leinsdorf

Erich Leinsdorf

Erich Leinsdorf

Erich Leinsdorf moriva a Zurigo l’11 settembre 1993. Era nato a Vienna il 4 febbraio 1912 (il suo nome era Erich Landauer). Precocissimo, iniziò già a 5 anni lo studio della musica. Studiò al Mozarteum di Salisburgo e a Vienna. Fu assistente di Bruno Walter e di Arturo Toscanini a Salisburgo. Credo che Toscanini sia stato il direttore che lasciò su di lui l’impronta maggiore. Emigrò negli USA nel 1938 e divenne cittadino statunitense nel 1942. Diresse al Metropolitan, soprattutto il repertorio wagneriano. Dal 1943 al 1946 fu alla Cleveland Orchestra, poi alla Rochester Philharmonic (dal 1947 al 1955), quindi nuovamente al Metropolitan. Nel 1962 fu nominato direttore musicale alla Boston Symphony Orchestra, incarico che mantenne fino al 1969. Da allora fu soprattutto direttore ospite di varie istituzioni (a parte un breve incarico di due anni come direttore principale all’Orchestra di Radio Berlino). Fu uno dei direttori discograficamente più prolifici. Forse più che da un appeal commerciale la cosa fu determinata da situazioni contrattuali legate al mondo del disco in quegli anni, soprattutto negli USA. Le orchestre potevano incidere con il loro nome solo con l’etichetta con cui avevano stipulato il contratto e unicamente con il loro direttore titolare. Ciò spiega forse le numerosissime incisioni effettuate da Leinsdorf con la Boston Symphony per la RCA, con cui l’Orchestra aveva allora contratto in esclusiva. I vincoli che legavano altri direttori, nonché una loro scarsa disponibiltà per le incisioni sono alla base del gran numero di incisioni operistiche effettuate tra gli anni 50 e 60 da Leinsdorf. Spesso si trattava di produzioni del Met, incise a Roma con l’Orchestra del Teatro dell’Opera prima, e con l’Orchestra Rai (con nome camuffato) poi, effettuate in Italia per motivi economici. C’è da aggiungere che Leinsdorf  aveva una notevole tecnica e un buon feeling con gli studi di registrazione, il che ne fece un sicuro riferimeno per i producers. Va detto che era in grado di portare felicemente a termine qualunque produzione discografica. Comunque questa “fortuna” discografica finì col renderlo un po’ bersaglio delle malevoli e spesso ingiusticate critiche di tanti critici discografici.

Erich Leinsdorf (foto di J.Loengard)

Erich Leinsdorf (foto di J.Loengard per LIFE)

Leinsdorf non si è mai posto l’obiettivo di cambiare la storia dell’interpretazione musicale: inutile fargliene una colpa. In compenso aveva professionalità da vendere e molte sue realizzazioni sono ancora oggi un riferimento assoluto. Tra le cose più riuscite metterei la Turandot con la Nilsson e Bjoerling, Un ballo in maschera con la Price, Bergonzi e la Verret, la Walkiria con la Nilsson e Vickers, Così fan tutte con la Price e la Troyanos, Lohengrin con Sandor Konya, Il tabarro con la Price, Milnes e Domingo, Salome con la Caballé….

Lo ascoltai solo una volta dal vivo: 1970 alla Rai di Torino, Leonora di Beethoven (la prima versione del Fidelio). Ne ho un ricordo emozionante ancora oggi.

Erich Leinsdorf  (foto J.Loengard)

Erich Leinsdorf (foto J.Loengard per LIFE)

Propongo un ascolto wagneriano:

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5 Risposte to “Erich Leinsdorf”

  1. Alberto Says:

    Anch’io c’ero nel 1970 86 febbraio) per la magnifica Leonora.
    In quello stesso anniversario beethoveniano la RAI (quantum mutata, ora) mise in piedi a Roma il Fidelio diretto da Bernstein.
    Ancora complimenti per il blog.

  2. Alberto Says:

    Nel 1970 (6 febbraio)

  3. Alberto Says:

    Ovviamente volevo scrivere “6 febbraio”.

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Davvero indimenticabile quella Leonora….
    Del Fidelio diretto da Bernstein ne ho un bel ricordo radiofonico. E’ sempre del 1970 il Don Giovanni di Mozart che la Rai allestì a Roma con Giulini, Ghiaurov, Bruscantini, Alfredo Kraus, la Jurinac, la Janowitz… : a scriverlo oggi sembra di parlare di un “paradiso perduto”.
    Grazie per i complimenti e soprattutto grazie per l’attenzione e gli interventi.

  5. brunello veronese Says:

    CONSIDERAZIONI INTERESSANTI,INTERVENTI PRECISI DA PARTE DI CULTORI DELLA MUSICA CLASSICA.
    BRUNELLO VERONESE

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