Tomáš Netopil e Nikolaj Znaider alla OSN Rai

Il programma del terzo concerto della stagione OSN Rai ha forse come filo conduttore le ricorrenze anniversarie dei tre compositori: i bicentenari di Schumann e Mendelssohn e il 60enario di Richard Strauss. A celebrare il rito due coetanei, giovani ma già affermati: il direttore Tomáš Netopil e il violinista Nikolaj Znaider.

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Tomáš Netopil

Moravo, 34 anni, Netopil ha compiuto i suoi studi di violino e direzione d’orchestra in patria perfezionandosi poi alla scuola del grande Jorma Panula. Dotato di grande musicalità e slancio, riesce facilmente a conquistare orchestre e pubblico con interpretazioni trascinanti.

Nikolaj Znaider, nato a Copenhagen da famiglia polacco-israeliana, ha studiato con Boris Kushnir. A 16 anni vinse il primo premio alla quarta edizione della Carl Nielsen Competition, da allora ha intrapreso una carriera strepitosa che lo ha visto esibirsi con le maggiori istituzioni musicali del mondo e con i più grandi direttori di oggi. Suona un Guarneri del 1741 che fu del leggendario Fritz Kreisler.

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Nikolaj Znaider

Il programma di ieri sera, in replica stasera, iniziava con l’Ouverture Julius Caesar che Schumann compose per un’opera che rimase solo un abbozzo. Pagina non frequente nei programmi dei concerti e nelle incisioni discografiche, che meriterebbe di essere più eseguita e conosciuta. Il secondo brano invece è conosciutissimo e quest’anno è già stato proposto a Torino almeno due volte: il Concerto in mi minore op.64 di Mendelssohn, ma è uno di quei capolavori che non ci si stancherebbe mai di ascoltare, sicuri che ogni volta darà nuove emozioni. A maggior ragione se a interpretarlo c’è un virtuoso come Znaider. Probabilmente non c’era invece necessità di riascoltare per una ennesima volta l’Also sprach Zarathustra di Richard Strauss, che deve la sua popolarità soprattutto al cinema di Stanley Kubrick. La popolarità di massa veramente si limita ai primi 90 secondi, forse i più ispirati e suggestivi di tutta la composizione. Comunque poiché la pagina rimane sempre un ottimo test per saggiare oltre che i propri impianti hifi casalinghi anche il livello delle orchestre ben venga tutto sommato la verifica. Superamento a pieni voti (nonostante un piccolissimo incidente perdonabilissimo e più che comprensibile) per orchestra e direttore.

Confermo il miglioramento dell’acustica in platea (ma forse anche in altri settori) dovuto alla copertura parziale del coro con una struttura in plexiglas. La stessa sensazione mi è stata confermata da altri spettatori. Insomma una dimostrazione che perseguendo alcuni obiettivi se ne raggiungono poi altri imprevisti. Che risultato invece abbiano le luci nelle riprese tv sarà da verificare quando saranno teletrasmesse. Spero che sia diverso da quello del concerto trasmesso su Raitre stanotte (all’1:40!!!) ripreso alla Scala da altro staff e altra regia: Daniele Gatti e gran parte degli orchestrali avevano la pelle così arrossata per l’effetto delle luci rosse soffuse da farli sembrare pronti per un immediato ricovero in un ospedale dermatologico.

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