Archive for ottobre 2009

Natalia Gutman e Christian Arming alla OSN RAI

ottobre 23, 2009

E’ Natalia Gutman nel Concerto in la minore per violoncello e orchestra di Robert Schumann: lo stesso concerto che ieri sera (con replica stasera) ha proposto nel secondo appuntamento della Stagione della OSN Rai, che dedicherà a Schumann gran parte della programmazione, un po’ per festeggiare il 200° della nascita e un po’ per farsi forse perdonare la quasi totale dimenticanza nel 150enario. La Gutman è interprete di riferimento di questo gioiello schumanniano e tale si è rivelata anche in questa occasione. A dirigere Christian Arming, il giovane direttore viennese che è ormai una presenza abituale sul podio dell’OSN.

Christian Arming

Christian Arming

Il primo brano in programma è la prima esecuzione in Italia di Verwandlung 2 di Wolfgang Rihm, eseguito per la prima volta nel 2005 a Leipzig sotta la bacchetta di Riccardo Chailly. Un brano dominato dall’idea del movimento in divenire. E l’idea del divenire è rintracciabile anche nel brano conclusivo, la Sinfonia n.1 di Robert Schumann, la Frühlingssinfonie, che diede anche il titolo a un riuscito film biografico degli anni 80 (visibile talvolta sulle reti tv tedesche) sulla vita del Musicista di Zwickau.

La sala presentava la sorpresa di una struttura in plexiglas a copertura parziale del coro (con miglioramento involontario dell’acustica in platea) per un’illuminazione del palco, a mio avviso un po’ kitsch, ai fini della ripresa tv, con conseguente sistemazione alternativa (immagino) degli abbonati del coro. In più un cameramen (anzi una camerawoman) si aggirava tra gli orchestrali onde riprenderne ogni palpito. Che ci sia da sperare in una programmazione più frequente  di concerti tv, magari in orari più abbordabili? Mah, ne dubito. Il passaggio al digitale terrestre in Piemonte, tanto strombazzato, ha allargato l’offerta di calcio, pornografia e campagna elettorale permanente: la musica classica è assente, così il teatro, così ogni cosa che possa preservare gli italiani dal degrado culturale e spirituale in cui stanno gradualmente, ma inesorabilmente, scendendo 😦

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Hildegard Behrens

ottobre 18, 2009

(Idomeneo al Met, 1982)

Hildegard Behrens moriva due mesi fa, il 18 agosto 2009, in un ospedale di Tokio in seguito a un aneurisma. Era in Giappone per un concerto. Ci lasciava così una delle più grandi interpreti straussiane e wagneriane degli ultimi 30 anni. Era nata a Vatel (vicino Oldenburg) nel 1937, studiò violino e si laureò in legge all’Università di Freiburg. Solo dopo la laurea iniziò a studiare canto a Freiburg e poi a Düsseldorf. Il debutto nel 1971 nel ruolo della Contessa nelle Nozze di Figaro. A Düsseldorf  Herbert von Karajan ebbe modo di ascoltarla nel Wozzeck, ne fu conquistato e la volle a tutti i costi come Salome a Salzburg nel 1977. Forse la miglior Salome in assoluto, un vertice interpretativo difficile da eguagliare. I ruoli straussiani furono quelli in cui meglio riusciva a evidenziare il suo fraseggio eccezionale.

Fu anche il soprano wagneriano di riferimento negli ultimi decenni del secolo scorso.

Ebbi modo di ascoltarla dal vivo almeno due volte. Come Leonora in un Fidelio in forma  di concerto nel 1994 nella prima stagione della neonata OSN Rai e successivamente sempre presso la stessa istituzione nel secondo atto del Tristano.  Due serate indimenticabili!

Stefan Anton Reck e K.M. Brandauer inaugurano la Stagione della OSN Rai

ottobre 16, 2009
Stefan Anton Reck

Stefan Anton Reck

Credo che sia al suo debutto con la OSN Rai, Stefan Anton Reck: un debutto con gli onori della inaugurazione di stagione. Il pubblico torinese lo conosce: ha ancora nella mente un bel Tristano al Regio due anni fa. 49 anni, di Baden Baden, ha studiato musica a Berlino; nel 1985 ha vinto il Primo Concorso Internazionale “Toscanini” e poco dopo il primo premio al Concorso “Marinuzzi”. La sua carriera parte proprio dall’Italia: dopo una master class di tre anni a Tanglewood con Ozawa e Bernstein, dal 1990 al 1994 è direttore dell’Orchestra Sinfonica di San Remo, poi per 4 anni dell’Orchestra del Lazio a Roma, quindi direttore fino al 2002 del Teatro Massimo di Palermo. Dal 1997 al 2000 è assistente di Claudio Abbado e mi pare che tale esperienza lo abbia particolarmente “segnato”, cioè ho ravvisato in lui alcune peculiarità riscontrabili in gran parte di coloro che hanno collaborato col grande Direttore milanese. Reck nel concerto di ieri sera (in replica oggi) ha dimostrato di saper equilibrare perfettamente i piani sonori dell’orchestra e, soprattutto nella Sinfonia op.55 di Beethoven, di evidenziare ad es. alcuni interventi dei fiati, che generalmente sfuggono in altre performance. Sono caratteristiche dello stile abbadiano di dirigere ed è comprensibile che il contatto con un grande lasci impronte indelebili in chi, come Reck, ha la capacità di assimilarle e farle proprie.

Stefan Anton Reck

Stefan Anton Reck

Un programma interamente dedicato a Ludwig van Beethoven: l’integrale delle musiche di scena per Egmont e la Terza Sinfonia op.55. Volendo far le cose in grande si è chiamato a recitar i parlati un grandissimo attore, Klaus Maria Brandauer, che ha finito con l’essere la principale attrattiva della serata.

Klaus Maria Brandauer

Klaus Maria Brandauer

Il grande attore ha rielaborato l’adattamento che Grillparzer aveva curato per l’esecuzione delle parti parlate dell’Egmont e le ha recitate, benissimo, nella ligua originale. La Rai, credo su indicazione di Brandauer, ha creato un’atmosfera adeguata ricorrendo alle luci. Peccato che però almeno un terzo degli spettatori rimanessero nella quasi oscurità e fossero impediti a seguire i testi che l’ottimo programma di sala riportava anche in traduzione: temo che non abbiano capito nulla. I due lieder erano affidati alla voce della brava e bella Bernarda Bobro

Bernarda Bobro

Bernarda Bobro

Orchestra in piena forma e in ottima sintonia col direttore che mi piacerebbe veder tornare spesso, anzi lo vedrei benissimo come primo direttore ospite: l’Orchestra ne è ancora priva e ne ha un gran bisogno, Reck ha un curriculum in larga parte italiano, mi pare che al primo incontro i risultati siano eccellenti….. Insomma ci sono tutti i presupposti per un lavoro fecondo e gratificante.

Wayne Marshall e la Sinfonica “Verdi” inaugurano la stagione 09/10 all’Unione Musicale

ottobre 12, 2009

E’ la settimana di partenza della vita musicale torinese del 2009/2010, dopo una breve pausa successiva alla grande abbuffata del MiTo. Ieri l’Unione Musicale, domani la Filarmonica di Torino, mercoledì il Regio, giovedì l’OSN Rai…

L’Unione Musicale ha iniziato con un bel concerto che volge uno sguardo musicale agli USA, proponendo Gershwin e Leonard Bernstein. E chi può oggi interpretarli meglio di Wayne Marshall?

Wayne Marshall

Wayne Marshall

«Avevo otto anni quando ho ascoltato per la prima volta un’esecuzione del Concerto per pianoforte di Gershwin: ho subito capito che quella era la musica che volevo suonare» Così dichiarò in un’intervista a Laura Brucalassi nel 2007 (Sistema Musica). «Trovo che il linguaggio di Gershwin sia affascinante perché è molto comunicativo e coinvolgente, mai noioso. Quando interpreto la sua musica vorrei che il pubblico potesse trovarla interessante e godibile come sento che è per me». Proprio con il Concerto in fa di Gershwin è iniziato il programma: Marshall ne è stato solista e direttore. Difficile ascoltare di meglio. Si proseguiva poi con pagine conosciutissime come l’ouverture da Girl Crazy e nella seconda parte dedicata a Bernstein le danze sinfoniche da West Side Story e l’ouverture da Candide. Pagine conosciutissime, ma che riascoltate in una performance di lusso riacquistano la loro verginità. Merito anche dell’ottima Orchesta Sinfonica “Verdi” di Milano, di cui Marshall è primo direttore ospite.

Orchestra Sinfonica "G.Verdi" di Milano

Orchestra Sinfonica "G.Verdi" di Milano

A contatto con questi brani gli orchestrali sembrano acquisire una gioia di far musica che ne esalta la bravura. Se poi a guidarli c’è un direttore che ne è massimo interprete il risultato è garantito.

GIUSEPPE VERDI

ottobre 10, 2009
Giuseppe Verdi

Giuseppe Verdi

Un’icona che è stata per anni nelle nostre tasche! A parte un maggior potere d’acquisto, è possibile che contribuisse al nozionismo musicale di tanti italiani la cui conoscenza di Verdi si limitava forse alla banconota e al “Va’ pensiero” .  Oggi si festeggia il suo anniversario e anche Google se ne è ricordato. Chi ama l’opera festeggia Verdi ogni giorno dell’anno.

Almeno un omaggio musicale comunque è doveroso:

(L. Pavarotti, I.Wixell, E.Gruberova, V.Vergara, F.Furlanetto)

Per chi si diletta di astrologia, ecco il tema natale di Verdi:

Tema natale di Giuseppe Verdi

Tema natale di Giuseppe Verdi