Sayaka Shoji e Roberto Abbado alla OSN Rai

Sayaka Shoji

Vedere e ascoltare Sayaka Shoji è una di quelle esperienze musicali che non si dimenticano più. È un vero miracolo di precisione tecnica assoluta unita a una intensa musicalità, un connubio felice tra le migliori qualità del Giappone, sua terra di origine, e l’Italia, sua terra di adozione e formazione. A soli 16 anni vinse il Concorso Paganini del 1999 e del Musicista genovese si è confermata interprete ideale anche ieri sera nel proporre il Primo Concerto per violino e orchestra op.6. Come lei stessa afferma, “il virtuosismo…non dovrebbe offuscare la vera natura di questi capolavori….Molti dimenticano che in questo autore si trova lo spirito operistico di Bellini e di Rossini: una cantabilità sincera e commossa” (intervista su Sistema Musica). Il Concerto di Paganini era racchiuso tra due brani celebrativi di Haydn e Schumann, dei quali ricorrono i bicentenari. Una serata “in re”: il Re maggiore della Sinfonia Hob.I, n.93 di Haydn  e del Concerto paganiniano e il re minore della Quarta di Schumann. A dirigere Roberto Abbado, che è sempre una delle presenze più gradite sul podio dell’Orchestra.

Roberto Abbado

La Sinfonia Hob.I, n.93 è la prima del ciclo londinese di Haydn (anche se fu la terza a essere eseguita) e nonostante la sua bellezza era assente da più di 50 anni dai programmi della Rai di Torino. È un vero capolavoro dove l’humour haydniano ha modo di esprimersi in modo davvero geniale: nei temi gioviali esposti sottovoce dagli archi dopo una introduzione pomposa che lascia presagire ben altro, nell’effetto comico prodotto dal fagotto al termine delle variazioni del meraviglioso secondo movimento, nell’umorismo del Trio del Minuetto dove ai richiami di fanfara dei fiati e dei timpani rispondono con delicatezza gli archi, fino al colpo di genio del finale nella cui coda un rullo di timpani e poi oboi, fagotti, corni e trombe riprendono la fanfara annunciata nel Trio. Il Direttore milanese ne ha dato una riuscitissima interpretazione, riducendo opportunamente l’organico degli archi per dar maggior risalto ai fiati e ai timpani. Meritano davvero una menzione Andrea Corsi al fagotto e Carlo Romano all’oboe. La Quarta di Schumann è invece pagina frequente nei programmi dell’OSN, Roberto Abbado la propose già nel 1996 (se non sbaglio) e proprio con questa Sinfonia iniziò nel settembre del 1994 la vita ufficiale della Compagine (dirigeva l’indimenticabile Giuseppe Sinopoli). Forse il bicentenario poteva essere l’occasione per proporla nella prima versione, di rara esecuzione, ma di grande interesse. Roberto Abbado e l’Orchestra hanno riconfermato il loro feeling con questa pagina dandone una bella esecuzione.

Ho notato con piacere che il concerto è stato ripreso in tv, spero che la prassi continui e soprattutto che poi il tutto venga trasmesso.

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Una Risposta to “Sayaka Shoji e Roberto Abbado alla OSN Rai”

  1. gianluca la villa Says:

    E invece a me la performance della Shoji non è piaciuta neanche un pò, un vibrato slargato nell’Adagio, e un suono duro, senza nessuna poesia.E poi anche stonata in certi momenti.
    Di violiniste che possono fare meglio ce ne sono oggi in Italia molti più delle dita di una mano.
    La Shoji mi era piaciuta quando nel 2000 suonò a Bologna, era una bambina,lo stesso concerto, ma evidentemente come tutti o quasi questi giovani prodigi non ha mantenuto le promesse.

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