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La Stagione 2011/2012 della OSN RAI

maggio 10, 2011

La sala dell'Auditorium Toscanini della Rai

Presentata la futura stagione dell’Orchestra Sinfonica della Rai. Si inizierà ad ottobre e si andrà avanti fino a metà giugno. Ecco il programma:

Stagione OSN 2011-2012

Predomina la presenza del direttore principale Juraj Valčuha, la collaborazione assidua di John Axelrod (quattro concerti) e di Semyon Bychkov (quattro concerti). A quest’ultimo è affidato un Progetto Brahms, di cui si era già sentito parlare: una collaborazione che si annuncia promettente, data la statura del Direttore. Tornano James Conlon (purtroppo un solo concerto), Slobodeniouk, Roberto Abbado, Hogwood, Rilling, Caetani, Kavakos (in doppia veste), Aykal. Compaiono nuove leve come Rustioni e Wellber. Gran numero di nomi prestigiosi nei solisti. Non faccio considerazioni sul programma: ognuno valuti secondo le sue aspettative. Io giudicherei imperdibili lo Stabat Mater di Dvořák, la Johannes-Passion diretta da Rilling e il Lobgesang diretto da Hogwood. Non mancano le brutte, almeno dal mio punto di vista, sorprese. La mancanza di Jeffrey Tate, che era direttore onorario dell’Orchestra da molti anni e che era stato e rimaneva un punto fermo di riferimento per essa e per i fedeli abbonati. Sei concerti a turno unico di cui non capisco il perché: prelude a un dimezzamento futuro dei turni della stagione di cui si vocifera da tempo? si vuole creare un disagio in più a chi fedelmente segue l’Orchestra costringendolo all’acquisto dei biglietti dopo aver già sottoscritto e pagato l’abbonamento? Anche nella futura stagione un paio di slittamenti al sabato dei concerti del giovedì (si spera vivamente che non raddoppino poi, come quest’anno, a stagione già iniziata, costringendo chi di sabato è impedito alla ulteriore penalizzazione di pagarsi il cambio di turno se non vuol perdere il concerto!). Non faccio considerazioni  su alcune rielaborazioni elettroniche di brani eseguiti a cura degli Xplosiva alla fine di alcune serate: non rientrano nel mio gusto e lascio che siano altri ad apprezzarle. Con queste si avrebbe l’ambizione di attrarre un pubblico più giovane: sarà…. Mi sembra però che alcune delle cose citate sopra rischino di allontanare ulteriormente quel pubblico fedele, che invece bisognerebbe imparare a tenersi stretto. Ogni anno verifico delle defezioni: non dipendono, come forse erroneamente si pensa, da raggiunti limiti di età (tra di loro ci sono tanti under 50), le cause sono altrove. “La Classica colpisce ancora”, recita il motto della futura stagione: sì, ma in che senso?….

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