Archive for novembre 2011

Un anno di RAI 5

novembre 30, 2011

Rai 5 ha compiuto un anno lo scorso 26 novembre. Non che la cosa sia poi così importante e ci sia da festeggiare, se ne scrivo è solo perché mi rendo conto che a questa rete ho dedicato una discreta parte del mio blog. A questo punto vorrei tentare un bilancio, ovviamente dal mio punto di vista, che è quello del musicofilo. Agli inizi aveva suscitato in me notevole entusiasmo e fatto nascere non poche speranze. È sufficiente andare a cercare i post di allora per verificarlo. Il fatto che venissero trasmesse due ore di musica classica quotidiane mi era sembrato un deciso marchio di qualità. È vero, erano diffuse alle 06:30 del mattino, ma la cosa non mi aveva turbato più di tanto: è ciò che fa Arté (che trasmette alle 06:00 e per soli 45 minuti). In più iniziò da subito il ciclo verdiano con due repliche (al venerdì pomeriggio e al sabato notte): davvero ottimo, con presentazioni storiche e critiche delle opere. Poi la diretta dalla Scala il 7 dicembre, la diretta di Cavalleria e Pagliacci, la diretta del Flauto Magico… Mi ero profuso in lodi e panegirici 🙂 Fui incauto: a metà marzo una drastica riduzione della musica classica, da 14 ore a 2 (due!) settimanali. La replica dell’opera al venerdì fu soppressa. Il motivo: boh? non è che poi la soppressione abbia dato spazio a chissà quali trasmissioni: per lo più repliche di sciocchezzuole spacciate per cultura già trasmesse nella settimana. Dal momento che le trasmissioni di musica classica erano produzioni Rai non c’è neppure da ipotizzare che possa essere una questione di costi. Insomma pare proprio che ci vogliano male. L’opera alla domenica mattina, con replica notturna al sabato, è rimasta, ma credo che tutti i melomani siano ogni mese con le mani su qualche amuleto nel timore di vederla cassata di colpo. Da ottobre è iniziata Petrushka, trasmissione tanto annunciata presentata da Michele dall’Ongaro. Dovrebbe introdurre i brani sinfonici successivi, ma di fatto a me sembra poco coniugarsi con questi (deve essere parso anche a loro visto che spesso replicano solo la parte parlata, escludendo la parte musicale vera e propria che dovrebbe a rigore essere la più importante). Sembra un po’ come la vecchia scuola che faceva studiare i manuali di letteratura senza far leggere i testi. È sperabile che una eventuale prossima edizione sia strutturata meglio. C’è stata la diretta dall’Auditorium di S.Cecilia. Bella serata. Chissà se dovremo ricordarla per molto tempo come un miracolo? Ma dal momento che la Rai ha una Orchestra Sinfonica, applaudita in questi giorni all’estero, perché non trasmette qualcuno dei concerti della stagione in diretta tv? Il 7 dicembre attendiamo la diretta dalla Scala, e poi… Boh?  Uno spot diffuso in  questi giorni dice “abbiamo avuto orecchie per la musica più cool“. È troppo chiedere un po’ di cool in meno (ce n’è già cosi tanto in tv) e un po’ di classica in più?

L’Orchestra Sinfonica Simon Bolivar diretta da Diego Matheuz al Lingotto di Torino per la Unione Musicale

novembre 28, 2011

L'Orchestra Simon Bolivar (con Dudamel) ©N.Oliveros

Questa immagine con i colori del Venezuela è quella che rimane impressa nella mente e nel cuore di chi ha la fortuna di vedere e ascoltare dal vivo i giovanissimi dell’Orchestra Sinfonica Simon Bolivar, la massima espressione de El Sistema. Vorrei inserire la descrizione fatta da Alberto Bosco su Sistema Musica sul funzionamento di questa ormai mitica organizzazione:

Molti ragazzi iniziano a frequentare il loro centro locale (chiamato “nucleo”) già in tenera età, verso i tre anni, e poi continuano ininterrottamente fino all’adolescenza inoltrata con un impegno che può arrivare fino a sei giorni a settimana, tre o quattro ore al giorno, più attività collaterali quali masterclass e workshop. La partecipazione è gratuita per tutti i ragazzi e il segreto per farli continuare, oltre a rendere l’insegnamento vivace e mai pedante, è quello di favorire già da subito lo spirito di gruppo, facendoli partecipare tutti alle attività di insieme come cori e orchestre. All’inizio si canta e si balla, poi verso i cinque anni si prendono in mano pifferi o tamburi e a sette ognuno sceglie il proprio strumento, suonando sempre in compagnia. Così il Venezuela può oggi contare una sessantina di orchestre di bambini, duecento orchestre di ragazzi e trenta orchestre adulte professionali, per non parlare dei cori e degli ensemble che fanno musica popolare. Oltre a praticare quotidianamente, insieme ai propri compagni e maestri, gli studenti del Sistema vengono abituati da subito a suonare in pubblico il più possibile, per far sì che l’esibizione in concerto diventi una cosa libera da complessi e paure. Siccome poi la maggioranza dei maestri è fatta da vecchi allievi del Sistema, nei nuclei c’è un senso di squadra molto forte, così che i giovani non si sentono forzati a partecipare alle attività, ma ne sentono il bisogno, dal momento che nel centro non imparano solo a suonare, ma ad avere stima di sé e del proprio posto nella società. Gli insegnanti sono molto attenti allo sviluppo della personalità degli allievi e, se si accorgono che un ragazzo sta facendo troppe assenze, non esitano a interrogare la famiglia. Di solito i genitori sono molto collaborativi, perché vengono coinvolti sin da subito nella crescita musicale dei figli. Va tenuto anche conto che se un ragazzo viene ammesso nelle orchestre ufficiali, la famiglia riceve una specie di stipendio che facilita il compito di seguire i suoi primi passi nella carriera.

La descrizione vale più di tante frasi, che rischiano di sconfinare nella facile retorica. Comunque vedere e ascoltare questi giovani strappati a una vita di degrado sociale e culturale e “salvati” attraverso la Musica non può lasciare indifferenti: l’emozione è inevitabilmente forte. Riescono a trasmettere una carica, un entusiasmo che non si prova a contatto delle altre blasonate orchestre, anche giovanili. La stessa carica che ha trascinato il pubblico torinese nell’Auditorium del Lingotto la sera di sabato 26 novembre, soprattutto dopo il loro bis che è ormai una consuetudine attesa: il Mambo da West Side Story con il lancio finale al pubblico dei giubbotti multicolore. A dirigerli Diego Matheuz, già conosciuto a Torino per due concerti in cui aveva messo in luce le sue qualità di concertatore e interprete.

Diego Matheuz ©N.Oliveros

Anche Matheuz, come Dudamel, è frutto de El Sistema. È da settembre direttore principale del Teatro La Fenice di Venezia e sarà lui a dirigere il prossimo Concerto italiano  di Capodanno.

Il programma proposto a Torino comprendeva due brani che l’Orchestra ha in repertorio da tempo (la Seconda suite da Daphnis et Chloé di Ravel e la Sinfonia Fantastica di Berlioz) e un brano di Evencio Castellanos (la suite Santa Cruz de Pacairigua).

L’Orchestra dà il meglio di sé soprattutto quando può scatenare tutta la carica e l’irruenza che questi giovani sembrano quasi trattenere a fatica.

Non è mancato l’omaggio all’Italia con la Sinfonia da La Forza del Destino.

“Carmen” (Scala,2009) su Rai 5

novembre 27, 2011

Sperando di non sembrare ossessivo torno su Carmen con la regia di Emma Dante e la direzione di Barenboim, appena replicata lunedì scorso su Arté e in onda stamane su Rai 5.

Una scena dal I atto di Carmen

Se non sbaglio è la prima volta che la Rai trasmette questa Carmen. La cosa in fondo non sarebbe poi così eccezionale, viste le abitudini dell’azienda in fatto di opera lirica. Ma ciò che rende il fatto un po’ originale è che pochi giorni prima del 7 dicembre Raitre trasmise uno speciale “Una notte all’opera” presentato da Fabio Fazio dedicato interamente a questa edizione: una intera serata con interviste, spiegazioni, insomma un po’ di tutto per stimolar le voglie e gli appetiti di tutti i melomani e non solo. Dopo di che… l’opera fu trasmessa in diretta da Sky e in lieve differita da Arté :-(.

Anita Rachvelishvili nell’habanera

Non sto più a segnalare il mio articolo su questo blog, piuttosto qualche discussione sulla regia. Ecco Zeffirelli. Poi i loggionisti.

(clickando sui caratteri azzurri ci si collega direttamente)

Emma Dante agli applausi (e dissensi) sul palcoscenico della Scala

Dalla stampa i consensi.

Qualche voce dal web: http://www.gbopera.it/2009/12/la-carmen-scaligera/

http://www.teatro.org/spettacoli/recensioni/carmen_13827

Duetto José-Micaela del I atto

Qualche altra recensione:

http://www.giornaledellamusica.it/rol/?id=3018

http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/milano-teatro-alla-scala-carmen

La bella Adriana Kucerova nella parte di Mercedes

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Rivista e riascoltata oggi, a distanza di due anni, confermo in linea di massima quanto espresso allora. Il video trasmesso mi è parso di qualità sensibilmente migliore rispetto a quello diffuso in diretta il 7 dicembre 2009. Forse anche per questo ho apprezzato di più lo spettacolo, che nonostante una ridondanza e una insistenza eccessiva su simbologie religiose, spesso fuori luogo, rimane a mio avviso una delle migliori Carmen di questi ultimi anni in teatro.

Serata lirica su 3sat

novembre 26, 2011

Due appuntamenti lirici stasera sulla rete tedesca 3sat:

La Deutsche Oper di Berlino

Alle 20.15 l’annuale Gala dalla Deutsche Oper per la raccolta fondi a favore della AIDS-Stiftung, una fondazione che offre aiuto alle persone affette da AIDS.   Presenta come sempre Max Raabe, dirige Donald Runnicles, cantano Vivica Genaux, Dalibor Jenis, Alex Esposito, Simone Kermes, Thomas Quasthoff.

Una scena dall'Affare Makropoulos ©Reuters

Alle 21:45 L’affare Makropoulos di Janacek nell’allestimento del Festival di Salisburgo di quest’anno. Dirige Esa-Pekka Salonen, regia di Christoph Marthaler, protagonista Angela Denoke.

Opera lirica a dicembre su Rai 5

novembre 26, 2011

Stavolta puntualmente è nota la programmazione lirica del mese di dicembre su Rai 5.

http://www.rai.it/dl/Rai5/programma.html?ContentItem-f3631330-ff79-4ffe-b2a9-294eb518f1f2

Il 4 dicembre un’opera in onore di Nino Rota di cui il 3 dicembre si celebra il centenario della nascita.

L’11 dicembre la replica del Don Giovanni che inaugura la stagione alla Scala.

Il 18 dicembre La Fanciulla del West di Puccini, a 101 anni e 8 giorni dalla prima rappresentazione :-), in una famosa e conosciuta edizione della Scala diretta da Maazel con la regia di Miller.

Il giorno di Natale Les dialogues des Carmelites di Poulenc nell’edizione diretta da Muti con la regia di Carsen.