DON GIOVANNI di Mozart in diretta dalla Scala su Rai 5

Domani 7 dicembre il Don Giovanni di Mozart inaugurerà la stagione 2011/12 del Teatro alla Scala. L’opera sarà trasmessa in diretta a partire dalle 17:45 da Rai 5.

Barenboim e Carsen

In differita alle 20:15 da Arté (ormai visibile solo su Astra) e alle 21:00 da Sky Classica. Inoltre Rai 5 la replicherà Domenica mattina.

Peter Mattei, Bryn Terfel, Giuseppe Filianoti

Sarà anche visibile in diretta in alcune sale cinematografiche. Ecco l’elenco. È quasi impossibile perdere l’occasione di vederlo.

Anna Netrebko, Barbara Frittoli, Anna Prohaska

Lo scorso anno la Rai trasmise la diretta anche in HD sul canale 501 del DTT, dubito che lo faccia anche quest’anno: c’è la concorrenza di un evento calcistico 😦

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Terminata la diretta. Prima considerazione. Un buon successo di pubblico con applausi calorosi soprattutto per la Netrebko, ma anche per la Frittoli, per Mattei, per Terfel. Qualche piccolo dissenso loggionistico per Barenboim (all’inizio del secondo atto: “troppo lento”, “lento”, qualche fischio alla fine).

Lo spettacolo di Carsen, partendo dalla polivalenza del Don Giovanni (dramma giocoso, in cui la commedia è sempre ai confini con la tragedia) porta l’azione nel teatro, facendone un teatro (la Scala) nel teatro. Don Giovanni è un seduttore incapace di amare; la sua seduzione è esercitata attraverso una continua maschera, un perpetuo mutar di identità, proprio lui che forse di vera identità sembra privo (“chi son io tu non saprai”, ma Donna Anna sa benissimo chi è il suo seduttore, almeno in questa rappresentazione, anche se poi anch’essa finge all’arrivo del padre e poi con Don Ottavio). Non è un caso che quando si accinge a una nuova conquista compaiano i costumi per un nuovo travestimento di Don Giovanni. Parrebbe quasi che la seduzione possa avvenire solo attraverso un mascheramento della propria vera identità, del proprio essere. E forse non è casuale che Leporello compia la sua unica opera di seduzione travestendosi e che Elvira, che mette a nudo la propria fragilità, si tolga nel contempo l’abito restando molto spesso in sottoveste. Il finale moralista è capovolto dalla riapparizione di Don Giovanni che sotterra gli altri personaggi. Tra l’altro, il Commendatore che lancia moniti a Don Giovanni dal palco presidenziale a fianco del Capo dello Stato potrebbe aprire prospettive di lettura inquietanti: sarà stato casuale? 🙂

Sulla parte musicale mi riservo caso mai di ritornare dopo un eventuale ascolto più attento. Così a caldo, direi che il più convincente secondo me è stato il Leporello di Bryn Terfel, seguito dal Don Giovanni di Mattei. La Netrebko è stata un po’ la trionfatrice della serata: era prevedibile.

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Riascoltato 3/4 dell’opera: boh… Barenboim è rimasto fedele alla visione del Don Giovanni già espressa nell’incisione del 1973, i cui tempi lenti lo fecero allora paragonare a Klemperer. Di Klemperer a mio parere aveva solo la lentezza, perché il grande Otto era in un altro pianeta. Attualmente direi che ha acquistato un po’ in velocità, perdendo però quella dimensione cameristica che caratterizzava quella registrazione con la English Chamber. Comunque la parte orchestrale in uno spettacolo lirico deve coniugarsi con il palcoscenico e visto il taglio dato da Carsen, forse questa interpretazione di Barenboim è un buon connubio. Il cast vocale non mi è parso coprirsi di gloria, nonostante il pubblico lo abbia infiorato per bene. Forse migliorerà nel corso delle recite, alcune incertezze di questa prima è possibile che scompaiano gradualmente. Alcune inadeguatezze però rimarranno. Se avrò tempo forse tornerò sull’argomento con un articolo meglio strutturato.

A complemento di quanto scritto sopra l’articolo:

https://musicofilia.wordpress.com/2011/12/08/don-giovanni-secondo-carsen-e-barenboim/

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7 Risposte to “DON GIOVANNI di Mozart in diretta dalla Scala su Rai 5”

  1. Di.Quella.Pira Says:

    Sicuramente un evento a cui dare spazio sui televisori o dovunque possa essere fruito. Forse un test per capire se questo mondo è davvero in totale decadenza o c’è qualche luce per il futuro.
    Un suggerimento, però, possiamo assistere all’evento stesso privi di preconcetti e giudicare secondo la propria sensibilità DOPO averlo visto? 🙂
    Noto sempre più spesso gli schieramenti a fazione, chi a priori stronca, chi a priori loda, chi è buonista fino all’eccesso e chi non ne perdona una. Solo qualcuno dà motivazioni e questo – almeno per me che mi affaccio da poco al mondo della lirica – è l’aspetto più importante. Il resto, francamente, mi pare soltanto ginnastica per i polpastrelli.

  2. Fabio Says:

    Le polemiche sulla diretta alla Scala risalgono almeno al 1997 anno in cui fu trasmesso su raiuno il Macbeth di Verdi diretto da Muti, il famoso Machbet del cubo.
    Ho recuperato recentemente la mia registrazione di quell’epoca ed ho trovato delle cose interessanti: era la prima diretta dalla Scala fatta dall’emittente arte e veniva intervistato il suo direttore; era fatta nel nuovo formato sperimentale 16:9; in uno degli intervalli era stato trasmesso un piccolo documentario per la regia di Bernardo Bertolucci ove si poteva assistere alle prove tra Muti Bruson e la Guleghina e le continue correzioni del grande maestro a questi ultimi (“..troppo presto, qui devo fare ancora un po’ di note…”)
    Dati gli ascolti bassissimi vi furono addirittura richieste di dimissioni nei confronti dell’intero cda.
    Da allora le dirette della Scala furono bandite in rai fino all’anno scorso e grazie alla nascita di rai5.

    Per cio’ che riguarda la visione di Arte su Euthelsat e’ possibile continuare a vederla con un decoder HD mpeg 4 (ad esempio uno omologato tvSat), usando questo tipo di decoder si potra’ anche vedere ArteHD francese (in chiaro da poco su Euthelsat) ed arteHD tedesco su Astra, oltreche’ ovviamente colla tessera tvsat attivata, anche RaiHD.

  3. cristina Says:

    Sto leggendo le “critiche” ma io penso di avere visto un altro spettacolo: forse sto invecchiando e non sento – e non vedo – più bene. L’ orchestra, lenta e priva di leggerezza procedeva per conto proprio ed i cantanti venivano lasciati soli, specie nei recitativi., che tra l’ altro si capivano assai poco. Tutti – meno Mattei – a sgolarsi: la solita Frittoli, la (peggio del solito) Netrebko, la vociaccia di Terfel, un leporello anziano e pesante. Mattei non sarebbe male, ma Don Giovanni dovrebbe avere una grossa personalità e dare unità alla vicenda, invece rimaneva episodico e sottotono, tremenda la lentissima serenata con tanto di pianissimo sdolcinato da romanticismo italico. Il regista non sapeva che cappero fare, e i poveri cantanti, assai spesso distesi,tra mossette e stranezze – tremende le mosse di Elvira nel Catalogo! -avevano un bel da fare a tirare fuori la voce. Sono rimasta molto delusa, molto meglio la prima dello scorso anno – soprattutto la regia. E’ inutile, Baremboim non sa far suonare l’ orchestra con leggerezza,
    e Mozart senza leggerezza ed ironia non è Mozart – e tanto meno Da Ponte.

  4. Di.Quella.Pira Says:

    Le mie impressioni in sintesi della diretta (vista quindi dalla TV – fonte Rai5).
    Una noia mortale.
    Non ho trovato molte cose per cui mi venga il desiderio di rivedere questo allestimento e forse ancora meno sentire questo cast. Un’occasione che si è trasformata in una delusione sotto moltissimi punti di vista.
    Certo è che il titolo è impegnativo e si presta a confronti con edizioni passate. Dal quale esce (direzione, regia, cast) decisamente massacrato.
    Anche volendosi accontentare, a questo punto c’è solo da succhiare l’osso.
    Che tristezza e che brutto servizio al teatro lirico. Possibile che tutte le eccellenze coinvogliate nel più grande teatro del mondo siano riuscite soltanto a provocare noia immensa?

    Per chiudere, ma quella sul palco era davvero la Signora Netrebko o una sosia (non intendo per le fattezze fisiche, ma per la miseria vocale).

  5. Roberto Mastrosimone Says:

    Era proprio lei….

  6. l.mauretti Says:

    D’accordo con la tua lettura della regia di Carsen che a me è piaciuta, molto anticonvenzionale: il Commendatore che canta dal Palco Reale è stata un’ottima idea, non casuale, visto che rappresenta l’autorità che si oppone al vitalismo di Don Giovanni che ne esce comunque trionfatore….ottimi i cantanti, soprattutto Don Giovanni e Leporello ma la Netrebko pur avendo una gran voce non mi pare tanto adatta al ruolo… musicalmente un pò lenta la lettura di Barenboim.

  7. Roberto Mastrosimone Says:

    Non soltanto lenta, ma piuttosto pesante nelle sonorità. Barenboim sembra rimasto fedelissimo alla sua prima lettura del Don Giovanni:l’incisione del 1973, giudicata già allora con qualche riserva sui tempi, molto lenti.

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