IL MATRIMONIO SEGRETO di Cimarosa su Rai 5

Casa natale di Domenico Cimarosa ad Aversa

Una edizione storica de Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa andrà in onda domani, 22 gennaio 2012, su Rai 5. È una produzione Rai del 1956, diretta da Franco Caracciolo con la regia di Franco Enriquez. La maggiore attrattiva è la presenza fra gli interpreti di Sesto Bruscantini

Sesto Bruscantini

e di Franco Calabrese.

Franco Calabrese ne Il Matrimonio Segreto

Erano i tempi in cui la Rai produceva le opere: si trattava di “filmopera” come quelli che all’epoca si vedevano al cinema, almeno lo stile era lo stesso, anche se nelle produzioni televisive c’era meno libertà. Tra queste produzioni ci sono dei veri e propri gioielli e sarebbe auspicabile che venissero lustrati e mostrati al pubblico: in molti casi ne vale davvero la pena.

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Bisogna dire che in questo caso ne valeva davvero la pena! Uno spettacolo davvero delizioso con grandi interpreti in modo particolare Bruscantini e Calabrese. Va detto che negli anni 50 il Geronimo di Sesto Bruscantini e il conte Robinson di Franco Calabrese erano di riferimento. Che la Rai li scritturasse per una sua produzione televisiva la dice lunga sul livello qualitativo dell’azienda in quegli anni.

Momenti da Il Matrimonio Segreto. Dall'alto a sx in senso orario: Sesto Bruscantini, Franco Calabrese e Sesto Bruscantini, Bruscantini e Vito Lassandro, Edda Vincenzi e Irene Calaway

Aumentano le speranze di rivedere alcune di queste produzioni: mi vengono in mente l’Otello di Verdi con Del Monaco e la Carteri, Il tabarro e la Manon Lescaut con Clara Petrella, L’elisir d’amore con la Freni e Bruscantini….

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17 Risposte to “IL MATRIMONIO SEGRETO di Cimarosa su Rai 5”

  1. dimaland Says:

    Wow 🙂 Non vedo l’ora!

  2. Anna P. Says:

    Anche a me interessano molto questi programmi musicali d’archivio. Purtroppo, l’anno scorso, mi sono accorta in ritardo che Rai5 metteva in onda ogni mattina dei concerti tratti dalle TecheRai e ne ho persa la maggior parte.
    Mi chiedo se ne è mai stato riproposto qualcuno diretto dal grande Mario Rossi, che ho avuto il bene di vedere un’unica volta quando, in occasione del Callas-day, è stata riproposta quella celebre Casta diva con cui la Rai contribuì allo spettacolo di Capodanno del 1958, assieme ai Paesi europei aderenti all’Eurovisione.
    Anna

  3. Roberto Mastrosimone Says:

    Purtroppo no.La prassi di trasmettere quotidianamente musica classica è stata abbandonata molto in fretta da Rai 5 e i concerti d’epoca si sono limitati a poche proposte. La settimana scorsa in Petrushka hanno riproposto un brano (Le Variazioni su un tema di Purcell di Britten) da un Concerto diretto da Previn al Palazzetto dello Sport di Torino, un evento che mi ha riportato indietro di 40 anni. Farebbe tanto piacere anche a me rivedere i concerti diretti da Mario Rossi: sono parte della mia giovinezza….

  4. dott. dulcamara Says:

    una vera chicca! la mimica di Franco Calabrese è impareggiabile…

  5. Boaz Senator Says:

    Che gioia riascoltare Cimarosa

  6. dimaland Says:

    Bellissimo, Fantastico, Meraviglioso!!!!

  7. Roberto Mastrosimone Says:

    Sono perfettamente d’accordo con voi. Tutti davvero eccezionali.

  8. Rita Says:

    Una domanda: la non sincronicità fra il video e l’audio è una cosa fastidiosa solo per me? E’ come vedere un film mal doppiato. O succede perchè ho usato il computer e non la tv? Grazie a chi mi risponderà.

  9. Roberto Mastrosimone Says:

    A me in tv è parso in sincronia.

  10. Rodolfo Canaletti Says:

    A parte che nei titoli di testa l’autore del libretto viene riportato come Giovanni Bertani, anziché Giovanni Bertati. Ma sono incidenti che evidentemente capitano per la fretta :-)). Io ho trovato l’esecuzione interessante dal punto di vista storico, ma evidentemente molto datata.

  11. Roberto Mastrosimone Says:

    Il direttore, Franco Caracciolo, era allora un po’ uno specialista del genere (le prime opere rossiniane da me viste in teatro erano dirette proprio da lui). Per essere del 1956 si tratta di una notevolissima esecuzione, che tutto sommato porta bene i suoi anni. Li avessimo oggi un Bruscantini e un Calabrese!
    Ciao

  12. Anna P. Says:

    Grazie per l’informazione relativa a Mario Rossi. E’ davvero un peccato che non siano trasmessi i suoi concerti. Anche per me sarebbe un ritorno alla giovinezza, ma per i meno… stagionati 🙂 sarebbe la scoperta di uno dei maggiori direttori d’orchestra italiani e di una delle colonne delle orchestre Rai. Purtroppo pare che alla Rai di lui si fossero ricordati soltanto Arrigo Quattrocchi e Lorenzo Chiera con la loro trasmissione “Esercizi di memoria”, malauguratamente soppressa 😦
    Quanto all’opera di questa mattina, per me è stata un vero godimento. Se non ricordo male, la Rai in quegli anni registrava il sonoro delle opere, mentre la “recita” andava in diretta e gli interpreti canticchiavano sottovoce la loro parte. Forse da ciò deriva la mancanza di sincrono notata da Rita, che in qualche momento – ma solo in qualche momento – ho notato anch’io, assistendo allo spettacolo dalla televisione.
    Anna

  13. Roberto Mastrosimone Says:

    Sì, la recita andava proprio in diretta. A tal proposito ricordo un finale dell’Otello verdiano piuttosto spassoso. Dopo il Niun mi tema e relativa morte e finale dell’opera, la telecamera continuò a riprendere a insaputa di Del Monaco, che si alzò guardandosi intorno per un bel po’ con aria piuttosto stralunata. Nelle repliche questa “chicca” ovviamente è stata tagliata…

  14. Rodolfo Canaletti Says:

    Per Mastrosimone. Non discuto sull’esecuzione dal punto di vista musicale. Certamente è di alto livello. Quello che volevo dire è che la rappresentazione è datata. Questo non è una critica. Se la rappresentazione è del ’56… Io apprezzo i ricuperi del passato, solo se offrono strumenti per capire meglio il presente. D’altra parte l’arte, in quanto espressione valutabile come “eterna”, ha proprio questo significato: superare, o offrire la possibilità di superare le contingenze in cui è stata scritta, per coinvolgere proiezioni nel tempo in cui ce ne si avvale.

  15. Roberto Mastrosimone Says:

    Be’ sì, datata non solo perché nel 1956 il modo di far teatro lirico era diverso da quello odierno, ma soprattutto perché queste produzioni televisive in realtà derivavano direttamente dal filmopera di allora che si rivolgeva al grande pubblico, come la tv, per cui la rappresentazione era necessariamente didascalica, obbedendo in fondo alle finalità pedagogiche della tv Rai dell’epoca. Insomma queste produzioni operistiche erano parenti strettissimi della prosa in tv d’allora, degli sceneggiati ecc.,più che delle rappresentazioni che si vedevano nei grandi teatri, le quali poi tanto dissimili per la verità non erano, salvo rarissime eccezioni. Il motivo per cui la Rai allora preferisse produrre in proprio le opere, anziché riprenderle nei teatri (anche se talvolta accadde) credo che fosse quello di offrire un prodotto televisivo più soddisfacente: le riprese nei teatri con le attrezzature di allora rischiavano di rendere davvero poco in tv (a parte che quelle fatte dalla Rai ancora oggi non è che brillino per qualità….).

  16. Rodolfo Canaletti Says:

    Sì, sì, sono d’accordissimo. Che ci fosse una certa superficialità lo dimostra anche l’errore nel nome del librettista. Ecco, diciamo che RAI 5 sta facendo (bontà sua) uno sforzo per ricuperare un grandissimo materiale d’archivio che storicamente ha indubbia importanza. Comprese le trasmissioni di Philippe Daverio. Purtroppo invece occorre dire che fa poco o nulla per produrre ex-novo (a parte la diretta delle prime scaligere). Se penso ad ARTE e alle TV tedesche e svizzere che trasmettono messe in scena operistiche IN ATTO nei maggiori teatri… Ecco questa è una vera offerta alla contemporaneità dell’arte. Purtroppo occorre dire (sarà la crisi?) che anche quelle trasmissioni hanno diminuito moltissimo il loro impegno. Ahimé!
    Per esempio: perché RAI 5 non si occupa delle principali mostre in atto: penso a quella di Artemisia Gentileschi a Milano (è un grosso fatto culturale!), per citare la prima che mi viene in mente. Oppure riprendere spettacoli teatrali usciti di scena di notevole interesse: penso al Tutto per bene di Pirandello che Lavia sta presentando a Roma. Insomma, se la TV non offre spunti, la cultura illanguidisce. Ciao

  17. Simone23 Says:

    Scusate, ho scoperto solo ora la mandata in onda di questo pezzo di storia. Sicuramente, è una delle migliori versioni a video mai realizzate, nonostante il bianco e nero e la datazione. E’comparabile a quella con Roberto Coviello ed Enrico Fissore.
    Avendone visto solo un estratto da internet, mi chiedevo se qualcuno di voi sapesse come recuperare l’intero spettacolo.
    Grazie!

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