Una Circolare Ministeriale fa saltare i concerti del Trio David all’Unione Musicale di Torino. Suona il Trio Debussy.

Quando si dice il tempismo… Una Circolare Ministeriale del 20 gennaio 2012 impedisce agli strumentisti facenti parte di Fondazioni musicali di esibirsi in pubblico autonomamente o in altre formazioni. Poiché due componenti del Trio David, che avrebbe dovuto tenere i concerti del 21 e 22 gennaio al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, fanno parte di una Orchestra i suddetti concerti sono stati cancellati. Non sono sufficientemente documentato per esprimermi sul provvedimento ministeriale (se qualche eventuale lettore lo fosse sarebbe il benvenuto con un suo intervento), mi limito a manifestare la mia perplessità su una politica che mi sembra sempre più nemica giurata di ogni manifestazione culturale di valore. Tra l’altro temo che le istituzioni concertistiche siano costrette a riscrivere gran parte della loro programmazione, senza contare che formazioni da camera, come appunto il Trio David, rischiano la morte.

Il Trio Debussy

L’Unione Musicale con l’acqua alla gola è dovuta ricorrere al più che benemerito Trio Debussy, i cui componenti per nostra fortuna non sono toccati dal provvedimento, il quale nel giro di pochissime ore ha presentato un concerto sostitutivo. Haydn (il Trio n.25) e Schubert (il Quintetto D.667, La Trota) con la partecipazione di Maurizio Redegoso alla viola e Kaveh Daneshmand al contrabbasso. Due splendide esecuzioni in cui gli strumentisti hanno dato il meglio di sé.

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3 Risposte to “Una Circolare Ministeriale fa saltare i concerti del Trio David all’Unione Musicale di Torino. Suona il Trio Debussy.”

  1. oruam1975@yahoo.it Says:

    Stavo cercando informazioni sulla morte di Yakov Kreizberg (avvenuta mesi fa, ma ne ho avuto notizia or ora) e ho scoperto che sono morti pure Weissenberg e Leonhardt. Poi leggo quest’ultima notizia che, così esposta, sembra un’assurdità. Anch’io sono curioso di conoscere i dettagli del provvedimento…

  2. Giovanni Says:

    Non è una semplice circolare ministeriale. E’ invece quanto prevede l’art. 3, comma 1,
    della legge 29 giugno 2010 n. 100. Si tratta della legge di
    conversione del decreto legge 30 aprile 2010 n. 64 in materia di
    spettacolo e attività culturali che ha previsto il riordino del
    settore lirico-sinfonico, con speciale riguardo alle fondazioni che
    hanno preso il posto degli ex enti lirici.
    Il testo coordinato della legge si trova qui:
    http://www.dirittodeiservizipubblici.it/legislazione/provvedimento.as
    E’ uno dei
    parti malefici del governo Berlusconi. Il divieto di attività autonoma
    è temporaneo: è scattato il 1° gennaio 2012 e durerà fino al prossimo
    CCNL. Secondo la previsione originaria del decreto legge sarebbe
    dovuto scattare addirittura dal 1° gennaio 2011 e lo slittamento di un
    anno si deve alle pressioni dell’opposizione.
    E’ una disposizione assurda e, a mio parere, incostituzionale e
    farebbero bene i musicisti interessati a provocare un bel contenzioso
    giudiziario per portare il caso davanti alla Corte Costituzionale.
    L’assuridtà è che l’attività autonoma viene definita in linea di
    massima come autorizzabile, ma allo stato viene vietata sine die.
    Oltre tutto è una norma che crea disparità di trattamento enormi e
    ingiustificate rispetto ad altre categorie di lavoratori che
    addirittura, nel rispetto dell’istituzione, anche pubblica, per cui
    lavorano, addirittura possono non chiedere autorizzazione per attività
    di lavoro autonomo collaterali. E’ evidente che la ratio del divieto è
    di evitare che, con una malaccorta sovrapposizione dell’attività
    istituzionale e di quella privata, possano crearsi situazioni in cui
    la fondazione sia costretta a sopportare delle spese per sostituire il
    dipendente che svolge attività per conto suo. Ma sarebbe bastato
    rinforzare il meccanismo delle autorizzazioni preventive o mettere a
    carico del dipendente eventuali spese sostenute dalla fondazione per
    sostiturlo.
    Sulla pagina facebook del MIBAC fioccano i messaggi per chiedere la
    revoca del divieto.

  3. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie, Giovanni, delle puntuali precisazioni.

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