LUCIA DI LAMMERMOOR di Donizetti al Teatro Superga

Una serata da ricordare a lungo: una bellissima Lucia di Lammermoor, di quelle da segnare in rosso sugli annali. Il merito principale, almeno a mio modesto parere, va al direttore: Paul-Emmanuel Thomas. Ha saputo valorizzare al massimo l’ottima Orchestra Filarmonica del Piemonte, che ha sempre sonato bene ma che mai si era ascoltata in così piena efficienza sia nell’insieme che nelle prime parti. È poi riuscito a far sì che i cantanti dessero il massimo di sé. Un perfetto coordinamento tra orchestra, coro e solisti. La prova maggiore nel difficile Sestetto del secondo atto, eseguito alla perfezione, tale che ha suscitato un interminabile applauso. Bravo!!! veramente e spero che, vista la collaborazione che esiste con l’Orchestra, torni al più presto al Superga.

Paul-Emmanuel Thomas

Cantanti in ottima forma e in autentico stato di grazia a partire dall’eccezionale Lucia di Fernanda Costa, che ha sostituito la prevista Silvia Dalla Benetta. La Costa è conosciuta e amata dal pubblico del Superga, che l’aveva appena applaudita come Leonora ne Il trovatore di un paio di mesi fa. Stavolta ha superato se stessa con una performance che non si riuscirebbe a immaginar migliore. Il culmine è stata la scena della pazzia di fortissima intensità e grande virtuosismo vocale. Non si è affatto risparmiata e a gara con un ottimo flauto si è lanciata quasi oltre il limite: il pubblico ha ripagato con ovazioni che si è fatto fatica a interrompere.

Fernanda Costa

Accanto a lei nuovamente Giorgio Casciarri, il Manrico del Trovatore, che galvanizzato forse dal Direttore o dalla riuscitissima serata ha interpretato un Edgardo vibrante, incisivo, di ottimo timbro, amoroso ed elegiaco al contempo.

Giorgio Casciarri

Era da almeno un anno che al Superga non si ascoltava Sergio Bologna, una presenza costante nella scorsa stagione e di cui si sentiva la mancanza. È tornato per la parte di Enrico che ha cantato con la solita linea bella e morbida, l’accento vario e sfumato, con la misura che lo contraddistingue sempre e ne fa uno dei baritoni da me preferiti.

Sergio Bologna

Ottimo il Raimondo di Stefano Rinaldi, bellissima voce di basso. Il cast era completato da Angel Pazos nella parte di Arturo e da due cantanti, che la locandina del programma del Teatro lascia nell’anonimato, nelle parti di Normanno e Alisa. Il Coro ha una parte notevole nella Lucia: il Coro Lirico del Piemonte, diretto da Sonia Franzese, ha dato un’eccellente prova. L’allestimento portava la firma di Edoardo Siravo: una regia sobria, rispettosa del libretto, funzionale allo spettacolo.

Una serata memorabile: peccato che il pubblico non fosse numeroso come l’evento avrebbe meritato. Effetto della crisi? Indubbiamente: i portafogli dei salvatori della patria sono sempre più vuoti e le sale per concerto e quelle dei teatri si svuotano di conseguenza. Ma non si dovevano rilanciare economia e cultura?…. Boh..

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