Prove di Cenerentola all’Auditorium Rai

“Cessi al cortese invito”, come canta Violetta nel secondo atto di Traviata. Il cortese invito nel mio caso non era una festa mascherata in casa Bervoix, ma l’occasione di assistere alle prove della tanto attesa “Cenerentola”. Prove in cui l’orchestra suona in Auditorium, i cantanti invece cantano in una delle location (come adesso sono chiamati i luoghi in cui si effettuano le riprese tv). Preciso che l’invito è stato rivolto a tutti gli abbonati della Stagione sinfonica Rai: era un impegno preso a inizio di stagione dal Direttore Artistico e onorato puntualmente. Ovviamente eravamo tutti vogliosi ed eccitati (si fa per dire…) per l’esperienza inedita. Peccato che poi il tutto si sia risolto nel vedere su due televisori di dimensioni casalinghe il promo dello spettacolo (pochi minuti), ascoltare alcuni dettagli sulla tecnologia di esecuzione (non sono più una novità: le conosciamo da 20 anni, se ai tempi di Tosca potevano stupire adesso non più), e ascoltare il M° Gelmetti che ha raccontato la sua conversione a questo tipo di esperienza. Dopo di che è seguito l’ascolto della Sinfonia dall’opera, del Temporale, dell’ingresso di Dandini con la voce di XY diffusa dagli altoparlanti (l’immagine non si doveva vedere altrimenti XY avrebbe avuto una identità) e quindi il coro che introduce il finale dell’opera. Dopo di che föra dai ball (non si sono espressi così, ma il senso era quello): dovevano provare sul serio e noi non potevamo assistere, forse perché avremmo scoperto l’identità degli interpreti…. Durata totale 45 minuti, praticamente meno del tempo che impiego per raggiungere l’auditorium. Per questa volta “cessi”, la prossima volta…

P.S.: sono convinto che la Direzione Artistica dell’Orchestra non sia assolutamente responsabile di questo poco simpatico svolgimento, ma che la cosa sia attribuibile alla Produzione che vuole tener segreto ciò che praticamente sappiamo già tutti 

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5 Risposte to “Prove di Cenerentola all’Auditorium Rai”

  1. operaliablog Says:

    Ahahah 🙂 Roberto, mi spiace per la delusione… i pochi brani ascoltati come ti sono parsi?

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Nulla che muterà la storia dell’interpretazione rossiniana … (sono diplomatico ;-))

  3. operaliablog Says:

    😉 Ti capisco… e immaginavo 😀

  4. Alberto Says:

    Mi associo alle parole di Roberto. Aggiungerei solo un paio di considerazioni.
    Devo dare atto al maestro Gelmetti di essere un bravo e simpatico comunicatore, che ha reso (un po’) meno grottesca la vicenda.
    Nei due video di dimensione domestica non è apparso l’interprete di Dandini (che ben conosciamo), ma il coro maschile.
    Un mio amico più vicino ai video ha riconosciuto nel coro un comune conoscente.
    Ricordo che in occasione de “La Traviata à Paris” (non “a Parigi”)
    il Produttore-Ideatore di queste imprese aveva dichiarato di avere impiegato…forse due anni per scegliere personalmente i coristi uno ad uno (poi erano stati presentati con un nome quale “i virtuosi cantori” o simile).

  5. Gian Marco Says:

    Si trattava del coro “Solisti Cantori”, diretti, come d’altronde in Rigoletto da Mantova, da Emanuela Di Pietro. Non so che abbia detto all’epoca il produttore, ma si è trattato, sia per Traviata che per Rigoletto, di un’audizione per professionisti. Lo stesso è stato fatto per questa Cenerentola, privilegiando, quando possibile, elementi locali.

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