La Stagione 2012/13 della OSN Rai

Presentata la prossima Stagione sinfonica della Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Parte già da lunedì 28 maggio p.v. il rinnovo degli abbonamenti. Da una prima veloce e panoramica visione al programma direi che si tratta di una bella stagione, ricca di proposte interessanti. Si dà spazio doveroso alle ricorrenze: il bicentenario di Verdi (cui è dedicato un concerto diretto da Roberto Abbado) e Wagner il cui nome ricorre spesso e a cui è dedicato il 14° concerto con una selezione del Crepuscolo degli Dei, il centenario di Britten, il centenario di Le sacre stravinskiano. Si continua a rivolgere attenzione a Brahms, a Schumann. Torna la Hewitt per una serata bachiana. Così si ripropone un Jazz Concert con William Eddins. Ad aprile due imperdibili opere corali: La Creazione di Haydn diretta da Hogwood e il Messia di Haendel diretto da Dantone.

Non mancano ovviamente proposte beethoveniane e ciaikovskiane, così come quelle dvořákiane e shostakoviane.

Tra i direttori la parte maggiore è affidata al direttore principale Juraj Valčuha cui è affidata un terzo della Stagione, John Axelrod dirigendo tre concerti continua la feconda collaborazione con l’Orchestra, ci sarà il graditissimo ritorno di Jeffrey Tate, quello di Kirill Petrenko, di Netopil, di Boreyko, di Bychkov, di Arming oltre ai già citati sopra.

Grandi solisti. Solo per citare i primi che balzano in evidenza: Gidon Kremer, Vadim Repin, Yefim Bronfman, Sol Gabetta, Nemanja Radulovic, Nikolai Demidenko, Truls Mörk… 

Scompaiono i concerti monoturno che quest’anno avevano fatto capolino: era stata, secondo me, un’idea infelice ed evidentemente sono stati anche loro della mia stessa opinione. Mi pare che sia scomparsa la serie argento. Rimane Rai Nuova Musica a febbraio (3 concerti) e i Sabati dell’Auditorium (4 concerti). Mi sembra che le rielaborazioni musicali a cura di Xplosiva quest’anno non ci saranno per la stagione ordinaria, continueranno per la musica contemporanea.

A voler fare un appunto: la tempistica è forse un po’ rischiosa. Solo due settimane dedicate ai rinnovi e a ridosso della pubblicazione del programma sono un po’ poche, inoltre coincidono ahitutti con scadenze fiscali dolorose (la tanto detestata IMU…) e col rinnovo degli abbonamenti del MITO. A settembre vendita dei soli Carnet. Boh! Non ho elementi per esprimere valutazioni, mi limito a fare gli scongiuri….

Il programma completo dei concerti:

http://www.orchestrasinfonica.rai.it/dl/docs/1337762732314ProgrammaStagione20122013.pdf

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16 Risposte to “La Stagione 2012/13 della OSN Rai”

  1. Marco Russo Says:

    Noto con disappunto che il venerdì resta l’orario alle 20.30 – altra scelta infelice. A me costa almeno due concerti l’anno…

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Sì, difatti. Non sono ancora riuscito a capire le motivazioni alla base di questa scelta.Quelle dichiarate ufficialmente riguardano i palinsesti radio, che trasmettendo in diretta preferiscono l’inizio alle 20:30.

  3. Marco Russo Says:

    Beh, ma le trasmissioni in diretta non le facevano il giovedì?
    Io ho anche scritto per protestare l’anno scorso, ma evidentemente sono una mosca bianca.

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Sì, quasi sempre di giovedì, talvolta, ma raramente, di venerdì. A esser sincero, è una motivazione che non mi convince. Come avevo scritto un anno fa nella stagione 1994/95 il turno del venerdì fu anticipato alle 20:30, fu riportato alle 21:00 su richiesta di molti abbonati già dalla stagione successiva. Allora però c’era un folto gruppo di pendolari che giungevano in bus da fuori Torino (c’era un gruppo da Alba) che avevano dei seri problemi a raggiungere l’Auditorium per le 20:30. La protesta del singolo secondo me non dà grossi esiti, se foste in molti potreste richiedere in gruppo il ripristino del vecchio orario: forse qualcosa otterreste.

  5. Alberto Says:

    Sono scettico anche su richieste collettive in tema di orari.
    Due anni fa andai alla presentazione della Stagione (andai per la seconda e ultima volta: per inciso la Rai è del tutto erratica anche sulla pubblicità o meno di tali presentazioni).
    Il pubblico era molto folto, almeno in relazione alla capienza dei locali; parecchi abbonati del venerdì si lamentarono e chiesero spiegazioni . “Naturalmente” la Direzione RAI rispose che la unificazione di orario alle 20.30 era avvenuta…….a richiesta di un rilevante numero di abbonati (cosa sicuramente non vera).
    Circa la prossima stagione condivido il sostanziale apprezzamento di Roberto.
    Naturalmente gli appassionati di più lungo corso (ed anche più esperti) vorrebbero un po’ più di coraggio nella programmazione (per conto mio come coraggio non intendo uno o più brani di autore italiano contemporaneo di avan-retroguardia in ultima esecuzione assoluta, ma per esempio una Sinfonia di Martucci o di Sgambati o di Raff o di Draeseke o di Burgmuller o un omaggio un po’ più consistente a Britten, ma mi rendo conto che ciò comporterebbe defezioni del pubblico in sala – che è proiezione di quello radiofonico e -ora- televisivo o in streaming). Però/perciò è inevitabile puntare su capolavori indiscussi e su di un ristretto numero di compositori arcinoti.
    Gli unici brani di compositori viventi sono il breve e intrigante David Afram nel “Jazz Concert” e un breve (e molto eseguito: proprio l’antitesi della ultima esecuzione assoluta) brano di Arvo Paart. Un altro tipo di coraggio sul quale vi è qualche segnale positivo, ma su cui si potrebbe fare di più, è il programmare un discreto numero concerti di musica “non seriosa” o “di impianto non tradizionale”.
    Qualcosa c’è : il “Jazz Concert”, il “Concerto di Natale” (suppongo) e (anche se non al 100%) il programma Kolly d’Alba-Axelrod.
    Poi c’è il misterioso “concerto Brachetti”: siamo già arrivati a 4, ed è quasi un record (senza contare, per “l’impianto non tradizionale” i concerti del sabato).

  6. Roberto Mastrosimone Says:

    Anche a me sarebbe piaciuta una programmazione un po’ meno scontata, magari con qualche sinfonia di Carl Nielsen, qualcuna delle prime quattro di Dvorak (magari la Terza o la Quarta), qualcosa di Rimskij che non siano le solite opp.34,35,36…. È repertorio in genere assente dalle stagioni concertistiche Rai.

  7. Paolo Says:

    All’elenco di Alberto e di Roberto, aggiungerei Sibelius, secondo me troppo assente dai programmi dell’Orchestra. Quest’anno era previsto il Concerto per violino, ma mi sembra che è stato sacrificato sull’altare di Cenerentola e non ripreso nella nuova stagione. Peccato.

  8. Roberto Mastrosimone Says:

    Concordo. Alcune sinfonie di Sibelius forse non sono mai state eseguite (la Sesta ad esempio nel 2009 era in prima esecuzione Rai a Torino). Quest’anno è saltato Tetzlaff con Sibelius 😦

  9. Alberto Says:

    Ovviamente concordo con Paolo e Roberto.
    Tuttavia Sibelius si è fatto abbastanza strada anche nei programmi italiani, certamente sostenuto e “imposto” da interpreti non italiani (ed anche per la presenza in programmi di orchestre non italiane in tourneè in Italia).
    Uno/ due brani sinfonici di Sibelius potrebbero essere presenti in una stagione senza alcun tipo di coraggio.
    Però, e per fortuna, in 45 anni non ne ho ascoltato a Torino pochissimo (e in misura crescente negli utlimi anni).
    Non pochissimo……. ma certo non un brano all’anno
    Faccio un breve elenco:
    -Sinfonia n.1 Paul Strauss (Rai); A.Gotta (Orchestra Fil. di Bucarest).
    -Sinfonia n.2 Y.Temirkanov (Rai), Kurt Sanderling (Rai) N.Wyss (Rai)
    Per Dreier (Regio)
    M.Tilson-Thomas (S.Francisco); J.P. Saraste (Radio Finlandese)
    -Sinfonia n.3 C.Davis (LSO); D.Harding (Mahler CO)
    -Sinfonia n.4 A.Rosen (Rai) F.Shipway (Rai)
    -Sinfonia n.5 S.Celibidache (Rai) H.Michael (Rai) F.Luisi (Rai) M.Frank (Rai)
    -Sinfonia n.6 J.Tate (Rai)
    -Sinfonia n.7 L.Segerstam (Rai) P.Jarvi (Rai) C.Davis (LSO) D.Harding (Mahler CO) K.Durghurian (Regio)
    Finlandia L.Segerstam (Rai) G.Aykal (Rai) P.Dreier (Regio)
    Tapiola J.Storgards (Rai)
    En Saga V.Fedodeyev (rai) J . Storgards (Rai)
    La tempesta, suite n.1 S.Oramo (City of Birmingham)
    La figlia di Pohjiola J.P.Saraste (Rai)
    Cavalcata Notturna e alba P.Jarvi (Rai)
    Luonnotar S.Oramo (City of Birmingham)
    Pelleas et Melisande M.Pletnev (Orch.Naz.Russa)
    Valzer Triste C.Davis (LSO) D.Harding (Concertgebouw) D.Sitkovetsky (Sinf.Varsovia)
    Lieder Orchestrali Y.Hynninen D.Slobodeniouk (Rai)
    Il cigno di Tuonela H.Michael (Rai)
    4 leggende di Leminnkainen (tra cui “Il cigno”) E.P.Salonen (Philharmonia).
    Il concerto per violino almeno con;
    V.Mullova
    C.Tezlaff
    B.Belkin
    G.Kremer
    U.Ughi
    D.Nordio ed altri ancora
    Insomma non pochissimo, ma certo non abbastanza.
    Ad una certa distanza noto con piacere anche il “quasi ingresso” in repertorio di Elgar (anch’esso dovuto agli interpreti, tra i quali anche Sinopoli, Muti e Pappano, rilevando per mero inciso che la Seconda Sinfonia fu diretta – nel solo Larghetto- a Torino da…….E.Elgar (1911-l’anno stesso della prima assoluta).

  10. Roberto Mastrosimone Says:

    Ti ringrazio di questo prezioso elenco. Per restare in casa Orchestra Rai: la Terza non risulta eseguita e la Prima, per esser diretta da Paul Strauss, deve risalire almeno a 40 anni fa…

  11. Alberto Says:

    Grazie al “solito” libro della ERI sui primi 50 anni del’Orch. RAI a Torino vedo che la Terza di Sibelius curiosamente fu eseguita alla Rai addirittura tre volte negli anni ’60.
    Il 3/1/60 (direttore Roberto Caggiani).
    Il 12/2/63 (dir. Emilio Suvini).
    Il 14/4/66 (dir. Milos Morgan).
    La Prima fu oggetto di una registrazione senza pubblico il 31/10/73 (dir. Napoleone Annovazzi).
    Paul Strauss diresse la Prima il 20/5/83.
    Nell’elenco che precede ho dimenticato (almeno) che Colin Davis diresse anche “Le Oceanidi” con la LSO e Vadim Repin tra gli interpreti del Concerto per violino.

  12. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie delle informazioni. 46 anni fa l’ultima Terza, 29 anni fa l’ultima Prima… Nessuna volta con l’OSN….

  13. Paolo Says:

    Ringrazio Alberto per le sue informazioni, sempre precisissime e preziose per chi, come me, è un abbonato da non così tanti anni. Per lasciare da parte Sibelius, un repertorio che negli ultimi (dieci) anni non mi pare frequentato come, a mio giudizio, meriterebbe, è quello dei compositori italiani del secolo scorso. Malipiero, Casella, Busoni e altri, via via sino a Petrassi (senza dimenticare Respighi, non solo quello delle fontane…) riservano sorprese molto interessanti e varrebbe la pena programmare qualche incursione in più nei loro territori.

  14. Roberto Mastrosimone Says:

    A parte qualche timido inserimento di Casella gli altri sono ormai dei grandi assenti. Per fare un discorso più generale, è come se il “virus auditel” avesse infettato anche la programmazione di queste stagioni concertistiche, soprattutto delle ultime. Il che potrebbe avere ragion d’essere se i concerti avessero una vita televisiva (cosa che fino ad oggi non è). Non ho dati numerici per tentare un’analisi, ma andando a occhio mi pare evidente che il numero delle presenze (e credo degli abbonati) sia diminuito negli ultimi 5/6 anni. Per ipotizzare le cause del fenomeno, come scrivevo prima, dovrei avere dei dati numerici, altrimenti sconfino nel talk show. Comunque le scelte programmatiche mi paiono obbedire a una volontà di recupero di abbonati o di creare un nuovo pubblico. Un’alta percentuale di pubblico comunque ha abbandonato le Stagioni Rai per le difficoltà oggettive di raggiungere l’Auditorium in tempo utile (difficoltà che affronto anch’io) e soprattutto per l’assenza di un parcheggio nelle immediate vicinanze (Piazza Vittorio e Piazzale Fusi distano circa un km.). Le avevo fatte presenti a suo tempo e ricevetti risposte del tipo: ” se vanno al Regio possono venire anche qui”, “la Rai non fa i parcheggi…”, “una volta le stagioni erano qui e non al Lingotto…”. Già, però al Regio non si va per 24 serate e di solito si va in gruppo, fino agli anni 90 la situazione sosta in centro non era disperata come attualmente e la Rai in 8 anni (gli anni della bonifica e ristrutturazione dell’Auditorium) avrebbe potuto studiare seriamente una soluzione al problema assieme a chi i “parcheggi li costruisce”. Nel mio piccolissimo campionario di conoscenze posso affermare con sicurezza che l’80 % ha abbandonato la consuetudine inveterata di abbonarsi per questo motivo, il rimanente perché stufo di andare ad ascoltare per l’ennesima volta le Sinfonie di Brahms, la Quarta di Ciaikovskij, Petrushka…. (il che contraddice forse le convinzioni di chi elabora i programmi).

  15. Alberto Says:

    Concordo naturalmente con Paolo circa i nomi da lui indicati.
    Fare un elenco dei brani di essi eseguiti alla Rai negli ultimi 10 anni è presto fatto.
    Salvo errore:
    Casella Scarlattiana, Concerto per violoncello e orch.
    Malipiero nulla
    Busoni Berceuse elegiaque
    Respighi Pini, Fontane, Selezione da la Boutique Fantasque, Antiche arie e danze III serie
    Petrassi Sesto e Ottavo Concerto per orch. (tra l’altro tra i più ostici,
    certo al contrario dei primi due).
    Peraltro l’OSN RAI ha registrato per una meritoria (ma non troppo distribuita) etichetta italiana due dischi dedicati a Petrassi (di cui il secondo con il Concerto per pianoforte, la Partita per orch., la suite dal balletto La Follia d’Orlando non dovrebbe spaventare alcuno).
    Un altro grande dimenticato è Pizzetti.
    l’orchestra Rai di Torino nel periodo 1934-1954 eseguì VENTI VOLTE il meraviglioso Concerto dell’Estate (che, nel primo dopoguerra, fu portato in tourneè in Inghilterra con Mario Rossi- tourneè niente meno che con A.Benedetti MIchelangeli).
    Io lo ascoltai poi una volta sola nei primi anni ’70 al Regio (direttore A.La Rosa Parodi).
    Tra i direttori alla Rai vi fu anche Ernest Ansermet.
    Se guardiamo, il ’54, anno dell’utima esecuzione diretta da Pizzetti stesso (insieme al Concerto per Violoncello con A.Baldovino), vediamo anche che H.Von Karajan diresse tre programmi e che Rafael Kubelik diresse la cantata Mondi celesti di Malipiero.
    Ancora nel ’76 Ferdinando Previtali registrò (senza pubblico) la (magnifica) Sinfonia in La di Pizzetti e (mi corregga Roberto se sbaglio) essa fu pure trasmessa alla tv.
    E’ ovvio, poi, che con quattro orchestre la programmazione poteva essere più varia.
    ——
    Circa la contrazione del pubblico (che è anche varia nel corso della stagione) a volte ne è responsabile il pubblico stesso.
    Un paio di anni fa era praticamente deserto il concerto con:
    Casella Scarlattiana
    R.Strauss Divertimento da Couperin
    Stravinsky Pulcinella -completo (con gli ottimi Mariangela Vacatello e Kristian Jarvi, ed ottimi cantanti).

  16. Roberto Mastrosimone Says:

    Avevo lamentato anch’io su questo blog la scarsa affluenza di pubblico al concerto diretto da Jarvi:
    https://musicofilia.wordpress.com/2010/05/01/kristjan-jarvi-torna-sul-podio-della-osn-rai/
    Se la cosa può consolare, quest’anno il Concerto con Bruch e Schumann, ma anche il Lobgesang mettevano ben in evidenza il rosso delle poltrone. Al di là di quello che può essere una flessione nella sottoscrizione degli abbonamenti, le presenze al singolo concerto possono dipendere da vari fattori. Solitamente dopo Pasqua si registra un calo, se poi come quest’anno c’è una aritmia nel calendario dei concerti per cui una volta sì, due volte no, poi tre volte sì, poi solo un turno, poi un mese di astinenza, poi…. uff! il rischio che gli abbonati si stanchino e lascino perdere è in agguato, tranne che non ci siano interpreti e titoli di grandissimo richiamo.Io sinceramente rimpiango il tempo (e non per l’avanzar degli anni) in cui la stagione ordinaria iniziava a fine settembre e terminava a fine aprile/inizio maggio, c’era poi la stagione di primavera monoturno, la musica contemporanea era coniugata con la musica di grande repertorio (come ha da essere): il pubblico era più numeroso, forse la cosa funzionava di più. Perché cambiare?

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