LA BOHÈME di Puccini dal Festival di Salisburgo su ORF2

Anna Netrebko (Mimì a Salzburg)

Stasera alle 20:15 su ORF2 andrà in onda il capolavoro pucciniano in scena al Festival di Salisburgo. Dirige Daniele Gatti, la regia è di Damiano Michieletto. Anna Netrebko è Mimì, Piotr Beczala Rudolfo, Nino Machaidze è Musetta. Ecco la locandina dello spettacolo:

http://www.salzburgerfestspiele.at/oper/la-boheme-2012

Replica domani alle 22:15 su ZDF.

Nino Machaidze (Musetta a Salzburg)

____________________

Vista in diretta-differita su ORF2. Debutto del regista italiano Damiano Michieletto a Salisburgo: terzo regista italiano, dopo Strehler e Ronconi, a essere chiamato al Festival della città austriaca. Un buon successo per lo spettacolo (12 minuti di applausi tributati a cantanti, direttore e regista). Sold out per tutte le recite.

Non vorrei sembrare guastafeste, ma a me questa Bohème non è piaciuta molto, almeno da ciò che mediava la tv. Forse il palcoscenico della Grosses Festspielhaus è sovradimensionato a un’opera che, a parte il secondo quadro, necessita di una dimensione intimista. La misera soffitta (la”tana squallida”) del primo e quarto quadro appariva come un loft di generose dimensioni, che se rendeva credibile il freddo (a riscaldarlo ci vorrebbe un impianto termico gigantesco, altro che il camino del libretto o la stufetta a gas dell’allestimento in questione) e la difficoltà a pagar l’affitto (non sono ambienti che giovani squattrinati possono permettersi) toglieva quella dimensione intima che alcuni momenti richiederebbero. Il secondo quadro era in un ipermarket dove si celebra il Natale consumistico con un Parpignol volante stile Superman. La maggior preoccupazione di Michieletto mi è parsa quella di evidenziare che il tutto si svolge a Parigi: allora ricorre a una sorta di google map a due e tre dimensioni, in mezzo agli edifici prendono posto i personaggi. Stessa urgenza nel terzo quadro con tanto di stradario finale. Se l’ambientazione parigina era conditio sine qua non in un allestimento che rispetti le didascalie del libretto e ambienti il tutto nel 1830, in quanto Parigi era per Puccini luogo ideale per rappresentare quella vie de bohème che è protagonista dell’opera, spostando la vicenda al 2012 non ha più senso, in un mondo globalizzato ciò che si vede può avvenire in qualunque città d’Europa e del mondo. Dal punto di vista musicale tutti mi sono sembrati esibire una gran voce, troppa forse: probabilmente le distanze tra di loro in certi momenti erano tali che necessitava alzare il volume? Al termine Mimì muore gettata su un materasso a terra, Rodolfo, che dovrebbe esserle vicino, è distante parecchi metri….

A proposito: non è chiaro di che cosa sia affetta Mimì. Tisi? cancro alle vie respiratorie? In ogni caso, possibile che nella Parigi del 2012 a nessuno dei suoi amici sia venuto in mente di chiamare un’ambulanza e portarla al Pronto Soccorso di un ospedale? si limitano a vendere una “vecchia zimarra”, a comprare un”cordiale” e un “manicotto”? ma via….. Con questa urgenza di contemporaneizzare l’opera a tutti costi si rischia di sconfinare nel ridicolo. Nel 1830 a Parigi si moriva di tisi in soffitta, nel 2012 si finisce almeno in ospedale. Se si vuol portare la vicenda ai nostri giorni si curino con coerenza tutti i dettagli, altrimenti si lasci perdere che è molto meglio, almeno a mio giudizio.

About these ads

Tag: , , , , , ,

2 Risposte to “LA BOHÈME di Puccini dal Festival di Salisburgo su ORF2”

  1. Pramzan Says:

    Eppure nel romanzo di Murger, Mimì muore proprio nell’ospedale, e in un modo assai poco romantico (un portantino amico di Rodolfo gli scrive dapprima che Mimì era morta improvvisamente: “ho una brutta notizia da darti, il N°8 è morto”, poi dopo otto giorni Rodolfo scopre che si trattava in realtà di uno scambio di letti, e quando corre speranzoso in ospedale gli viene mostrato un furgone davanti all’obitorio che conteneva il corpo di Mimì, morta la mattina stessa), ma certo Puccini non poteva musicare un finale del genere…

    Certe opere liriche e teatrali non possono essere aggiornate: pensate ad una “Filumena Marturano” ambientata ai giorni nostri: Don “Mimì” Soriano ricorrerebbe di corsa alla prova del DNA per scoprire il proprio figlio!

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    A parte ciò che producono alcuni (pochissimi) registi geniali che riescono, ma non sempre, ad avere delle intuizioni che generano degli spettacoli memorabili, queste contemporaneizzazioni delle opere il più delle volte scadono nella banalità e nel ridicolo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 145 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: