“Enrico Caruso, la voce dell’amore” su Rai 1

La nuova stagione televisiva Rai è iniziata nel segno della fiction, uno dei maggiori impegni dell’ente pubblico, uno dei modi in cui vengono “investiti” i soldi degli abbonati (onesti). Se ne scrivo è solo perché la seconda fiction andata in onda ha come oggetto la vita del grande Enrico Caruso, in altre parole è una delle rarissime occasioni in cui la lirica, anche se indirettamente, appare sulla rete ammiraglia della tv italiana. Scrivo subito che contrariamente alle mie scettiche aspettative si è trattato di un prodotto più che decoroso, nulla che ricordasse il ridicolo Puccini andato in onda tre anni e mezzo fa. Un po’ sullo stile (aggiornato) dei filmopera di più di mezzo secolo fa, spesso dedicati anche ai grandi cantanti lirici, occasione più che altro per diffondere l’opera a livelli popolari. Nel caso in oggetto di opera in verità non ce n’era molta, comunque non si può pretendere forse di più.

Gianluca Terranova nel ruolo di Enrico Caruso

A interpretare il ruolo del grande Caruso è stato scelto un tenore autentico, Gianluca Terranova, che ha cantato con la sua voce, senza esser doppiato. Scelta felice, anche per la somiglianza fisica col grande Enrico. La fiction puntava soprattutto sull’amore sfortunato di Caruso con Ada Giachetti, interpretata da Vanessa Incontrada. Ne era anzi il soggetto principale, dal momento che la “voce narrante” era proprio quella di Ada, che in flash back ripercorre la vita e la carriera del grande Cantante.

Vanessa Incontrada come Ada Giachetti

Ci sono molte libertà, inevitabili quando si romanza la vita dei grandi personaggi. La sorella Rina Giachetti (interpretata da Martina Stella) qui relegata a innamorata silente e non corrisposta che sacrifica carriera e vita a un amore unidirezionale, in realtà fu cantante affermatissima dalla lunga carriera, cantò anche a fianco di Caruso nella Manon di Massenet, fu la prima Musetta nella Bohème di Leoncavallo, fu grande interprete di Massenet e Puccini. “Considerata tra le più interessanti nel panorama canoro del primo Novecento, la voce della G. rientrava nella categoria di soprano lirico spinto tendente al drammatico, per la limpidezza, la corposità e lo slancio interpretativo. Dotata di un notevole eclettismo, riuscì a sostenere credibilmente ruoli di diverso spessore drammatico grazie alla dizione precisa e alla calda intensità della sua voce, sempre tuttavia controllata in modo da non offuscare una costante eleganza stilistica. Il suo personaggio più riuscito fu forse quello di Butterfly, ch’ella riuscì a rendere trepida e affascinante, dolorosa e ingenua, civettuola e appassionata, ma trasmettendole nel terzo atto una potenza drammatica impressionante.” (Enciclopedia Treccani).

Martina Stella come Rina Giachetti

La carriera della sorella Ada invece si interruppe con il legame con Caruso, ebbe una piccola ripresa dopo la separazione, ma il declino fu immediato. Al contrario di quanto si vede nella fiction, la Giachetti non poteva essere presente alla morte del grande tenore in quanto ormai in Sud America, dove presumibilmente morì, pare in circostanze drammatiche.

Ada Giachetti

Altra inesattezza il debutto di Caruso nel 1897 a Livorno con Bohème di Puccini. In realtà Caruso cantava già da due anni in ruoli impegnativi, vero comunque che in quella rappresentazione livornese conobbe la Giachetti e fu il classico colpo di fulmine. Sarebbe piaciuto che si desse più spazio ad alcune prime importanti: fu il primo interprete di Fedora di Giordano, di Adriana Lecouvreur e dell’Arlesiana di Cilea.  Sorprende un po’ che in questo insistere sulla relazione con la Giachetti sia poi mancato un accenno a Core ‘ngrato, la celeberrima canzone che Cardillo e Cordiferro composero ispirandosi proprio allo sfortunato amore di Caruso.

Al di là di tutto comunque un prodotto nel complesso dignitoso, superiore a ciò che in genere si vede in prima serata sulle reti italiane in chiaro.

Buoni i dati Auditel: 5.463.000 spettatori per la I puntata (share del 22,89%) e 5.700.000 per la II puntata (share del 20,76%).

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12 Risposte to ““Enrico Caruso, la voce dell’amore” su Rai 1”

  1. dimaland Says:

    Concordo, assolutamente godibile, anche se avrei preferito meno “romance” e più canto …

  2. Nicola Sfredda Says:

    Condivido e apprezzo questo post: ringrazio per le precisazioni sulla realtà storica; al di là di ciò, anche io ho trovato il film “più che decoroso”, ed in particolare confrontato con il pessimo “Puccini” di tre anni fa (mentre invece era ottimo il “Puccini” di Sandro Bolchi, del 1973, con un grande Alberto Lionello).
    Positiva anche l’interpretazione di Gianluca Terranova.

  3. amfortas Says:

    Io me lo sono perso, proprio perché come te ero scettico. Ho letto in giro varie opinioni sostanzialmente positive come la tua, spero di aver occasione di vederlo in replica, chissà.
    Ciao!

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Puoi vederlo on line:
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f578c03d-4b70-4191-81c9-3cd1138b6897.html#p=0
    Meglio di niente.
    Ciao

  5. amfortas Says:

    Grazie!

  6. Elio Crociani Says:

    … sarebbe interesante conoscere chi ha cantato il ruolo femminile, dubito che la Incontrada abbia una voce degna di Caruso/Terranova

  7. Roberto Mastrosimone Says:

    Molto probabilmente i titoli di coda accreditavano il doppiaggio. Peccato che Rai 1 ha la pessima abitudine di tagliarli sempre per mandare in onda la pubblicità 😦

  8. Laud Says:

    Complimenti per la bella recensione e per il suo blog che scopro in questa occasione e che visiterò molto spesso.

  9. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie, Lei è molto gentile.

  10. Pramzan Says:

    @ Elio: la voce “operistica” della Incontrada è quella di Silvia Dalla Benetta:
    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cultura_e_Spettacoli/412855_canta_incontrada_ma_la_voce__la_mia/
    che, tra parentesi, non avrebbe certo sfigurato come interprete al posto della Incontrada:

  11. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie mille dell’informazione. Avevo visto e ascoltato Silvia Dalla Benetta nel dicembre scorso proprio nella Bohème di Puccini.
    https://musicofilia.wordpress.com/2011/12/19/la-boheme-di-puccini-al-teatro-superga-201112/

  12. Alessandra Atzori Says:

    Concordo in pieno

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