Wagner e Mahler inaugurano la Stagione dell’OSN Rai. Dirige Juraj Valčuha.

Wagner e Mahler

In nomine Wagner parte la Stagione 2012/2013 dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Tira aria di bicentenario (stasera il Regio inaugura con L’Olandese volante) e forse l’omaggio iniziale a Wagner era d’obbligo. Come due anni fa, quando erano in corso le celebrazioni mahleriane, Juraj Valčuha ha proposto l’abbinamento Wagner-Mahler. Un abbinamento frequente che vede Mahler soprattutto come compositore di fine Ottocento, erede sinfonico di Wagner. Ai brani wagneriani della prima parte del concerto (Il preludio e l’incantesimo del Venerdì santo dal Parsifal e l’Addio di Wotan e l’incantesimo del fuoco da La Walkiria) è seguita nella seconda parte la Prima Sinfonia in re maggiore di Mahler.

“Ho sempre diretto Wagner in forma sinfonica anche se dirigere una sua opera completa è per me un sogno nel cassetto. A ogni modo la musica di Wagner è talmente intensa e coinvolgente che anche quando se ne ascoltano frammenti, come i Preludi alle opere, il messaggio arriva forte al pubblico”.  (intervista a Valčuha su Sistema Musica)

Juraj Valčuha

Mi sono avvicinato a Mahler per la prima volta quando ero un giovanissimo studente di composizione a Bratislava, avrò avuto quattordici o quindici anni, e solo più avanti l’ho diretto. Mahler ha una scrittura totale; nelle sue sinfonie mette tutti i sentimenti, da quelli più nobili a quelli più bassi, cercando di ritrarre l’esperienza della vita in maniera globale. A mio modo di vedere, ogni sinfonia non ha un particolare punto di vista ma cerca di raccontare l’esperienza della vita da tutti i punti di vista contemporaneamente. Credo che questo sia uno degli elementi che il pubblico avverte più chiaramente”. (intervista citata)

Juraj Valčuha

Scrivo subito che si è trattato di superbe performance con un’orchestra in splendida forma e un direttore in forte e costante ascesa. Con un po’ di autocompiacimento, che spero venga perdonato da chi eventualmente mi legge, posso affermare di non essermi sbagliato e di aver visto, a suo tempo, giusto:

https://musicofilia.wordpress.com/2009/04/17/juraj-valcuha-alla-stagione-osn-rai/

Valčuha è direttore non solo di grandi capacità, ma alla modestia e alla umiltà di approccio nei confronti della grande musica unisce l’entusiasmo e la carica del giovane, la serietà assoluta nel lavoro, la volontà di coniugarsi con la compagine di cui è direttore principale migliorandosi e migliorandone le già alte potenzialità. Un connubio perfetto e i risultati sono ormai sotto le orecchie di tutti.

Valčuha dirige l’OSN Rai

L’addio di Wotan è affidato alla voce di James Rutherford, giovane baritono britannico che riascolteremo nel Requiem Tedesco di Brahms il prossimo novembre.

James Rutherford

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2 Risposte to “Wagner e Mahler inaugurano la Stagione dell’OSN Rai. Dirige Juraj Valčuha.”

  1. Daniele Scarpetti Says:

    Buongiorno a Lei!
    Ho ascoltato il concerto in diretta su Radio Tre e a me è sembrato che il momento migliore sia stato “L’Addio di Wotan e l’incantesimo del fuoco da La Walkiria”. Direi che qui, sia l’orchestra che il suo direttore si siano espressi al meglio, mentre sul ressto mi hanno convinto un po’ meno. Bravissimo anche il cantante James Rutherford che aspetto con fremito di riascoltare nel meraviglioso “Requiem tedesco” di Brahms.

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Io non saprei fare una “graduatoria” dei brani ascoltati, mi sono sembrati tutti riusciti in egual misura. Forse la Sinfonia, dal vivo, ha finito col creare un inevitabile climax che suscita le ovazioni finali. Poi con l’occasione vorrei segnalare una cosa che all’ascolto radiofonico sicuramente sfugge. Il direttore ha schierato l’orchestra secondo lo schema classico con i violini primi e secondi opposti, i violoncelli a fianco dei primi violini (sulla sinistra) con i contrabbassi dietro. È lo schieramento per cui queste pagine sono state concepite e che dovrebbe sempre essere adottato quando le si esegue, preferendolo all’affermato schieramento stereofonico che oppone violini e violoncelli, che in queste pagine non ha senso, o a quello alla Karajan, che l’Orchestra Rai generalmente ha finito con l’adottare, che inverte le posizioni di violoncelli e viole rispetto allo schieramento precedente.

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