Alexei Volodin e Marc Albrecht alla Stagione OSN RAI

Pubblico un po’ più numeroso, forse attratto dal Quinto Concerto per piano e orchestra di Beethoven, che ha sempre un notevole appeal anche in chi non frequenta solitamente le sale per concerto, ovvero attratto da lui:

Alexei Volodin suona il Quarto Concerto di Prokof’ev a Mosca il 24/04/2012

Alexei Volodin. Mi farebbe piacere pensarlo, perché il giovane pianista pietroburghese è di certo uno dei migliori e completi interpreti della sua generazione e un suo concerto è sicuramente da non perdere.

Alexei Volodin a Mosca

Eccellente tecnica, suono straordinario, interpretazione di forte intensità: qualità messe in luce ieri sera nel Concerto beethoveniano. Virtuosismo non gratuito, ma giustamente esibito.

Le mani di Alexei Volodin sulla tastiera del piano.

Ha trovato in Marc Albrecht un partner ideale. Il Maestro tedesco, già conosciuto e apprezzato dal pubblico torinese dei Concerti Rai, ama sonorità plastiche, che sa equilibrare perfettamente nell’orchestra e calibrare con la dimensione della sala e che ben si coniugano con il pianismo di Volodin.

Marc Albrecht

È apprezzato interprete di Richard Strauss, Mahler (autori che aveva diretto nei precedenti concerti Rai) nonché di Wagner e dei contemporanei. Lo scorso anno ha avuto la prestigiosissima nomina alla Filarmonica Olandese e alla De Nederlandse Opera.

Marc Albrecht

Ieri sera ha iniziato la serata con l’Ouverture dal Rienzi di Richard Wagner e l’ha conclusa con la trascrizione del Quartetto op.25 di Brahms fatta da Arnold Schönberg, forse l’unica trascrizione orchestrale che non mi fa eccessivamente rimpiangere l’originale cameristico, anche perché si tratta di un vero capolavoro per tanti versi autonomo rispetto all’originale, sebbene ne rispetti in pieno la costruzione del discorso.

Marc Albrecht

Peculiarità ben messe in luce dalla interpretazione di Marc Albrecht. Orchestra in eccellente forma, come ormai di regola.

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7 Risposte to “Alexei Volodin e Marc Albrecht alla Stagione OSN RAI”

  1. Marco Russo Says:

    Questa volta non sono completamente d’accordo (sono andato alla replica di venerdì).
    A parte la scelta del programma (perché quella Ouverture per introdurre il Quinto), forse perché ne ho sentito molte esecuzioni dal vivo e ottime registrazioni, l’esecuzione di Volodin mi è sembrata fin troppo “interpretata”. Ne apprezzo la personalità, ma il risultato non è “toccante” come molte esecuzioni mi avevano abituato.
    Veramente complessa l’esecuzione della trascrizione del Quartetto, prova eccellente dell’orchestra.

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    L’ouverture dal Rienzi dovrebbe rientrare nelle celebrazioni wagneriane, almeno così viene presentata. Escludo che ci fossero relazioni con gli altri brani. Non sempre la compilazione dei programmi segue un filo conduttore e in questa serata mancava decisamente. Poi quando c’è un solista bisogna accettare spesso la sua proposta del momento: costruirci un programma attorno non è semplice. Nell’ultimo concerto della passata stagione ad es. che ci stava a fare l’Ouverture dalla Sposa venduta con il Concerto di Grieg e che ci stavano a fare entrambi i brani con la Quinta di Beethoven? Così in questa serata la compilation è stata casuale e affidata ai brani attualmente in repertorio del Direttore, almeno così presumo.
    A me Volodin è piaciuto: ho evitato però di metterlo a confronto con alcuni giganti che ho ben in mente….

  3. Marco Russo Says:

    Grazie per le importanti considerazioni sulla compilazione del programma.

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Ti segnalo qualcuno che trova invece coerenti i brani in programma:
    http://www.gbopera.it/2012/10/dal-tribuno-all%E2%80%99imperatore-grande-successo-per-albrecht-e-volodin/

  5. Marco Russo Says:

    Interessante articolo – ho letto altre recensioni dello stesso autore sui concerti precedenti che condivido di più, ma non questa. Ma meno male che si possono avere opinioni diverse!

  6. Roberto Mastrosimone Says:

    Anche io sulla coerenza dei brani in programma non sono d’accordo col recensore. Comunque tot capita tot sententiae. Bisognerebbe sentire il Direttore artistico e il Direttore d’orchestra per sapere se c’era, almeno nelle loro intenzioni, una logica oppure no.
    Il Recensore comunque per pubblicare le foto “ufficiali” del concerto, fatte dal fotografo che si aggira in sala al giovedì,e senza accrediti qualche contatto con la Rai e con l’Orchestra deve per forza averlo…..

  7. Marco Russo Says:

    Stesso pensiero che ho avuto vedendo le foto… 🙂

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