Il RIAS Kammerchor nel Deutsches Requiem di Brahms alla Stagione OSN Rai.

Il RIAS Kammerchor

Mantiene ancora l’acronimo originale RIAS (Radio in the American Sector) della fondazione nel 1948, che ci riporta con la mente a una Berlino in via di rinascita.

Il RIAS Kammerchor nel 1949

Il RIAS Kammerchor è considerato, a ragione, uno dei dieci migliori cori del mondo, vanta un passato glorioso che lo ha visto sotto le bacchette di Fricsay, Karajan, Maazel, Abbado, Barenboim. Ha un repertorio vastissimo che spazia dall’antico al contemporaneo. Attualmente è diretto da Hans-Christoph Rademann. È stato protagonista del quarto concerto della Stagione della OSN Rai, con cui aveva già collaborato due anni fa, nella esecuzione di “Ein deutsches Requiem” di Johannes Brahms.

Brahms all’epoca della composizione del Deutsches Requiem

Riflessione elegiaca e serena sulla morte, che significativamente ha nel brano iniziale e finale il termine “Selig” (beati): nessuna enfasi, nessuna disperazione. Juraj Valčuha ha dato una pertinente interpretazione alla pagina mantenuta su una cifra dolente e contenuta.

Juraj Valčuha

Due solisti vocali di prestigio: il baritono James Rutherford, che avevamo già ascoltato nel primo concerto, e il soprano Julia Kleiter al debutto con l’OSN e che riascolteremo ad aprile nella Creazione di Haydn.

Julia Kleiter

Eccellente esecuzione in cui la superlativa prova del Coro ha rischiato di mettere quasi in ombra l’ottima prova dell’Orchestra e dei solisti.

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3 Risposte to “Il RIAS Kammerchor nel Deutsches Requiem di Brahms alla Stagione OSN Rai.”

  1. Daniele Scarpetti Says:

    Dal mio punto di vista è stata una serata – per me solo alla radio purtroppo – piena di emozione e commozione. Un capolavoro assoluto di un altrettanto compositore assoluto, reso nel suo massimo splendore da un insieme di interpreti eccelsi.

  2. Luciano Says:

    Ho assistito al concerto di venerdì. Per me è stata una serata memorabile e una riscoperta di un capolavoro che in ascolti precedenti (con l’Orchestra RAI e non solo) non mi aveva entusiasmato. Stramerito del coro, ma anche della nostra Orchestra e del suo validissimo Direttore.

  3. Roberto Mastrosimone Says:

    Sono d’accordo con entrambi. Il Requiem Tedesco ha avuto comunque nelle stagioni dell’OSN una buona fortuna dal punto di vista degli interpreti. Andando a memoria: Neeme Järvi (con Melanie Diener e Detlef Roth come solisti!), Yutaka Sado, Jeffrey Tate (con Marlies Petersen e Peter Mattei!): ciò che stavolta ha fatto davvero la differenza (a mio parere), senza ovviamente nulla togliere al sempre più bravo Valcuha, è il Coro. Difficile trovar di meglio del Rias Kammerchor in questo repertorio: con esso siamo al top e in una composizione come questa il coro è fondamentale.

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