Daniel Barenboim e Zubin Mehta a “Che tempo che fa del lunedì”

Per la puntata di stasera, 19 novembre 2012, del programma condotto da Fabio Fazio è annunciata la presenza di Daniel Barenboim e Zubin Mehta. Ricordando che lunedì scorso era presente Salvatore Accardo (se qualcuno non l’avesse visto: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8dce1f69-3801-4ca9-b3f0-9a0579309b22.html) va sottolineato che la musica classica in tv è ormai affidata alla lodevole iniziativa di Fabio Fazio.

Daniel Barenboim e Zubin Mehta con Fabio Fazio

Come già risaputo, Barenboim ha compiuto 70 anni giovedì scorso. Sono stati mostrati estratti del concerto dato alla Philharmonie di Berlino (trasmesso in diretta da Arté, in Italia ieri sera da una pay tv), poi si è parlato della lunga amicizia che lega i due Musicisti, non è mancata la segnalazione di un libro di Barenboim, che ha dato luogo ad alcune considerazioni sui rapporti tra etica ed  estetica.

Barenboim e Mehta con Fazio.

È sempre ipotizzabile che dietro queste presenze illustri in tv ci sia uno sponsor, visto che inevitabilmente si finisce col presentare un CD o un libro…, ma si sa, la tv (pubblica o commerciale) funziona così.

Chi non avesse visto l’intervista può farlo qui:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-95a3c899-3b10-4fee-ad6c-9c13ea9f4eed.html

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7 Risposte to “Daniel Barenboim e Zubin Mehta a “Che tempo che fa del lunedì””

  1. ilario menghi Says:

    Spero che stia scherzando.E’ il tipo di approccio alla musica che fa
    capire come siamo arrivati a questo punto(ah, gli interpreti a confronto di Pugliese!). Mi sono bastati due minuti di Pappano e cinque di Dudamel (per vedere chi avessero chiamato a L.A.:simpatico il ragazzotto e modesto rispetto al Sir di Roma;ma Walter era nonno quando incise Mozart e Tennstedt dubitatva di saper dirigere tutte le volte che saliva sul podio,ci siamo capiti!) per convincermi di una grande massima:a ognuno il suo mestiere.Mi sorprendo però come persone di cultura non abbiano niente di meglio da fare:personalmente continuerò a leggere l’ottavo libro delle Metamorfosi di Ovidio nella stupenda collana della fondazione Valla.Rivivrò con emozione episodi e racconti impressionanti e inverosimili : certo so che non sono veri ma se mi metto davanti al televisore sono sicuro che vedrò delle mostruosità e queste veramente reali.Naturalmente esagero,andate in pace e godetevi lo spettacolo del sorrisino di circostanza dell’acuto intervistatore ,le sue lodi sperticate e gli attestati di falsa modestia
    del mito di turno.A proposito di Metha il suo Mahler con la Israel a Rimini l’anno scorso era piuttosto modesto e di routine,irriconoscibile rispetto a quello sfolgorante degli esordi della Decca 3 LA 2 Wien.Ho sentito dire che qualche orchestrale di Londra lo ha accusato di svolgere un ruolo politico con le tournée della Israel.Mah,certo dal vivo l’orchestra israeliana non è nulla di eccezionale:non capisco dove sia il ritorno”politico”.Dato che il pubblico era gaudente al termine della 5 mi permetterei di far presente al Maestro : non si illuda che tutti siano leggerini come certe platee acefale delle saghe estive italiane.Non è bello per lo spettatore uscire dalla sala deluso proprio nel repertorio amato e da un direttore di grido su cui aveva fatto affidamento per un’esperienza spirituale comune.Già ma certi professionisti queste cose sono ancora in grado di percepirle o no?Non si ricordano dei sentimenti provati da giovani,delle illusioni e dei sogni cullati,o hanno solo coltivato il MITO DELL’ORO? Perchè allora ogni discorso è chiuso .Giusto per svegliare le poche coscienze reattive:ma perché non regalano ai responsabili culturali dei media qualche vademecum introduttivo del tipo:Il mito del Maestro,di N.Lebrecht,Longanesi ed.?Già perché il 99% dei telespettatori non solo non sa niente dell’ospite e della musica ma non ne vuole neppure parlare seriamente ,altrimenti dovrebbe riconoscere la propria incompetenza:meglio lasciare la commedia dei ruoli così come sta:il presentatore milionario chiede,l’intervistato altrettanto milionario risponde,il pubblico beota applaude.Ah, come mi piacerebbe essere in teatro e alzarmi per fare qualche domandina agli ospiti,tipo ma quando uno dirige così,chi glielo fa fare?Se Tilson Thomas e Boulez amano altra musica e non Mahler perché continuano a tormentarci con sempre nuove incisioni?Visto che sono amanti dei begli ideali-soprattutto TT sempre così vicino al caro amico e maestro Lenny noto per le sue battaglie i diritti civili perché non contribuiscono al salvataggio ecologico del pianeta cessando di sprecare risorse ,carta , luce,macchine,materiali discografici, per incisioni in cui non credono neppure loro ? Ma poi ripensandoci mi chiedo:ma chi te lo fa fare?Allora siamo realisti.Ma per favore tra persone di un certo livello culturale niente proclami alla Fiate alle trombe Turchetti!.Da festeggiare c’è ben poco…caro Direttore

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Caro Sig. Ilario,
    anch’io seguivo “Interpreti a confronto” e ce ne furono diverse serie: sono trascorsi più o meno 40 anni. Altra Rai, altra Italia (forse), sicuramente più cultura nei media e soprattutto cultura in casa Rai. Oggi… c’è ancora da ringraziare se c’è Fazio che intervista Dudamel, Accardo, Pappano, Mehta, Barenboim… Poi che ci possiamo fare, oggi gli interpreti sono questi. Tenga presente poi che la musica classica è stata bandita dalle reti Rai per una generazione. Insomma gli under 30 non l’hanno mai vista, almeno sulle reti italiche 😦

  3. ilario menghi Says:

    Concordo pienamente,ma da persona seria e colta non potrà dire che la laudatio principis propinata dall’evanescente presentatore
    e dalla sua morigerata damigella con i milioni del nostro canone, porta acqua alla causa della cultura musicale: chi conosce superficialmente la musica rimane tale e quale era prima;chi la conosce ed ama ne rimane amareggiato se non di peggio.Credo che i veri interpreti e signori della musica di una volta non si sarebbero prestati a simili sceneggiate .E neppure i giornalisti veri.Le statistiche diranno che si è parlato di musica,per me si è parlato di aria fritta.Contento Lei,a malincuore immagino,contento il pubblico …..

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Dobbiamo purtroppo fare mente locale e temporale: siamo nel 2012, in una rete generalista della Rai, in prima serata. Il fatto che intervengano Barenboim e Mehta e si trattengano per 23 minuti è decisamente positivo, almeno a mio parere. Certo chi ha una buona cultura musicale pretenderebbe di più, ma la tv Rai in questo campo è ferma da almeno 25 anni, sta movendo i primi passettini, non si può pretendere che partecipi già alla maratona.

  5. Iris Says:

    Francamente, dal basso della mia semplicita’, io sono molto contenta di vedere a “Che tempo che fa” questi grandi personaggi. In realta’ e’ l’unica occasione che abbiamo (almeno sulle reti generaliste) di assistere a questo tipo di interviste; poi, che a uno piaccia come dirigono (o come suonano o come cantano) e ad un altro no, questo poco importa. Importa che magari UN giovane rimanga colpito dal carisma di uno di questi personaggi e decida di ascoltare qualcosa, o di approcciarsi ad uno strumento. Da troppi anni ormai nel nostro paese la cultura in televisione e’ stata quasi azzerata (e da quello che so anche nelle scuole non siamo messi meglio). Quindi, perche’ fare gli schizzinosi? Rendere questo tipo di cose troppo elitarie e’ stata la rovina totale.

  6. ilario menghi Says:

    Se amare la musica – quella fatta e sentita seriamente- equivale a essere schizzinosi sono orgoglioso del complimento.L’Italia e non solo quella musicale,sta affondando anche perchè la gente subisce e si accontenta di tutto,mediocrità compresa:è solo questioni di gusti!?Eh,no,a forza di chiudere gli occhi si diventa veramente cjechi e così non si va da nessuna parte.Si chieda piuttosto perchè dopo anni e anni di battaglie per portare la musica alle masse (Abbado e co.) siamo a questo punto che uno deve rallegrarsi per l’apparizione di qualche personaggio illustre in una trasmissione come quella osannata.Che uno si avvicini alla musica dopo aver visto certe manfrine pubblicitarie è pura ILLUSIONE : allora basterebbe farne due o tre di trasmissioni del genere tutte le sere.Non parliamo poi dei giovani musicisti che sono alla fame e senza prospettive e assistono allo spettacolino e alla lezioncina di vita di Maestri che viaggiano a fior di milioni a stagione. La cultura musicale,come ogni vera CULTURA non passa certo da simili iniziative, ma richiede predisposizione, tempo,sacrificio,passione e vocazione e soprattutto SERIETA’ verso se stessi e gli altri.La televisione di Stato è disponibile a questo o no? NO!!!.Se veramente certi signori vogliono rendere un servizio alla causa musicale dovrebbero prima farsi un esame di coscienza su quello che sono,su quello che fanno e a che titolo sono strapagati..Pensi solo a quante borse di studio pluriennali per giovani del Conservatorio si potrebbero ottenere se anzichè regalare graziosamente compensi milionari -soldi pubblici che tutti paghiamo con il canone – a presentatori ,vallette e ospiti straricchi si chiamasse semplicemente un vero esperto musicale a discutere seriamente di cose che concorrono veramente all’educazione e all’accrescimento culturale degli spettatori.Già ma allora si dovrebbe fare a meno del presentatore e della sua damigella:orrore!No mai…ecco un aspetto piccolo ma non trascurabile del problema:la gente non vuole sentire il confronto tra il Mahler di Metha di Abbado o di Tennstedt,tra il Beethoven di Baremboin e quello di Rubinstein,tra i Wagner di Baremboin e quello di Solti ,tra lo Strauss di Reiner,Kempe o Bohm e quello di….Pappano e riflettere,meditare e capire.No, vuole passare una mezz’oretta in santa pace,comodamente seduta sul sofà e godere dello spettacolino dei sorrisini. dei convenevoli e delle manfrine di gente da avanspettacolo ,con tutto il rispetto per Totò e Macario….No,mi dispiace, non ci siamo.ETSI OMNES NON EGO.Con rispetto La saluto cara Iris e non me ne voglia per lo sfogo.

  7. cecilia grigolato Says:

    L’episodio riferito in conclusione da Baremboin, con la risposta di quel cittadino di Gaza, per me “valida” comunque questa intervista televisiva di intrattenimento fra quelle da ricordare. Cecilia Grigolato

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