“Classica in vinile 33 giri/De Agostini” in edicola

classica in vinile

“Non ci posso credere!” mi verrebbe da esclamare. Più di 20 anni fa il vecchio LP veniva tumulato dopo circa 40 anni di vita con tanto di “requiescat in pace” e nessuno avrebbe scommesso in una sua rinascita. Insomma divenne oggetto da collezionisti. Poi invece….. piano piano ricompare ad opera soprattutto dei DJ nelle discoteche, quindi nei negozi a prezzi proibitivi. Che ricomparisse in edicola non l’avrei mai immaginato:

Appartengo alla generazione che è venuta su con il vinile e, se devo essere sincero, non ho rimpianti per questo supporto, a parte quelli che possono generare dai ricordi di quando si era giovani ecc. Gli elleppì (come li chiamavamo) di classica in Italia si distinguevano per pessimo stampaggio, al punto che cercavo di procurarmeli di “importazione” ovvero li acquistavo all’estero quando mi capitava di andarci. Certo il vinile soddisfaceva maggiormente il feticismo del consumatore, il formato consentiva confezioni più accattivanti con fascicoli allegati ricchi di foto. La DGG brillava particolarmente in questo e il box con le Sinfonie beethoveniane dirette da Karajan uscito negli anni 70 era corredato da un fascicolo con le foto degli orchestrali della Filarmonica di Berlino divisi per sezioni, più quelle dedicate al Maestro in pose “mitiche”. Al di là di questo però: fruscii, suono inscatolato, fragilità del supporto (sempre a rischio), scomodità di fruizione… quando arrivò il CD non mi parve vero che tutto questo calvario fosse finito. Comunque ecco il piano della pubblicazione:

http://www.deagostinipassion.com/ecm/web/deapassion/online/home/servizi/area-clienti/piani-delle-opere/classica-in-vinile-33-giri

Alla Quinta di Beethoven diretta Karajan (anni 60) seguiranno nientemeno la Sinfonia Fantastica di Berlioz in un Mercury diretto da Paul Paray e l’Uccello di Fuoco di Stravinskij diretto da Doráti (vinili da collezionismo, che in Italia a suo tempo non ebbero distribuzione regolare). I Carmina Burana probabilmente sono quelli diretti da Jochum. Insomma gli “over ….”  come me passando dall’edicola si sentiranno momentaneamente 30/40 anni in meno…. Sorpreso

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70 Risposte to ““Classica in vinile 33 giri/De Agostini” in edicola”

  1. Giuseppe sottotetti Says:

    Anche io ho tanti vinili. E li tiro fuori molto molto di rado per i problemi che tu hai indicato. Mi sono reso conto per caso, spulciando su e-bay di avere in casa un capitale. Non è però solo una questione di collezionismo o feticismo, forse è il tentativo di ritrovare un poco della giovinezza, un passato che, proprio perchè lontano, noi abbiamo idealizzato. Quando ero adolescente l’unica possibilità di ascoltare France Musique era la mattina prima dell’inizio dei programmi di Antenne2. Al massimo quando si andava in ferie nella riviera di Ponente si conoscevano i punti buoni in cui si riusciva a prendere il segnale proveniente dalla Francia e magari si passava anche una serata in un’insenatura in riva al mare non a fare i porcelloni con una bella giovane ma a sentire il concerto di FMu. Oggi ho il satellite, il livestreaming e i podcast ma lo stesso, non appena arrivo al “buon punto” a partire dal quale so che si riceve FMu faccio come allora, per ritrovare una parte di me stesso, quella stessa parte che rinasce prendendo in mano i mitici LP neri delle sinfonie di Beethoven, la nave scuola che ci ha fatto conoscere i piaceri della musica.

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Ricordo ancora il primo LP che acquistò mio Papà nel 1954. Per pura combinazione era la Quinta di Beethoven diretta da Karajan con la Filarmonica di Vienna (etichetta Columbia, fuori catalogo poi, sostituito da quello con Philharmonia). Si era da poco passati dal 78 giri al 33 e 1/3 e questi “microsolco”, come erano allora chiamati, costavano una fortuna. Devo a questi LP acquistati da mio Padre con grandi sacrifici il mio amore per la buona musica: li ho ancora, anche se non li ascolto più; chissà che suono ne verrebbe fuori? Il primo vinile acquistato da me fu un Vox con il Concerto per violino e orchestra di Mendelssohn: avevo più o meno 15 anni. Se si pensa alle integrali di 50/100 CD di oggi vendute a prezzi spesso stracciati, acquistate e poi forse ascoltate in minima parte si ha l’idea della diversa fruizione di oggi rispetto al passato. In un LP stavano 40/50 minuti di musica: un dosaggio più “umano”, una fruizione sicuramente più proficua; aggiungo che la fragilità del supporto creava una sorta di cautela, di culto quasi: la pulizia prima dell’ascolto, l’attenzione nel maneggiare il pickup, la cura nel riporre il disco subito dopo per evitare che si “elettrizzasse”: insomma era un rito. Forse sono proprio questi aspetti che oggi mancano e che producono un ritorno al vinile, ma… durerà?

  3. Fancesco Says:

    In verita’ da audiofilo e melomane affermo senza ombra di dubbio che il vinile offre una qualita’ audio che nessun altro support, cd o sacd, ha mai raggiunto.
    Una vera goduria!

  4. LUX Says:

    Caro Francesco, se sei così entusiasta posso regalarti i miei LP? Saranno ca. 300 e sono da oltre 20 anni a far niente ingombrando parte del mio appartamento. Devo tuttavia segnalare ke negli anni ’60-’80 sn stati suonati molte volte.
    Non ho mai fatto un catalogo, ma ci sn ad es Haydn Creazione – Karajan, Haydn Stagioni – Böhm, Messa Requiem Toscanini, Deutsches Requiem – Klemperer, 32 Sonate LvB Kempf, Rossini PMS… Quasi tutti primarie case discografiche: DG, Philips, RCA, ma anche alcune serie economiche di divulgazione Musica Classica (Fabbri) che tuttavia hanno il loro interesse. Alcune cover degli LP sn autografate da grandi artisti: Rubinstein, Abbado, Penderecki…). Spero tu sia di Milano così te li vieni a prendere senza dovermi sobbarcare l’ onere della spedizione. Se vuoi ti regalo pure il giradischi Thorens (dopo averlo ben spolverato): Unica condizione: assicurami che non li getterai in discarica prima di 20 anni!
    Ciao,
    LUX

  5. Roberto Mastrosimone Says:

    Suppongo che Francesco non faccia riferimento al vinile al tempo del vinile, ma al vinile da audiofili in commercio attualmente a prezzi proibitivi. A esser precisi tali supporti da audiofilia erano in vendita anche in passato, si reperivano in negozi specializzati in HiFi e (dicono) avevano una resa imparagonabile a quelli destinati al mercato normale. Non ne ho mai acquistato, anche perché erano prodotti di etichette particolari e a fronte di una eccellente resa audio offrivano interpretazioni di scarso appeal, insomma era materiale per cultori dell’Alta Fedeltà. Acquistai gli ultimi LP 25 anni fa, recavano l’indicazione DMM (Direct Metal Mastering) ed erano made in Germany: le case discografiche, visto l’avanzare inesorabile del CD, mettevano in commercio ormai a prezzi concorrenziali materiale di qualità decisamente migliore (chissà perché non farlo prima?). Poi acquistato il CDPlayer abbandonai definitivamente il vinile e senza rimpianti. È possibile, anzi quasi certo, che i vinili di questa collana appartengano allo standard da audiofilia, altrimenti proprio non riuscirei a capire la proposta commerciale. Se mi dovessero avanzare 15 euro (cosa oggi decisamente improbabile) chissà che non mi tolga la curiosità di acquistarne uno?

  6. LUX Says:

    Insomma tanto vale ke prepari 1 bel pakkone da portare in discarica…
    LUX

  7. Roberto Mastrosimone Says:

    No. Esistono dei collezionisti le cui motivazioni vanno oltre l’aspetto musicale e audiofilo, i quali potrebbero avere notevole interesse per questo tipo di materiale.

  8. LUX Says:

    E’ il tuo “potrebbero” ke mi preoccupa. Come trovarli?
    LUX

  9. Roberto Mastrosimone Says:

    Prova con e-bay.

  10. stella Says:

    Francesco ha ragione, la qualità del suono dei LP è molto meglio che dei dischi digitali, in generale il suono anologico è molto più naturale che il digitale e più vicino al suono reale. Sono contenta ricomparisse in edicola, spero di poter acquistare il giradischi.

  11. Enzo Esposito Says:

    …..suono inscatolato???..non
    riesco ad immaginare su quale impianto lei usava ascoltare i vinili……..

  12. Roberto Mastrosimone Says:

    Non dipendeva dall’impianto, ma dai dischi. Provi a verificare la qualità dei vinili di musica classica in commercio soprattutto in Italia ai tempi cui io mi riferisco e poi non dovrà immaginare nulla.

  13. Enzo Esposito Says:

    …daccordissimo con Francesco e Stella (e come non lo si può essere se si ascolta con sapienza e su impianti anche minimamente adeguati: l’evidenza salta all’orecchio), e non solo per gli LP audiophile, anzi…………….nella maggior parte dei casi è vero il contrario…ascoltate uno dei tanti Decca SXL serie 2, o un RCA Living Stereo, etc….!p.s.: peccato che non sono di Milano, altrimenti avrei gradito il dono di Lux

  14. Enzo Esposito Says:

    …ma mica tutti i vinili suonano bene? tra il 10% che suonano ottimi ce ne sono (1%?) di quelli che suonano in modo itnsuperabile da qualsiasi supporto attuale (digitale), ma che (purtroppo) devono, anche loro, sottostare al supporto per eccellenza, il nastro a bobina, cioè i master da cui sono derivati i grandi ed insuperabili
    dischi dell’età dell’oro!

  15. Roberto Mastrosimone Says:

    …lo so. Guardi, ho comprato vinili per più di 20 anni da metà degli anni 60 fino alla fine degli anni 80 del secolo scorso. Ne ho di tutti i tipi e di tutte le qualità: dagli Angel originali ai sovietici made in URSS (sia per turisti stranieri che per sovietici locali), dai Decca Phase4 (sia made in Italy che made in England) ai DGG (sia made in Germany che made in Italy): potrei aprire una mostra del vinile… A questi sono da aggiungere quelli che acquistò mio Padre a partire dal 1954: ci sono anche i primissimi fabbricati in Italia. Al contrario di Lux non ho intenzione di disfarmene per motivi più che altro sentimentali… Quanti di tutti questi vinili hanno un buon sound? una estrema piccola percentuale. D’altronde per quale motivo Lei pensa che all’avvento del CD il vinile scomparve dal commercio? perché avevamo tutti quanti dei pessimi impianti come Lei vorrebbe supporre? perché eravamo tutti stupidi? Va aggiunto che purtroppo la classica ha avuto in Italia sempre un pessimo trattamento: i vinili di classica made in Italy erano quasi inascoltabili, al punto che io in genere li facevo arrivare dall’estero, pagandoli molto di più.

  16. Dr.Enzo Esposito Says:

    Caro Sig.Roberto, non mi permetterei mai di dire una cosa del genere; siamo tutti appassionati di musica. Io raccolgo vinili dagli anni 70, ne posseggo circa 10 (12?) mila, ma non è questo che conta, poiché posseggo anche uqualche migliaio di cd. ho parecchi amici appassionati come me dell’ascolto di buona musica, ed abbiamo varie tipologie di impianti di livello medio alto, e le posso assicurare che chiunque di noi, nel suo impianto, ogni volta che ha voglia di ascoltare (raramente) un cd, nonostante il suono possa essere non disprezzabile (ascoltiamo su micromega, marantz, audio note…) quasi subito passiamo all’ascolto degli LP, e le posso assicurare che in migliaia e migliaia di prove (oramai ci siamo stancati), non c’è stata nessuna volta un cui un qualsiasi cd abbia potuto superare il mio linn sondek, o il notthingham, o il clearaudio, o il garrad (etc…) di altri amici. Ma del resto se lei ritiene che le piaccia di piu’ il cd, sono felicissimo per Lei, basta che goda sempre della buona e sana musica. Buoni ascolti

  17. Stella Says:

    “supporto per eccellenza, il nastro a bobina, cioè i master da cui sono derivati i grandi ed insuperabili dischi dell’età dell’oro!”
    Bravo Enzo!
    Voleva dire la stessa cosa, “magnetofono” prodotto la migliore qualità del suono che abbia mai sentito, ricco, rotondo, profondo, per coloro che possono discernere. Non dimenticherò mai quel suono. A proposito, ho sentito sono ancora prodotti per le persone molto ricche perché sono molto costosi 😉

  18. LUX Says:

    Mai neanke saputo esistessero tali diski x audiofili: io compravo LP xkè mi piaceva la Musica incisa e ritenevo ke gli interpreti fossero buoni, nn mi preoccupavo certo se fossero stampati in Italia o in Norvegia…
    Cmq spiegatemi una cosa: x quanto xfetti i “vinili” e l’ impianto di riproduzione, essendo il sistema basato su uno sfregamento meccanico e non su una trasmissione ottica come nei CD, una certa usura dei “microsolchi” avviene sempre, o no ?

    Le ragioni sentimentali di MS le capisco – e le applico in pratica anke nel campo della Musica in relazione ad altri oggetti x lo + cartacei (riviste, programmi di sala, locandine…) – ma di fronte all’ evidenza ke questi LP ormai nn li farà suonare mai nessuno a cominciare da me mi solletica l’ idea ke disfacendomene potrei guadagnare ca. 1,5 metri lineari nella libreria…
    Buttarli in discarica mi turba…, ma devo prendere atto ke se nessuno li vuole [ora apprendo anke per motivi di qualità] tale “soluzione finale” se nn la prendo io la prenderanno i miei eredi. Tra nn molto, visto ke l’ età avanza.

    D’ altra parte come qualità del suono io mi colloco agli antipodi dell’ audiofilo: i CD ke suono di + sn quelli realizzati in proprio da registrazioni bootleg realizzate con MiniDisc ed un microfonino da 20000 Lit… Gli audiofili inorrideranno alla sola idea, eppure, nnstante talvolta si sovrapponga la tosse del vicino di poltrona (immancabilmente chi è afflitto da cimurro si siede accanto a me…) è l’ unico tipo di Musica riprodotta ke riesce a ricreami l’ emozione dell’ esecuzione live cui ho assistito.
    LUX
    P.S. Potrei sapere dove Esposito tiene i suoi 12000 LP?

  19. Dr. Enzo Esposito Says:

    certo caro Lux: una libreria di 5 mt x 3, un’altra di 2 mt x 3, ed un’altra ancora di 2,5 mt x 3, per la “grande gioia” di mia moglie.

  20. Daniele Says:

    Per Lux
    Se davvero vuoi regalare i tuoi Lp sappi che sarei particolarmente felice di averli, compreso anche il giradischi di cui parli, con la promessa che non li cederò a terzi per i prossimi 20 anni (e anche più) così come chiedi.
    Fammi sapere.
    Cordialmente Daniele

  21. FUGAZI Says:

    personalmente ho letto cose assurde, seppur con un fondo di verità.. vinile inascoltabile, si consuma, gracchia, cigola, piange… avete mai ascoltato le stampe della deutche grammophon?? niente di tutto ciò… sono un vinilomane ormai da 12 anni, quando mio zio si disfò caritatevolmente del suo pioneer pl 112D per passare ad un bose, e non finirò mai di ringraziarlo.. ascolto progressive rock generalmente, e non possiamo fare paragoni col cugino compact.. è vero il cd sembrerebbe perfetto, ma è pure sempre un condizionale.. in quella perfezione si nasconde una forte asetticità inespressività. a differenza del vinile che è sempre colorato. largo ed esteso seppur neutrale… ascoltate un impianto settato a dovere con una testina degna, tipo certi modelli Grado, testine a dir poco perfette per la musica classica, forse vi renderete conto che quelli di cui bisogna disfarsi sono i dischetti non i dischi! 🙂 🙂

    ciao!

  22. Lello Lamberti Says:

    A parte il discorso su quale sia il miglior supporto per ascoltare la musica, vorrei sottolineare che la raccolta oggi in edicola è di altissima qualità per le interpretazioni, per le registrazioni e per il supporto offerto (vinile 180 grammi, rimasterizzato in versione audiophile), grazie alla consulenza di un grande esperto in materia di musica classica e di riproduzione hi fi, quale il signor Pierre Bolduc: provare per credere.

  23. FUGAZI Says:

    il fatto che sia 180 grammi vuol dire poco… a mio avviso erano meglio i vinilili “standard”, molti meno problemi di planarità… ma questa è un’opinione, seppur confutata dal fatto che ho avuto molti 180 gr. e quando non sono planari ma ondulati è un disastro… e poi 180 gr. non equivale a dire silenzioso, ascoltate quelli delle cosiddette ristampe “audiophile” della music on vinyl (sony) o simili.. frusciano dal primo ascolto! 😦

    interessante il discorso della rimasterizzazione.. sono state svecchiate in digitale, o sono ancora dal master originale, se preesistente???

  24. Dr. Enzo Esposito Says:

    bravo Fugazi, sono daccordissimo con te! ma lo sarebbero anche i detrattori del vinile se anche loro, almeno una volta, avessero ascoltato qualche vinile ben inciso su un impianto (non per forza costoso, sia ben chiaro) ben settato. E daccordissimo con Lello Lamberti, sulla qualità dell’incisione e sulla scelta delle case discografiche, delle interpetazioni e delle registrazioni. segnalerei però alla De Agostini un grande assente: la RCA Living Stereo, grandiosi dischi e grandiose registrazioni. Comunque: grande Pierre Bolduc (Audiophile sound) e grande De Agostini, che dopo jazz in vinile (fantastica serie), aggiunge la perla della classica in vinile!

  25. Nino Dinolfo Says:

    Vorrei dire qualcosa sul vinile anch’io. Ho preso la prima uscita della De Agostini, tanto il prezzo si può dire che è davvero irrisorio. L’ho fatto per due motivi: per il fascino che questi padelloni neri hanno sempre esercitato su di me, e la curiosità di sentire come suona questa pubblicazione editoriale.
    Da premettere che cominciai ad ascoltare classica su musicassetta registrando grazie all’aiuto e ai mezzi di mio zio (successivamente anche di mio cugino), che mi aiutava nella scelta dei titoli e nel riversamento del suo materiale nel supporto a me più accessibile economicamente. Compravo musicassette vergini a poche migliaia di lire e assistevo al rituale della registrazione seduto in poltrona a pregustarmi le esecuzioni. Preferivo come sorgente il CD perché senza fruscii e creptii, ma spesso quando mio zio non aveva la versione su supporto digitale della sinfonia che volevo conoscere, si metteva il vinile sul piatto Harman/Kardon T35C, e lì cominciava lo spettacolo!!!
    Il suono di certi LP in ottimo stato di conservazione era molto attuale e il tutto aveva un fascino diverso dal cassetto del CD in cui tutto si perdeva all’interno del lettore. E poi, era curioso sentire avvicinando l’orecchio alla testina, la puntina che vibrasse a suon di musica riproducendo ciò che sentivo più fedelmente dalle casse. Era raro trovare vinili che suonassero bene e non per ragioni di stampa, questo all’epoca non riuscivo a comprenderlo, ma per il fatto che gli ascolti ripetuti li avevano usurati.
    Poi cominciai a comprare qualche vinile a prezzi stracciati nel periodo di svendita perché non li producevano più. Comprai l’Italiana di Mendelssohn e l’ottava di Schubert dirette da Sinopoli a 9.000 lire, poi la nona di Mahler diretta da Bernstein doppio LP a un prezzo leggermente superiore, la terza di Mendelssohn diretta da Abbado con la London Symphony Orchestra, tutte registrazioni che partivano dal master digitale e che sul piatto di mio zio a primo ascolto suonavano benissimo!!! Successivamente la resa perdeva. Il suono degli archi diventava immediatamente stridulo nonostante il braccio fosse ben bilanciato, e il vinile si usurava al punto da crepitare come lo scoppiettare di un fuoco. Non ho mai capito perché si rovinasse così subito. Era la qualità del vinile dell’ultimo periodo o è sempre stato così?
    Morale della favola, ho proseguito l’ascolto della classica su CD, ho collezionato e investito su questo supporto, anche perché costretto da ciò che avveniva nel mercato in quell’epoca, e adesso vorrei quasi farmi tentare dall’acquisto della pubblicazione per il gusto di poter appurare che un LP di qualità avesse un suono diverso e migliore di un CD.
    In teoria è così, l’LP dovrebbe essere più naturale. La curva delle frequenze riprodotte è lineare e non a gradoni (la frequenza di campionamento dei CD è di appena 44.100 campioni al secondo, e quindi durante il riversamento i filtri che tagliano le frequenze entro i 22 KHz intervengono drasticamente). Le dinamiche sono più limitate, il vinile andrebbe bene per l’ascolto dei quartetti d’archi o della musica da camera e non per l’esplosione orchestrale o per il “Dies irae” di Verdi (solo 65 db di escursione dinamica e non 90 come i CD). E non parliamo delle distorsioni ineliminabili, dei problemi di equalizzazione e della curva RIAA, delle differenze tra il pick-up a bobina mobile e a magnete mobile, ci sarebbe da scrivere un libro!!!
    Vinile o non, buon ascolto a tutti e grazie sempre a Roberto per le informazioni riguardanti la classica che ci fornisce.
    Nino

  26. Roberto Mastrosimone Says:

    Io non so se cederò alla tentazione di comprare qualche vinile di questa raccolta, ammesso che dopo i primi tre numeri si riescano ancora a trovare. In compenso l’altro pomeriggio ho provato, dopo qualche anno (tre o quattro) a riascoltare qualche LP, così, per mettere alla prova la memoria… Ho provato con un Columbia made in USA (quelli made in Italy, fatti dalla Sugar della Caterina Caselli, erano inascoltabili già da nuovi), un EMI made in Germany DMM e un Decca Phase4 made in England. Preciso che non ho gli equivalenti in CD, quindi sono impossibilitato a fare un confronto diretto. [Non ho sostituito i vecchi LP con gli equivalenti in CD se non casualmente] Be’ il sound del Columbia era pari a quello di un CD, quello dell’EMI, nonostante il DMM, era molto scarso (però poteva dipendere dalla registrazione), quello del Decca Phase4 decisamente migliore del CD (mi è capitato con un LP di questa serie di cui possiedo l’equivalente in CD di constatare la migliore resa in vinile). Rimane ovviamente la minor comodità di fruizione, ma questo è un altro discorso….
    Poi, a pensarci bene, ormai siamo nell’era dell’IPod, anche il CD ha fatto il suo tempo 😦

  27. FUGAZI Says:

    Ringrazio Enzo, e naturalmente avallo.. come detto possiedo un pioneer PL112D, ottimo giradischi come qualità in rapporto al prezzo a cui veniva venduto, e da quando gli ho montato la testina Grado Gold1 è migliorato parecchio, basse profonde, voci naturalissime, bel soundstage e dettaglio, unico neo di questa testina sta forse nel tracciamento delle parti interne del disco, ma si sa che le Grado non sono mai state il top in questo…

    l’utente Nino ha sottolineato un aspetto notato pure dal sottoscritto; ho vinili di trent’anni fa, tipo Genesis od altri progressive, che dopo centinaia di passaggi si sentono e continuano a sentirsi piuttosto bene, mentre invece i vinili odierni, cioè quelli stampati e acquistati negli ultimi 5 anni o più anche dopo una decina di ascolti presentano già le prime stranezze, in senso di fruscii. se dovesse essere una cosa molto frequente questa andrebbe a dare una grande vittoria non da poco ai detrattori del disco nero, ma ripeto mi è successo nel 30% dei vinili odierni, quindi non la maggioranza, ma si tratta comunque di una buona quantità! 😥
    pre questo prima sono stato molto scettico sui 180g o le cosiddette ristampe aventi la scritta “audiophile”, troppe volte sono uno specchietto per le allodole…
    ovviamente non sto facendo riferimento a labels tipo la MSFL, quei vinili pare che siano da altro pianeta, qualcosa di sopraffino, spero prima o poi me ne capiti uno a tiro… 8)

    @Lux: non buttare via niente!!!! che Thorens è, che modello?? io sono di Milano potrei pure farci un pensierino…. 🙂
    a prescindere però non buttarlo in una discarica!

  28. LUX Says:

    Scusate, non mi ero accorto che Daniele e Fugazi avevano risposto abbastanza positivamente alla mia offerta di LP + giradiski. Spero i “vinili” siano tutti planari… Il modello del Thorens nn me lo ricordo ed ora mi sarebbe difficoltoso “scenderlo giù” per leggere l’ etichetta… Potete scrivermi una mail all’ indirizzo lucioperes@fastwebnet.it per metterci d’ accordo?

    Grazie pure a Francesco per l’ esauriente risposta ca. le librerie. Ci avrei giurato che non eri sposato…:-)
    A questo punto un’ altra domanda sorge spontanea: dove abiti e di che tipo di appartamento disponi?
    Ciao a tutti,
    LUX

  29. fc Says:

    Ieri ho acquistato il primo lp di Karajan, la Quinta di Beethoven: ne possiedo altri due lp con la Prima, Seconda e Quarta stessa collana DG; ebbene l’edizione DEA FA PENA, chissa quando e’ stato stampato, peggio delle montagna russe! Altro che disco, sembra deformato da i cingoli di un carro armato …
    Peccato, posso solo consigliare di risparmiare i soldi …

  30. Roberto Mastrosimone Says:

    Era ciò che temevo…Le mie lontane esperienze di vinili acquistati in edicola negli anni 80 furono disastrose: LP deformati, ondulati. Tornavo dal giornalaio per i cambi, ma non sempre c’era la copia disponibile 😦 Dopo qualche esemplare lasciai perdere.

  31. Dr. Enzo Esposito Says:

    questo mi meraviglia! capisco che un disco possa essere difettoso ogni tanto, ma da quì a dire che sono tutti difettosi….! molto probabilmente il difetto ci può stare, anche in rapporto ai distributori ed a chi e come vengono trasportati! io prendo anche la collana jazz in vinile, e vi assicuro che solo a agosto (magazzinieri, attenti a dove li mettete e come li trasportate) ne ho preso qualcuno un po ondulato (ma che riposto correttamente, cioè verticalmente, in libreria si è rapidamente raddrizzato). anch’io possiedo 2 DG originali della V, il suono è lievemente diverso, ma non saprei dire quale sia migliore, ma forse opterei per la DEA! inoltre, se si trovassero in giro alcuni degli originali previsti per la serie della DEA (vedi mercury o decca), beh..credo proprio che sarebbero inavvicinabili come prezzo! mettere le mani su esecuzioni introvabili, che si sentono molto bene (grazie Pierre), per me è fantastico. inoltre, posso sicuramente affermare che, per mia esperienza, è maggiore la percentuale di difettosi presenti nei dischi attuali (mediaworld, fnac, feltrinelli, ma anche negozi specializzati) che non in quelli della DEA, che sembra faccia un buon lavoro. avanti così!!!!

  32. ilario Says:

    Anche questa volta ci sono cascato! Mi ero ripromesso di non leggere nemmeno un commento dopo l’articolo di Roberto M. Anche se Roberto si difenderà dicendo di essersi solo limitato
    a dare l’annuncio-cosa di cui non c’era forse un vero bisogno perché chiunque passa davanti ad un’edicola lo vede e molto
    bene!- dietro l’articolo ho subito intravisto il trappolone (volontario
    o involontario?) :l’inizio della forsennata defatigante e ormai stucchevole diatriba vinile sì vinile no:la riproposizione in chiave moderna della lotta tra greci e romani,Orazi e Curiazi,Guelfi ghibellini,antichi o moderni….Per carità BASTA!,sappiamo tutto,
    è inutile continuare a discuterne;fatica sprecata.Anche perché per leggere cose note e arcinote mi sono accorto di aver perso del tempo prezioso, lo stesso che avrei impiegato ad ascoltare buona musica.E non mi si chieda dove e con cosa : se decente come anche sul web va bene,purché dica qualcosa al tuo cuore e al tuo cervello:perché se da cd o vinile o da nastro sempre al cuore e al cervello ossia allo spirito deve arrivare la musica ;il resto sono solo chiacchiere da lasciare alle comari.Arrivederci e buon ascolto sempre.

  33. ilario Says:

    Per un disguido è saltata un’ ultima frase prima del saluto finale; semplicemente portavo ad esempio della relatività del mezzo
    tecnico rispetto al contenuto del messaggio musicale il caso di Furtwangler:il più coinvolgente e impressionante ascolto che ho fatto del finale del Rheingold di Wagner l’ho avuto su youtube dove è postato quello della registrazione live della Rai ; è talmente folgorante coinvolgenteed emozionante l’ascolto del grande Furtwangler che non si rimpiange né il nome dell’orchestra e degli interpreti né la qualità del suono: non cambierai mai, mai e poi mai questo ascolto con quello di qualsiasi altro sommo direttore a capo della più fantastica orchestra del mondo e con l’audio più spettacolare del mondo.Un saluto a tutti

  34. ilario Says:

    Dato che il tempo è prezioso riporto qui il link del finale Rheingold
    di Furtwangler di cui sopra.Chi va di corsa può andare direttamente
    al punto 8’40” , ma si fermi un attimo e si prepari ad un ascolto che,a mio modesto avviso, può lasciare un segno indelebile in chi
    lo affronta per la prima volta !http://youtu.be/zcG-TczCW18

  35. Dr.Esposito Enzo Says:

    per ilario: vista l’emozione che ti ha dato (e che da a chiunque ami la musica), immagina solo per un istante se la stessa, potesse essere ascoltata dal vivo, oppure da una grande registrazione! le stesse emozioni che hai provato, probabilmete sarebbero moltiplicate per non so quanto! p.s.:il tempo migliore è sicuramente quello dedicato alla musica(in qualsiasi forma e da qualsiasi sorgente),ma è tempo buono anche quello passato a chiacchierare con amici che dividono lo stesso interesse! buoni ascolti

  36. ilario Says:

    Per il gentile dr.Esposito:grazie:il godimento sarebbe totale,è chiaro.Il problema però non era esattamente questo.Si discuteva a non finire se è più puro fedele o coinvolgente il vinile o il cd:è chiaro che più fedele e performante all’ascolto è uno strumento è meglio si sta:il fatto è che nessuno fa caso al problema più importante e che fa passare in secondo piano quello tecnico :che cosa si ascolta e a che fine.Anch’io ho conosciuto alcuni patiti di giradischi,puntine e …fili d’oro!Ma quando ho avuto l’onore di essere ammesso all’iniziazione nel tempio sacro ben addobbato e d “equalizzato” mi è venuto un colpo: quale messa si celebrava? Autori e pezzi che soggettivamente valutati NON MI DICEVANO NIENTE o POCO .Ma anche lo spirito di ascolto non era quello giusto :senti i dettagli, come è profondo il timpano o l’organo ,si sente il rantolo del maestro o lo sfregamento dello strumento o addirittura il suono esterno del campanile a mezzogiorno (in una registrazione di Mahler ) .Allora dico:chi non vorrebbe essere presente alla Nona diretta in HIFI da Furtwangler alla Philharmonie con i Berliner di Karajan? Già ma noi abbiamo solo quella di Bayreuth :e io dico basta e avanza e non chiedo di meglio .E siccome di Furtwangler non ne nascono più preferisco ascoltare cento volte questa versione anche in cd che perdere tempo nell’ascolto più fantasmagorico del carneade di turno; la ricerca della perfezione del suono è una cosa bella e giusta ma non si identifica con il suono della perfezione ossia con il godimento spirituale che si prova quando un ascolto anche solo tecnicamente decente ti fa vibrare dentro: e purtroppo non è colpa nostra se le registrazioni che ci commuovono sono quasi sempre quelle che fanno ridere i puristi:miglior conferma che ci si muove su pianeti TOTALMENTE divers. Ed è per questo che mi rifiuto di entrare nella discussione provocata involontariamente da Roberto M..
    Mi sia consentita un’ultima annotazione personale:se proprio ho un rammarico è di non aver potuto sentire dal vivo Carlos Kleiber.Non mi posso dar pace : lo considero il più grande errore della mia vita e ho deciso di scontarlo ascoltando SOLO il meglio del meglio:non per megalomania ,ma perché è ora che le persone intelligenti o sensibili si ribellino all’andazzo corrente di ascoltare tutto di tutto.Ma ognuno è libero di pensare e fare quel che vuole,anche di sognare l’avvento del messia in campo musicale (cosa altamente improbabile).Io più modestamente e realisticamente sto’ con i piedi per terra:quel che c’è ancora da ascoltare, ma soprattutto da riascoltare-già perché certa musica è come il pane quotidiano- mi basta e avanza ancora per cento anni e non sarà certo la ricerca del pelo dell’uovo in una registrazione a farmi star male la notte.Cordialmente Ilario.

  37. ilario Says:

    Gentile Roberto M.
    anche a costo di apparire grafomane mi permetto di segnalare
    un altro video su youtube-per inciso sarebbe interessante aprire una discussione sul ruolo di siti come questo che sono il vero termometro dello stato attuale della educazione musicale nel mondo!- che a mio avviso rivela tutta la relatività del fattore tecnico
    rispetto a quello artistico.E’ un video a mio avviso sconvolgente che sicuramente farà storcere la bocca ai puristi melomani ma che in compenso commuoverà chi sa ancora emozionarsi davanti al Genio . Vi figura anche un mio commento sotto l’account urlichtcastelluccio :non credo che esistano tante altre parole per commentarlo http://youtu.be/sTLAVsNrE88
    Buon ascolto agli uomini di buona volontà. Cordiali saluti da Ilario
    P.S.
    Va da sè che non me la prenderò se sarò giustamente cestinato.

  38. LUX Says:

    Voglio dire la mia fesseria: ma se questi “oggetti costituiti da acetato di vinile spiraliformamente solcati” li mettete sottopeso con 3 o 4 volumi d’ Enciclopedia ?… 😉
    LUX

  39. ilario Says:

    Geniale!Con un piccione si prendono due fave ! Si da finalmente un senso al prestigioso possesso della Treccani- o della Britannica per gli snob patiti di LP di importazione – e si risolve l’annoso problema dell’ anomala conformazione ondulatoria della superficie degli amati oggetti di acetato vinile con solco spiraliforme: ecco la nuova sconvolgente applicazione della SUPERCAZZOLA!
    Ma pensandoci bene mi sorge un dubbio atroce . Dato che non siamo ancora giunti alla quadratura del cerchio- una cosa alla volta Buon Dio ! ci stiamo lavorando- questa nuova supercazzola lo scappellamento ce l’ha a destra o a sinistra?
    Cosa ne pensa di grazia Roberto che tanto problema ha posto giustamente al centro dell’attenzione del mondo musicale e ,si badi bene ,non di pochi nostalgici melomani ?

  40. ilario Says:

    Confesso che non ho dormito bene stanotte per il busillis sopra esposto.In sogno mi è apparso il grande Courtial des Pereires che mi ha spronato a non mollare.Non conoscete l’uomo? Non fa nulla,anche perchè chi lo ha inventato è talmente dannato che il solo nominarlo ti fa rischiare la crapa (come mi è successo quando di ritorno da Versailles mi sono fermato a Meudon) Dov’è Meudon e perchè? Lasciamo perdere.Dunque dato che cerco di essere sempre documentato e aggiornato ho fatto una breve ricerca che ora vi espongo.Come è noto oltre alla temuta ondulazione della superficie dell’acetato di vinile spiraliforme ci sono altri due gravi handicaps che hanno rovinato la vita e avvelenato il fegato di milioni di melomani di tutto il mondo: la qualità del composto usato per la fabbricazione-nonostante tutte le cure del mondo non si è ancora raggiunta la purezza dell’immacolata concezione ,e purtroppo nessuno ha pensato a testare i preziosi frammenti del suolo lunare della Nasa!- e la forza centrifuga (o centripeta ) del braccio durante il magico percorso verso l’ombelico del disco. Sono andato su youtube e spulciando tra i ritrovati della tecnologia ho gridato eureka :ecco ciò che potrebbe fare al caso nostro:materiale sicuro, puro e durevole per supporto e braccio non più mobile ma fisso! Qualcuno ha già messo in azione un congegno simile molti anni fa ? Cosa significa ciò?La scienza va avanti e non rinnega il passato: ciò che è stato raggiunto è solo una tappa:il progresso è inarrestabile:si tratta solo di prendere il testimone e di lanciare il cuore verso sempre nuove mete .E voilà
    il ritrovato con cui viene eseguita l’ouverture del Guglielmo Tell.
    Non fate caso alla qualità della suono : anche senza raggiungere le vette di tante orchestre d’oggi un buon sintetizzatore ristabilirebbe senz’altro il giusto equilibrio(e comunque pochi se ne accorgerebbero) ; ma soprattutto se ben incassato come speciale elettrodomestico – in cassa di radica di noce,di ciliegio a scomparsa o in una sagoma di alluminio satinato( magari firmata) farebbe la gioia anche di vostra mhttp://youtu.be/hHE4j0tSufQoglie. L’importante è crederci
    Un saluto affettuoso e le mie scuse a Lux.Ilario

  41. ilario Says:

    MI scuso per il refuso finale che leggesi ” la gioia di vostra moglie” e il link che segue è

    Grazie.

  42. Lello Lamberti Says:

    Anche se in ritardo, vorrei rispondere a Fugazi (9.2) per precisare che i vinili DEA in uscita sono di ottima qualità, in quanto come master sono stati usati i nastri analogici originali o, quando non è stato possibile, i file in alta risoluzione (DSD o PCM 24 bit/192 kHz), ottenuti sempre partendo dai nastri originali (vedi n. 121 di Audiophile Sound in edicola, anche per ulteriori notizie interessanti). Nel frattempo ho sentito anche il secondo disco (Symphonie Fantastique diretta da Paray) ed . . . anche le mie orecchie confermano la bontà dell’operazione (ad es., c’è molta differenza tra la Quinta uscita due settimane fa e la stessa esecuzione facente parte della collana “I Grandi Compositori” sempre edita da De Agostini negli anni ’80). Buona musica a tutti

  43. ilario Says:

    Molti diranno:ma questa gente non ha proprio niente da fare ? Già
    è vero in Italia siamo in tanti:chi come il sottoscritto ha già dato e ora è in pensione e molti che vorrebbero dare e non possono perché impossibilitati.Fuori di battuta ,escludo chiaramente e me ne dispiaccio tutta quella fetta di popolazione onesta soprattutto giovanile che paga un tributo di vita e di sogni pazzesco sull’altare di un sogno demenziale chiamato Europa:scherza con i fanti…
    Signori attenzione:c’è modo e modo di impiegare il nostro tempo.Il problema che l’uscita della grande musica in vinile ha sollevato e che puntualmente Roberto ha colto e messo al centro di questo fantastico dibattito è di quelli che giustamente appassiona tutte le grandi menti,il fior fiore dei cervelli votati per natura ad alti voli .Noi che più modestamente ci limitiamo a seguire le indicazioni date dalle nostre guide seguiamo con crescente fervore lo snodarsi del dibattito:dato che il moderatore(Roberto) sembra latitare (in realtà non si perde neanche un secondo del dibattito! ne sono certo,certi spettacoli non ci sono mica tutti i giorni nemmeno sui blog più seguiti! ) dato che il moderatore sembra latitare mi permetto io di indicare il corretto modus operandi di modo che tutto possa essere sviscerato secondo quell’ordine che governa tutte le cose:dal piccolo fiore in terra al moto degli astri in cielo.
    Lello L. testè intervenuto ha messo i puntini sulle iii.Ottimo,lo ringraziamo per la chiara e dovuta puntualizzazione.Faccio però notare che altre sono le priorità:prima di affrontare il problema della qualità dei nastri,della fonte digitale e analogica,dei bit e dei DDM etc. -su cui torneremo, certo – bisogna fare i conti con altri e ben più gravi problemi :problemi che come si diceva una volta sono a monte degli altri qui sollevati.Non se ne abbia Lello L. ma a che pro discettare della qualità dei nastri di partenza se prima non affrontiamo la madre di tutti i problemi:CON COSA LI ASCOLTIAMO questi benedetti acetati-Giustamente LUX al termine di un’ampia ed approfondita discussione ha posto il dito sulla piaga del fenomeno della anomala ondulazione dell’acetato di vinile spiraliforme:la sua idea di ricorrere non ad un lottatore di Sumo-che solo gli audiofili giapponesi possono permettersi- ma all’opera di duo o tre volumi di enciclopedia-e noi audacemente aggiungeremmo anche quattro o cinque fino alla lettera di D Democrito-ha colto nel segno.Fino ad ora gli interventi umani esterni sul vinile erano avvenuti o per errore( la moglie che non autorizzata con la scusa di spolverare si vendicava sul vostro talismano facendo a pezzi !) o artistico (ricordo una bellissima composizione di un lp 33 spaccato trasversalmente accoppiato con altre quisquiglie sulla tavolozza multicolorata di un pittore o infilato in una chitarra :grande effetto artistico certo, ma tremendo messaggio per chi ha in casa monelli irrequieti ).Risolto definitivamente il problema dell’ondulazione -grazie ancora Lux veramente grande!-io stesso ho cercato di richiamare l’attenzione sulla importanza centrale del problema della PUREZZA del materiale di fabbricazione del vinile.Faccio qui una confessione che forse vi farà sorridere:ho sempre sospettato che l’uomo non sia mai stato sulla luna e che l’evento propinato dalla Nasa a tutto il nodo sia una bufala colossale:non starò qui a tediarvi con le prove derivanti dalle anomalie delle foto (a proposito lo sapeva e che non si trovano più i negativi originali della Nasa ? Scomparsi!!!).Il fatto però decisivo che ha trasformato il mio sospetto in certezza è che nessuno si sia preoccupato di utilizzare le pietre lunari per produrre il più puro e incredibile dei vinili :pensate a quanti scienziati alchimisti in altri tempi avrebbero dato la vita per questo esperimento.Lì veramente sarebbe emersa incontestabilmente la differenza tra la scadente natura dei corpi e materiali terrestri e la purezza incontaminata degli astri del cielo ! La purezza del vinile dicevamo. Mi sono dunque permesso di indicare una nuova via,una via che come tutte le migliori
    parte dal passato per puntare dritto al futuro:il supporto duro e puro come l’acciaio e un braccio rigido fisso :il filmato da me scovato di cui al link qui sopra è sconvolgente:notate solo la bellezza artistica e il fascino che emana da questo bijou del 1989
    e dite se vostra moglie vi terrà ancora il muso quando vi vorrete rinchiudere con i vostri amici in sala d’ascolto (sì sala d’ascolto arriveremo anche lì ma a tempo debito!! ).Confesso che quando l’ho visto mi sono i emozionato e quando sono uscite come d’incanto le prime note di Rossini ho pianto:sì ,scienza ed arte arte e scienza devono marciare insieme ieri,oggi e domani.Non mi nascondo che sotto il profilo della qualità del suono c’è ancora da lavorare,ma non bisogna demoralizzarsi:il livello di tante orchestre presenti sul web è tale che il divario pur ampio non è
    al postutto incolmabile.Io stesso ho consigliato il ricorso al sintetizzatore:altri più competenti daranno il loro contributo:li attendiamo al varco.
    Ma un altro e gravissimo problema è ancora da risolvere :anche trovato il miglior supporto del mondo con cosa lo leggiamo?La puntina direte voi.Ah è facile dirlo, ma signori vi rendete conto?Tutto dipende da un minuscolo microscopico ammennicolo: passaggio obbligato , terribile pertugio che racchiude orrori abissali per evitare i quali molti di noi sono disposti a impegnare l’intera liquidazione, accendere un mutuo e a far patire la fame a moglie e figli.Ma per fortuna la scienza viene ancora una volta in nostro soccorso.Vi avviso,tenetevi forti perché l’emozione che vi potrebbe colpire è tale che sono a rischio le vostre coronarie (le mie per fortuna hanno retto).Vorrei aggiungere tanti commenti
    sul genio italico-siamo pur discendenti di Marconi- sullo spirito pionieristico del nostro popolo fatto di santi, navigatori (Schettino a parte) poeti ,inventori:dico solo che finchè splenderà anche una sola fiammella come questa ogni traguardo ci sarà concesso:osservate e mirate in religioso raccoglimento e solo dopo esprimete il vostro parere (ma con equilibrio vi prego:con iudicio! )
    Ilario
    segue link

  44. ilario Says:

    Ecco il link del video sconvolgente che non vi farà più dormire.Mi permetto solo di far notare che a quanto mi risulta la scoperta non è stata brevettata: dico però che qualunque possa essere il seguito applicativo è doveroso rivolgere il giusto tributo al suo primigenio scopritore .Poi giustamente l’industria discografica batta tutte le strade le piazze e i marciapiedi di Italia per piazzare i risultati raggiunti dal progresso tecnologico:non mancheranno mai sottoscrittori,acquirenti e benefattori riconoscenti.Ma sempre il nostro ringraziamento dovrà andare innanzi tutto ai pionieri ,come questo e poi ai suoi nunzi o messaggeri nell’universo e in altri siti, come fa appunto questo blog.

  45. Roberto Mastrosimone Says:

    Più che latitare, sto in disparte… 🙂

  46. ilario Says:

    Caro Roberto e cari amici,mi scuso se ho abusato della vostra pazienza: non succederà più. Di buffoni l’Italia è purtroppo piena-alcuni hanno raggiunto cachets stellari per dire in diretta TV ogni sorta di put…… che chiunque potrebbe ascoltare gratis dagli amici nel proprio salotto e altri hanno avuto anche il Nobel.Pietà dunque per chi vuole solo fare dell’ironia :anch’io possiedo migliaia di LP di classica alcuni firmati da Bohm,Schwarzkopf,Pavarotti… e altrettante miglia di cd:ma cosa ne faccio e con cosa ascolto non credo che possa interessare altri più di tanto,almeno su questo blog :ci sono decine di altri siti e riviste appositamente dedicati ai melomani duri e puri:ma credetemi è meglio NON APRIRE QUELLA PORTA non perché l’audiofilia non meriti il nostro rispetto ma perché perpetrare all’infinito discussioni così tecniche e alla fine soggettive è più inutile della discussione del sesso degli angeli o della priorità dell’uovo e della gallina.
    Per non avvalorare del tutto l’immagine che posso aver dato di un demente permettetemi di congedarmi con il link di un mio piccolo,ma serio contributo al dibattito musicale.Questo mio video è postato su youtube e fa parte di un progetto più ambizioso:esaminare criticamente le incisioni di alcune sinfonie di Mahler con accompagnamento di filmati montati con mie foto di Castelluccio di Norcia.Nelle note di accompagnamento indico la discografia consultata e giustifico le scelte operate.Purtroppo lo scarso seguito e la completa assenza di commenti anche solo critici mi indurranno a cancellare i 4 filmati, così come avevo fatto mesi fa con altri 6.La musica che ascolterete in sottofondo è quella della incisione Denon di Inbal del ciclo mahleriano degli anni 80 che i melomani dovrebbero conoscere perché quando uscì fece scalpore :1 solo microfono in sala e tanta naturalezza e bellezza del suono:e in effetti qui non c’è Karajan DG o Solti Decca o Telarc
    che tenga :sembra di essere in sala,come posso testimoniare per aver avuto la fortuna di assistere alla 1 del Canto della Terra in un concerto Inbal RSOFrankfurt all’Alte Oper ! Straordinario.
    Un saluto a tutti da Ilario

  47. Dr. Enzo Esposito Says:

    …preso anche il 2° disco, la Sinfonia Fantastica su Mercury…….non mi resta che ringraziare Pierre Bolduc e la De Agostini! Grazie!

  48. ilario Says:

    Caro Roberto e gent.mo dr. Enzo Esposito,immagino che ognuno di noi abbia delle discrete cuffie d’ascolto: oggi avevo dei normali auricolari alle orecchie (e neppure troppo costosi,diciamo intorno alle 70- 90 euro!)mentre navigavo su youtube.Per puro caso,lo giuro! sono capitato su una Fantastique di Berlioz che, salvo errori dovrebbe la stessa di quella acquistata in vinile dal dr.Esposito.Fuori di polemica e per pura curiosità invito il moderatore,il dr.Esposito e tutti gli amici che hanno comperato il vinile a sacrificare qualche minuto del loro tempo per poi rispondermi :se si ascolta il brano sul Pc non con gli altoparlanti
    del computer-notoriamente scadenti -ma con ha una buona cuffia o un discreto auricolare c’è poi una differenza così abissale di ascolto per chi non organizza o partecipa a meeting di audiofili ma ascolta con passione la musica?Tenete conto che pur non intendendomene di metodiche di compressione certo l’audio su youtube è ben compresso,più di quello del cd da cui viene riversato.Nella speranza di non aver detto castronerie e di non offeso nessuno ringrazio e attendo il grande responso.Ilario

  49. Roberto Mastrosimone Says:

    Caro Sig. Ilario, io non ho ancora acquistato il vinile in questione, né so se lo farò: per altro l’edicolante da cui in genere vado ne è sprovvisto (ha ricevuto solo il primo numero e poiché lo ha reso, tanti saluti!). Ho un numero notevole di cuffie, non perché ne faccia collezione, ma perché alla ricerca costante di quella che possa soddisfare le mie esigenze. Ne ho per tutti i gusti e avendole sperimentate tutte posso affermare che ognuna di esse dà risultati profondamente diversi. Poi ovviamente sta al gusto personale dell’ascoltatore stabilire quale sia la migliore. In genere scelgo quella che secondo me più si presta al brano che sto per ascoltare, nonché al tipo di supporto. Forse la mia preferita è la Denon AH-D 1100. Gli audiofili che sono intervenuti immagino che possano darle risposte più pertinenti e più documentate della mia.

  50. ilario Says:

    Ringrazio il moderatore,ma credo che ci sia un malinteso: non ponevo tanto un problema di qualità di cuffie ,tra l’altro veramente non so neppure di quale marca siano i normali auricolari con cui ho sentito la Fantastica di Paray su youtube;so soltanto che l’ascolto è stato veramente coinvolgente ed emozionante, a prescindere da ogni giudizio sulla qualità artistica dell’incisione e sulla quale volendo potrei fare alcune osservazioni aggiuntive giusto per dare una dritta personale a chi fosse interessato ad una seria playlist della stessa.Ma penso che ai frequentatori del blog ciò sia inutile o indifferente. Il senso del mio intervento era :se io con dei vecchi modesti auricolari di cui ignoro marca e prezzo mi sono così emozionato dall’ascolto in cuffia da pc cosa non dovrebbero provare coloro che l’ascoltassero con cuffie e auricolari seri? Fin qui ci siamo? E allora chiedevo :innanzi tutto se potevano confermare dalla prova dell’ascolto in cuffia del video di youtube se la mia impressione fosse giusta o effetto di traveggole;poi se ascoltando la meraviglia messa testè in commercio in vinile trovassero una così grande differenza tra ascolto gratuito su youtube e l’acquisto dell’ennesimo reperto da destinare a museo archeologico (cosa che prima o poi sarà anche della mia copiosa discoteca lp e del loro inestimabile tesoro audiofilo).E come disse quel paracudista sfortunato:non so se mi spiego… aggiungo:libero poi ognuno di votarsi alle cause più belle e nobili compresa quella
    goduria del possesso di cose belle e interessanti e con un passato di ricordi sempre toccante:lo dico sia perché sono fortunato (?) possessore di tanti lp cui sono affettivamente legato e di tante macchine fotografiche analogiche che mi hanno accompagnato con gioia in tanti anni prima del digitale (e che giacciono poverina in bacheca )-Senza contare poi il fatto che il mio eroe preferito è sempre stato don Chisciotte,il personaggio simbolo delle battaglie perse.(Anche da piccolo ho sempre ammirato Ettore e odiato Achille e il furbo Ulisse)
    Dato che a breve dovrò acquistare una seria cuffia-provi ad immaginare per quali motivi di famiglia sono costretto all’ascolto in cuffia?- ringrazio per il consiglio.Guarda caso pur non conoscendo nulla di cuffie pro la marca indicata è sempre stata per me simbolo di qualità ed affidabilità nel settore hi-fi.Grazie

  51. bruno Says:

    Colleziono musica classica sia in vinile che cd ( circa 9000 pezzi in totale), quindi ho la fortuna di godere di una buona base di comparazione.
    Non mi riferisco alla diatriba se sia meglio un supporto piuttosto che l’altro: questo dipende da tanti fattori – qualità registrazione, qualità supporto, qualità impianto e non ultimo gusto personale.
    Ho comparato le prime due uscite di questa nuova Collana con la loro edizione originale in vinile e con successive ristampe in CD; ebbene, a parte la scarsa qualità di stampa (vinile convesso ed ondulato), la resa sonora è drasticamente inferiore ad entrambi i supporti in mio possesso.
    Faccio notare inoltre che, a fronte della scelta di pubblicare una replica delle copertine originali, l’etichetta del vinile Mercury è quella della serie Odissey – una ristampa economica posteriore – mentre quella della DG è quelle caratteristica delle ristampe anni ’70, senza corona di tulipani, che invece contraddistingueva l’edizione originale del disco in questione. Contraddizioni…..
    Detto ciò, ritengo che la Collana possa essere di interesse per tutti coloro che non posseggono vinili e che desiderino viverne l’esperienza, non certo a collezionisti o appassionati ed esperti del genere.

  52. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie delle utili informazioni.

  53. ilario Says:

    Grazie sig.Bruno! Non ero tentato, ma informarsi fa sempre bene.Dato che Roberto ha ricordato Fricsay con filmati interessantissimi sia dal punto interpretativo che umano mi permetto di allegare un video molto eloquente dell’arte di Fricsay:la stupenda 3 di Beethoven DG .Confrontando questo suono con il cd in mio possesso noto un salto qualitativo in meglio:già ma si tratta di un riversamento mp3 di un vinile della gloriosa serie DGTULIP.Il vinile che ho sempre sognato di possedere e che le pazzesche quotazioni di Ebay grazie ai coreani mi hanno impedito di avere.A mio avviso poche incisioni della 3 sono superiori a questa, Furtwangler (Wiener 1944 the best;e studio EMI)a parte.Se non mi sbaglio Fricsay era contrario alla pubblicazione di questa registrazione : il che la dice lunga sulla grandezza dei VERI SIGNORI della musica. Buon ascolto!http://youtu.be/y0aZrVsEmA8

  54. Dr. Enzo Esposito Says:

    non credo di poter essere daccordo con Bruno. ho confrontato due dg della 5°, originali (uno dei due con i tulipani), e devo dire che la riedizione DA non perde quasi nulla rispetto all’originale,anzi……..per quanto riguarda il n.2, il mercury, non ho possibilita’ di farne paragone in quanto non posseggo nessuna copia precedente (e anche solo per questo continuo a ringraziare Pierre Bolduc e la DEA) ma mi sembra all’altezza dei mercury…mi riservo invece (con intensa attesa) di confrontare in n.3 (l’uccello di fuoco mercury) di prossima uscita per un gran bel confronto tra l’originale, la ristampa classic records, e la ristampa DEA. ma in tutto ciò, ragazzi, ci stiamo a perdere in confronti, sulla ricerca di differenze, quando poi, le differenze si trovano anche tra due dischi dello stesso stampo? io so solo dire che, per quanto riguarda i primi due numeri, credo che di meglio non si potesse fare, ed inoltre, in barba a tante chiacchiere, gioisco sempre quando vedo un qualsiasi ritorno del vinile (che, ricordiamolo sempre, fu fatto fuori per meri motivi commerciali, pretendendo di sostituirlo con un prodotto che, per quanto pratico, almeno all’inizio, era INASCOLTABILE a chiunque avesse un minimo di audiofilia (non parlo di melomania) nell’animo) .inoltre, non dimentichiamoci che, in barba ai paragoni con gli originali, i nastri master è quasi sempre impossibile che abbiano conservato, dopo 50 anni, l’intera freschezza che avevano allora, cosa che invece rimane sui vinili (non usurati)originali,…quindi? …accontentiamoci (?) di ciò che ci è rimasto del messaggio originale, che è comunque, molte volte, all’altezza ed anzi, addirittura (molto facilmente) superiore, alla maggioranza delle registrazioni che si fanno oggi (per incredibili coincidenze verificatesi tra gli anni 50 e 60? grandi interpreti ed esecutori, grandi ingegneri del suono, grandi componenti per la registrazione, magari a valvole, senza la presenza di mixer,o di tecnologie varie che spesso non hanno fatto altro che peggiorare la qualità di registrazione). oggi sembra che qualcuno abbia capito che, far ritornare le cose belle (e di buona qualità), possa rappresentare il vero business, e finche il business si manterrà secondario rispetto alla qualità, noi, amanti del buon suono e della buona musica, ne approfittiamo e ringraziamo. buoni ascolti a tutti voi!

  55. Dr. Enzo Esposito Says:

    p.s.: la serie odissey probabilmente è della emi, non mi risulta che la mercury abbia mai fatto una serie cosi denominata, le copertine corrispondono agli stampi SR,etichetta dark o light maroon. altre serie successive sono la vendor (che suona comunque bene), la serie curtain up e le serie great music of…., oltre agli stampi inglesi (SRI, compressi di circa 2db). (vedi: i dischi dell’età dell’oro, di Stefano Rama).ma tutto cio non vale a nulla, ciò che conta è come siano stati fatti i dischi della DEA, in quanto le copertine e le etichette possono essere varie, in base a chi decide. ciò che conta è il suono, e quello, mi sembra più che ottimo. ciao a tutti

  56. Roberto Mastrosimone Says:

    La serie Odissey era una serie economica della Columbia USA, distribuita anche in Italia negli anni 70. Ne ho parecchi esemplari: erano un’ottima alternativa ai CBS italici inascoltabili.

  57. Dr. Enzo Esposito Says:

    bravo,ora ne ho trovati alcuni (li ho catalogati per etichetta, per questo non li trovavo, convinto che fossero emi, ma sicuramente ricordavo che non fossero mercury),(ma il suono non mi sembra un gran che).

  58. Roberto Mastrosimone Says:

    Sì, il suono non è niente di speciale, ma rispetto ai CBS fabbricati dalla Sugar in Italia sono una meraviglia.

  59. Dr. Enzo Esposito Says:

    Dunque, ecco le impressioni d’ascolto del n.3, uno dei mercury più famosi e più ricercati, Stravinsky, L’uccello di fuoco,Antal Dorati con la London Simphony Orchestra.
    Inizio l’ascolto proprio con il disco della DEA.
    Rapidamente:
    grande disco, grande (grandissimo) suono, grande dinamica, grande qualità; però, si c’è un piccolo però, si può definire ancora “suono mercury”?
    Mentre ascolto, vado a ricordo, ancora devo riascoltare la ristampa classic records (è qualche annetto che non la metto sul giradischi), e nella mia mente ho ancora il suono del disco originale (sto aspettando di incontrare un amico per poterlo riascoltare, ma l’emozione del suo ascolto è scolpita nella mia mente).
    Torniamo al DEA.
    Suono pieno, dinamico, dettagliato, forse leggermente ambrato sulle medie frequenze (bello), e questo dona un alone di magia alle alte, quando queste vengono fuori, librandosi stagliate e limpide nell’aria, l’aria soffusa di un tramonto. La profondità della scena sonora è notevole, così come la maestosità dell’orchestra, leggermente minore l’estensione in larghezza (non vado nel particolare dei singoli strumenti, altrimenti ne verrebbe fuori un libro, e poi perchè a suonare da protagonista è l’orchestra nel suo insieme). L’ho ascoltato tutto. E’ una rimasterizzazione fantastica (grande Pierre).
    Veniamo all’ascolto del classic records, che, vi ripeto, non ascolto da anni e non me lo ricordo (ricordo invece benissimo il suono dell’originale).
    Passa qualche secondo e già comincio a capire qualcosa.
    Il suono è COMPLETAMENTE DIVERSO dal DEA, molto più vicino all’originale. gli strumenti si stagliano con una chiarezza impressionante (la luce è quella del primo mattino), e non solo in profondità, ma ti vengono addosso, ti raggiungono sulla poltrona, freschi, scintillanti, potenti, dinamici, separati tra loro nell’aria ma nel contempo uniti in un amalgama d’argento e oro. Mentre nel DEA spicca l’oro, nel classic records spicca l’argento, con dei finissimi e rarefatti granuli d’oro (spero che mi seguiate nella descrizione visiva, che mima quella acustica). Il ricordo va all’originale, in cui l’oro non c’è, (non è in ballo il valore economico del metallo ma il valore visivo-acustico), ma l’argento assume una visione talmente frastagliata, frenata, viva, potente, che il classic records riesce in parte a mimare, ma che il DEA sostituisce con qualcosa di altrettanto bello, ma diverso: non sembra un mercury, ma sembra quasi porsi a metà strada tra un RCA living stereo e un DECCA SXL serie 2 (grandi dischi); del mercury conserva la dinamica, ed il suono è altrettanto grande, ma sembra reinterpretato; una grande reinterpretazione.
    Il secondo lato non lascia dubbi, e conferma che, nel classic records, rispetto all’originale, manca solo una piccola minore plasticità dei bassi, che sembrano quì più estesi in basso, ma leggerissimamente meno a fuoco (un’inezia), mentre nell’originale appaiono “scolpiti”. (p.s.;Il DEA somiglia molto alle rimasterizzazioni fatte dalla speakers corner).
    Per concludere: tre grandi dischi (10 e lode a tutti e tre), uguali ma diversi tra loro. Ma perché suonano in modo (molto o poco?) diverso? A mio parere ciò è un bene, e potrebbe essere spiegato in tanti modi (uso di apparecchiature varie (in particolar modo l’uso di valvole (triodi o pentodi?) transistor, mosfet, hexfet…etc)), gusto di chi ha fatto la lacca, uso di diversi tipi di master e, non ultima, l’usura che il tempo impone ai master su nastro, che, si, resistono per decenni nella loro qualità, ma forse perdono un pò di freschezza, la quale è quindi maggiore negli esemplari (dischi) più precoci (riportano il nastro come suonava allora), e va via via attenuandosi (anche se in modo a volte impercepible) negi esemplari più recenti.
    Vi chiedo scusa del linguaggio, più visivo che acustico, ma credo che non esista modo migliore per descrivere le sensazioni derivanti dall’ascolto di un bel disco.
    Aspetto i vostri pareri d’ascolto.
    Ciao a tutti.

  60. ilario Says:

    Dopo aver letto le dotte e poetiche disquisizioni del dr.Esposito-che qui saluto con simpatia e sincera deferenza- mi è sorto un dubbio:ha ragione lui,e con lui la schiera di audiofili che fanno i raggi anche al pulviscolo che si deposita sugli adorati e dorati (d’oro) impianti e che si commuovono al solo ricordo delle sigle di vinili di trent’anni fa,o sono un subnormale o un alieno
    io che mi commuovo fino alle lacrime per un obbrobrio sonoro come questo che allego in link,in particolare da 8’30” alla fine?

    Chiedo scusa per la sgarbata intromissione.Il dibattito prosegua pure.

  61. Dr. Enzo Esposito Says:

    è appena uscito il n.4, dg – carl orff – carmina burana – eugen jochum.
    a presto un confronto con la ristampa anni 90 della speaker’s corner.
    p.s.: un consiglio per la de agostini: si avvicina l’estate, e l’anno scorso, da giugno, persino le copie garantite del jazz in vinile, col caldo uscivano sempre ONDULATE (probabilmente grazie alle mani di fata dei distributori e dei fattorini, che li legano con nastri a croce, – e, addirittura, udite udite, li slegano con le taglierine, tagliando quindi le copertine, – quindi è quasi impossibile che col caldo arrivi una copia perfettamente planare, con il consueto ritorno dal giornalaio, attesa, resa del prodotto diffettoso, arrivo del prodotto restituito che spesso era ancora più ondulato, etc etc, tanto che a fine agosto stavo quasi disdicendo la copia garantita, finché a metà settembre…miracolo…di nuovo copie perfettamente planari), quindi, per favore, vi costa ben poco, FATE DELLE CONFEZIONI INDEFORMABILI, grazie.
    a ri p.s.: non vorrei tanto fare il pignolo, poiché, si è capito, apprezzo tantissimo il prodotto, però…però un poco di grammatura in più per la carta della copertina non sarebbe niente male…..!così sembra una sfoglia floscia. lo dico anche a te, Pierre. grazie

  62. Aldo G. Says:

    Mi permetto di segnalare un mio intervento su questa disputa tra vinili e cd pubblicato sul mio blog a questa pagina: http://harmoniaeweb.blogspot.it/2013/03/la-riscoperta-dei-vinili.html

  63. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie Aldo. Un intervento davvero molto interessante.

  64. Vittorio B. Says:

    Come nuovo iscritto auguro a tutti gli amici buon ascolto.
    Anch’io collezionista di lp, concordo con quanti hanno ribadito l’eccellenza del suono del vinile, anche se adesso, ammetto, “invecchiato”, rispetto., per esempio, al suono dell’ Audio Blu-Ray.
    Da parte mia ascolto con particolare piacere incisioni monofoniche, degli anni 50, i primissimi stampaggi su lp della RCA americana, per citarne alcuni. Li ricordate ?
    Ecco, nell’epoca dell’Audio Blu-Ray, non solo la riscoperta del vinile, ma degli stampaggi monofonici sarebbe davvero un tema interessante

  65. Dr. Enzo Esposito Says:

    Finalmente, nelle feste di Pasqua, ho avuto la possibilità di ascoltare un pò di musica (vinile, naturalmente), e sono riuscito a fare un paragone tra i Carmina Burana (Carl Orff, Eughen Jochum, DG 139 362) della DEA. e la ristampa anni 90 della Speakers corner (paragone riguardante soltanto la qualità audio, in quanto la qualità musicale dell’esecuzione credo sia, a mio modesto parere, eccellente).
    Una piccola nota: lo SC si presenta con la copertina gatefold, con libro con testi allegato ed incollato all’interno; il DEA con copertina semplice (molliccia) e senza libretto.
    Orbene, credo che anche questo numero della collana classica in vinile (il n.4) sia molto ben riuscito. Teniamo a paragone la ristampa SC, che ha un suono molto naturale, pieno, coerente, dinamico, fluido, in altre parole…molto reale (ho detto tutto….per dirla alla Peppino). Per quanto riguarda la stampa DEA (lasciamo perdere se l’origine sia da master analogico oppure da file ad alta risoluzione; io posso solo sospettarlo, ma oramai è sempre più difficile distinguerne l’origine, anzi, sarebbe opportuno che Pierre Bolduc lo facesse indicare sulla confezione), il suono si presenta molto chiaro, pulito, addirittura lievemente più dinamico della ristampa SC (o è solo l’impressione?), magari più esteso agli estremi di banda (a ri..o è solo l’impressione?), ma soprattutto la scena appare diversa: più profonda e più larga orizzontalmente nel DEA, più compatta ma più corposa nello SC. Le voci, in particolare, appaiono più piccole nel DEA, anche se lievemente più intellegibili. L’impatto dei pieni orchestrali e degli effetti percussivi è molto diverso: da sobbalzo sulla poltrona per il DEA, da sobbalzo del cuore per lo SC (spero che riesca ad essere chiaro nel significato). Per farla breve: quale suona meglio (ma che si intende per “meglio”?)? Non credo si possa dire con precisione, essendo entrambe le incisioni ad alto livello, ma posso dire solamente che mentre il DEA ti entusiasma, lo SC ti avvolge e ti prende. E questo è tutto ciò che posso dirvi.
    Buona Pasquetta a tutti voi e buoni ascolti.
    p.s.: un grazie ad Aldo per l’interessante link

  66. Dr. Enzo Esposito Says:

    p.s.: daccordissimo con Vittorio. ci sono incisioni mono, RCA (LM), Decca (LXT), o altre case, che suonano divinamente (con una testina stereofonica; figuriamoci con una testina mono), ed a volte in modo migliore del corrispetttivo stereofonico (sembra incredibile, ma è così)
    Ciao

  67. Dr. Enzo Esposito Says:

    come si crea un disco in vinile: è arte!

  68. cristiano Says:

    Buongiorno a tutti.

    Vorrei portare in questa discussione una mio piccolo apporto. Più che un appassionato di musica classica o altra musica io sono un appassionato di “audio”…piu’ che un melomane sono un “audiofilo”. Il vinile come supporto è assolutamente ottimo come fonte. Sempre a patto che la registrazione sia stata effettuata accuratamente. Ma questo valer anche per i cd. Detto questo il vero, enorme problema dell’ascolto dei vinili è la difficoltà della regolazione ottimale del lettore. Mi riferisco alla catena giradischi, braccio, testina, fonorilevatore. Mentre qualsiasi lettore cd è pronto (+o-) all’uso e suona appena inserito un cd, la catena analogica menzionata prima richiede una taratura che puo’ essere più o meno semplice. Se si usano testine MM è difficile, con testine MC puo’ diventare quasi impossibile… Vi rimando a questo link per le nozioni base:

    http://www.tnt-audio.com/sorgenti/setup.html

    p.s.: se qualcuno vuole regalare dei vinili a patto che vengano conservati ( e ascoltati) io mi offro volontario immediatamente!!

    cristianonoci@gmail.com

  69. Maria Says:

    Posso cortesemente avere la lista completa dei 50 dischi in vinile di musica classica me ne manca solo 1 e non so quale grazie

  70. Roberto Mastrosimone Says:

    Ecco il link:
    http://www.deagostinipassion.it/collezioni/classica-vinile/PO_1_25.pdf

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