Bartók e Shostakovich alla Stagione OSN Rai

Il 15° concerto della Stagione OSN Rai ha presentato due pagine di non facile esecuzione, di quelle che mettono a dura prova gli interpreti. Il Primo Concerto per piano e orchestra di Béla Bartók ebbe agli inizi l’Autore, strabiliante pianista, come unico interprete. Lo tenne a battesimo a Francoforte il 1°luglio 1927 (Furtwaengler sul podio) e per lungo tempo ne fu esclusivo esecutore.

Bartók all'epoca della composizione e prima esecuzione del Primo Concerto

Bartók all’epoca della composizione e prima esecuzione del Primo Concerto

Nella forma classica del concerto Bartók sperimenta un uso percussivo del piano, al punto che la partitura prevede il posizionamento degli strumenti a percussione immediatamente dietro il pianoforte (indicazione non seguita nella esecuzione Rai). Il movimento centrale sembra anticipare le siderali atmosfere della Musica per archi, percussione e celesta.

Anche la Quarta Sinfonia in do minore op.43 di Dmitri Shostakovich è di quelle che  fanno tremare vene e polsi alle compagini orchestrali, sia per l’organico smisurato sia per i momenti di stremante virtuosismo richiesto a tutte le sezioni strumentali. È fin troppo noto che l’Autore dopo la composizione della Sinfonia preferì “tempi migliori” per proporla alla pubblica esecuzione. Già il Partito aveva censurato la sua Lady Macbeth e di certo non avrebbe metabolizzato una pagina così complessa come la Quarta.

Una rara foto di Shostakovich sorridente.

Una rara foto di Shostakovich sorridente.

Prima esecuzione nel 1961, circa 30 anni dopo la composizione, rimane una delle pagine più autentiche del suo Autore, forse perché la meno allineata delle sue sinfonie, la più lontana da intenti celebrativi o ideologici. In compenso forse la più bersagliata dai suoi detrattori che la trovano eccessiva, sproporzionata, poco elaborata e… chi più ne ha ne metta. Certo non è composizione di facile consumo e richiede anche all’ascoltatore un notevole impegno, che però, almeno a mio avviso, è ben ripagato.

Due grandi interpreti per queste due composizioni: il pianista Emanuele Arciuli

Emanuele Arciuli

Emanuele Arciuli

che eseguiva per la prima volta il Primo concerto bartókiano. Arciuli è uno dei migliori pianisti di oggi (forse la sua fama è, secondo me, inferiore al suo talento e ai suoi meriti) e ha dato una performance eccellente del difficilissmo concerto. Sul podio Andrey Boreyko, un direttore che piacerebbe vedere più spesso a Torino.

Andrey Boreyko ©J.Kets

Andrey Boreyko ©J.Kets

Ha la Quarta di Shostakovich in repertorio e l’ha incisa per la Haenssler

CD

Se ne dimostra finissimo e convinto interprete e ha condotto la OSN Rai a una delle migliori prove della stagione in corso. Pubblico, ahinoi, scarso (almeno giovedì), inferiore a quanto la serata proponeva. Scommetto che la prossima settimana con Beethoven e Brahms ci sarà il pienone 

Andrey Boreyko

Andrey Boreyko

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