La Stagione 2013/2014 della OSN Rai

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Un Juraj Valčuha “spadaccino” invita alla prossima stagione sinfonica della OSN Rai, presentata ieri e già visibile on line sul sito dell’Orchestra.

http://tinyurl.com/cc3ynwc

Si parte il giorno del 200° anniversario della nascita di Verdi, che per combinazione cade di giovedì: Valčuha dirigerà la Messa da Requiem. Forse più appropriata all’anniversario di una morte (così si fece nel centenario verdiano il 2001) che a quello di una nascita, ma Verdi forse non lasciava molte alternative a una istituzione sinfonica, visto che il concerto operistico si era già fatto nella corrente stagione, salvo ripiegare sui Quattro Pezzi Sacri, di minore appeal.

Valčuha

Valčuha

Valčuha è ovviamente il direttore più presente nella programmazione. Continua la collaborazione di Axelrod, i cui concerti però si riducono di anno in anno (da 4 a 3 a 2: un countdown poco rassicurante), scompare Bychkov su cui speravo… Mi pare che si punti molto su direttori “giovani”, insomma i più vecchi sono Roberto Abbado, Jukka Pekka Saraste, Ivor Bolton… Come nella stagione che sta per concludersi si è mirato di più ai solisti, tra cui spiccano grandissimi nomi: da Krylov a Midori, da Volodos alla Pires, dalla Lisitsa alla Wang a Pletnev, da Frank Peter Zimmermann a Bashmet a Isabelle Faust e l’elenco può continuare. La programmazione in senso stretto segue la linea tradizionale di repertorio che ha caratterizzato le ultime stagioni, senza grandi sorprese. Tanto per non smentirmi, voglio augurarmi che la presenza in tv dell’Orchestra aumenti e che lo streaming sul web migliori sensibilmente di qualità. Staremo a vedere….

L'Auditorium Toscanini della Rai

L’Auditorium Toscanini della Rai

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6 Risposte to “La Stagione 2013/2014 della OSN Rai”

  1. Alberto Says:

    Oggi ho ricevuto per posta il programma RAI, scoprendo poi che era su internet e che la RAI occupava per esso una pagina di pubblicità su “La Stampa” (che dedicava a sua volta due articoli al programma stesso).
    Venerdì scorso al Concerto RAI, salvo errore, non vi era nulla che facesse presagire tutto ciò.Mi pare che la RAI sia un po’ carente ed erratica in comunicazione.
    Pur tendendo all’entusiasmo, mi sembrano diminuiti i direttori di particolare rilievo (essendo peraltro di certo bravissime le due direttrici presenti, una per la prima volta a Torino).
    Nulla da dire sulla qualità dei solisti (e al solito fatto che è più facile impegnare un gande solista che un grande direttore).
    La stessa pagina pubblicitaria su “La Stampa” cita 12 solisti, 5 direttori e un pianista-direttore.

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Ti avevo già risposto al commento precedentemente inviato.

  3. salvo Says:

    Una stagione di grandi solisti, e i direttori?

  4. Alberto Says:

    Esistono sicuramente “grandi” direttori e ne conosciamo i nomi.
    Quasi tutti dirigono soltanto la/le “loro” orchestre (anche facendo molte tournèe) e accettano un ristrettissimo numero di ospitalità presso poche orchestre di particolare valore.
    Se anche accettano di dirigere orchestre di buono, ma non eccelso, livello, costando certo molto più di un giovane e certo occorre programmarne la venuta con un enorme anticipo (anticipo di programmazione che non mi pare tra le caratteristiche della RAI).

  5. Roberto Mastrosimone Says:

    Concordo. Ho spesso lamentato la scarsa intraprendenza dei vertici dell’Orchestra nel non legare con incarichi fissi quei validi direttori che si sono in questi anni distinti nel rapporto con la compagine. È l’unico modo per assicurarsene la presenza: lasciano invece che altre istituzioni arrivino prima… Mi vengono in mente le parole dette da Gelmetti alla conferenza stampa di presentazione della Cenerentola. Più o meno: “… fanno i modesti e non lo dicono che questa è una grandissima orchestra…” Be’, anch’io ho la stessa sensazione: fanno i modesti e sbagliano. Alcuni anni fa c’erano un direttore onorario (Tate) uno principale (Fruehbeck) e un principale ospite (Noseda). Adesso abbiamo solo il direttore principale e per averlo abbiamo dovuto cantar novene e accendere ceri propiziatori 😦

  6. Luciano Says:

    Concordo anch’io. Quanto ai direttori, mi sembra significativo il confronto con Santa Cecilia e con La Filarmonica della Scala e, a mio giudizio, la nostra Orchestra non è certo da meno di questa seconda. E’ davvero sconsolante vedere non valorizzata come meriterebbe un’istituzione come l’Orchestra Rai, che fa davvero cultura musicale ad altissimo livello. Ma forse per la Rai la cultura musicale la fanno solo i cantautori alla Dalla e dintorni (vedi le trasmissioni ripetutamente dedicate in memoria del cantautore bolognese). Nulla contro Dalla, che mi era simpatico e che faceva anche canzoni gradevoli, ma la cultura musicale è davvero un’altra cosa.

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