FALSTAFF di Verdi dal Salzburger Festspiele su 3sat

Damiano Michieletto
© P.Spagnoli

Domani su 3sat il Falstaff di Verdi dal Festival di Salisburgo con la regia di Damiano Michieletto. Il 38enne regista veneziano torna a Salzburg un anno dopo la Bohème pucciniana e due mesi dopo il contestato Ballo in maschera scaligero.

Elisabeth Kulman e Ambrogio Maestri nel Falstaff
© Silvia Lelli

“Ho ambientato l’opera nella Casa di riposo per musicisti Giuseppe Verdi di Milano progettata dall’architetto Camillo Boito proprio nel periodo in cui suo fratello, il letterato Arrigo Boito, scriveva il Falstaff insieme a Verdi. Il compositore ha voluto questa casa di riposo per i ‘vecchi artisti che non hanno avuto in vita la virtù del risparmio’; questo mi ha fatto pensare a Falstaff come a un anziano cantante dal passato non ben identificato, più o meno glorioso, circondato da personaggi che hanno bisogno di lui, e lo incitano continuamente a essere Falstaff. Nell’opera emergono continuamente i temi della malinconia, della vecchiaia e della morte. Il protagonista vive nella condizione del ricordo, perché la sua realtà è quella della finitezza, dell’attesa della morte. E tutta la vicenda si svolge un po’ come un ricordo, un sogno, o uno scherzo: Falstaff in un attimo si vede passare davanti agli occhi tutta la vita”. Così parlò Michieletto.

Ambrogio Maestri (Falstaff)
© Silvia Lelli

Non manca certo creatività al Regista che in una intervista tv dichiarò che fa tabula rasa di tutte le didascalie del libretto dell’opera e reinventa ex novo il tutto.

Massimo Cavalletti (Ford)
© Silvia Lelli

Sul podio Zubin Mehta.

Nei ruoli principali: Ambrogio Maestri (Falstaff), Fiorenza Cedolins (Alice), Massimo Cavalletti (Ford), Elisabeth Kulman (Quickly), Javiera Camarena (Fenton),Eleonora Buratto (Nannetta), Stephanie Houtzeel (Page).

Zubin Mehta, Fiorenza Cedolins, Javier Camarena, Eleonora Buratto, Massimo Cavalletti agli applausi.
© Silvia Lelli

Domani, 3 agosto 2013, alle ore 19:00 su 3sat.

La Cedolins e Maestri nel Falstaff.
© Silvia Lelli

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3 Risposte to “FALSTAFF di Verdi dal Salzburger Festspiele su 3sat”

  1. LUX Says:

    Mastrosimone ha scritto:
    Non manca certo creatività al Regista che in una intervista tv dichiarò che fa tabula rasa di tutte le didascalie del libretto dell’opera e reinventa ex novo il tutto.

    Roberto, ma sei sicuro di questa affermazione ? Potresti essere più preciso sulla data e la rete TV in cui è stata rilasciata quest’ intervista ? Sono un grande collezionista di recensioni, ioterviste e Video-clip (limitatamente alla RAI) concernenti il mondo della Musica Forte, ma di questa non ho contezza…
    D’altra parte la recente straordinaria esperienza del Ballo alla Scala – produzione che non esito a definire di rilevanza storica, ed in ogni caso tra i primi 5 entusiasmanti allestimenti operistici che personalmente abbia visto -mi persuade del contrario: nessuno come Michieletto è aderente e coerente coi libretti d’ opera !
    LUX

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Michieletto fece questa affermazione in una puntata di Petrushka all’opera trasmessa lo scorso anno, la puntata che precedeva il Don Giovanni con la sua regia. Michieletto si riferiva alle “didascalie” non al libretto in sé e per sé. Non ho visto il Ballo, ma questo Falstaff è lontanissimo dalle didascalie del libretto, che poi possa essere aderente allo spirito dell’opera è altro discorso.

  3. Luca Petrongari Says:

    Michieletto o meno sono dell’idea che bisognerebbe seguire scrupolosamente le indicazioni del compositore che in molti casi è autore già da par suo di una regia musicale. Verdi (soprattutto l’ultimo periodo) e Puccini in particolare ad esempio hanno già indicato a sufficienza ciò che deve accadere in scena. Poi ovviamente la fantasia del regista ben venga purché non si travisino le epoche storiche e le ambientazioni. Il brutto è che, per smania di metterci a tutti i costi del proprio, il più delle volte si rovina tutto. Personalmente credo che un Falstaff fuori dall’osteria e in cardigan sbracato su un divano non è affatto il Falstaff pensato da Shakespeare e quindi da Verdi, è il Falstaff di Michieletto con musica di Verdi…c’azzecca qualcosa? Mah, ho seri dubbi….così come quegli intelligentoni che si ostinano ad ambientare Tosca nel 1944 (come a dover rievocare a tutti i costi quella pessima ed infame pagina della nostra storia) quando nel libretto si parla di “spenta Repubblica romana” e quant’altro….si credono originali ‘sti registi? Credono di lasciare qualcosa alla storia? Per me sono solo pure illusioni mentre c’è una mancanza totale di rispetto e di coerenza per chi ha dato l’anima a concepire capolavori come quelli citati (si potrebbero elencare titoli a iosa).
    La penserò all’antica ma me ne frego, viva gli allestimenti tradizionali in eterno!
    Luca
    (Roma)

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