Nikolaj Znaider e Saleem Abboud Ashkar all’Auditorium Toscanini per la Stagione OSN Rai

Nikolaj Znaider ©P.Gonzales/LATimes

Nikolaj Znaider ©P.Gonzales/LATimes

La tentazione del podio ha colpito ancora. Nikolaj Znaider, uno dei maggiori virtuosi del violino, da qualche anno sembra preferire la bacchetta all’archetto.

Nikolaj Znaider

Nikolaj Znaider

Non tanto per accompagnare se stesso solista in concerto, ma come direttore tout court, al punto che Gergiev lo ha voluto principale direttore ospite al Marinskij (dirigerà Aida, Nozze di Figaro, Don Giovanni), sarà artista in residenza della Konzerthausorchester di Berlino e ospite nelle maggiori compagini del mondo.

Nikolaj Znaider

Nikolaj Znaider

Eccolo sul podio della OSN Rai. Ho ancora il ricordo delle sue eccellenti performance da solista con la stessa Orchestra, per cui devo un po’ astenermi da facili e scontate considerazioni sulla bontà della sua scelta. Non è d’altronde una novità quella dei virtuosi del violino che gradualmente scelgono di abbinare la direzione d’orchestra all’attività solistica che con l’avanzare dell’età giocoforza viene ridimensionata. Gli esempi più illustri che mi vengono in mente sono Menuhin, Oistrach (proprio 45 anni fa lo vidi dirigere l’Orchestra di Rai Torino in una X di Shostakovich di forte intensità), oggi Kavakos ci sta provando (lo scorso anno lo ascoltammo con la OSN): insomma Znaider è in ottima compagnia. In nessuno dei casi il direttore eguagliò il solista; è troppo presto per dirlo di Znaider, staremo a vedere e… ascoltare. Ieri sera il Preludio atto I  da I Maestri cantori di Wagner, le Enigma Variations di Elgar e il Quarto Concerto per piano e orchestra di Beethoven. In questo alla tastiera Saleem Abboud Ashkar.

Saleem Abboud Ashkar

Saleem Abboud Ashkar

Quasi coetaneo di Znaider dichiara di avere una forte intesa artistica con lui:«Prima ancora che come direttore, ho suonato con lui molta musica da camera, in duo e in trio. Quel che apprezzo in lui come direttore è anche ciò che apprezzo come violinista: la capacità di creare la musica al momento, di reagire sul palco agli stimoli del partner. È una qualità molto importante oggi, quando per suonare devi correre da una parte all’altra del mondo e non hai molto tempo per provare. Suonare con qualcuno con cui ti intendi al volo è fondamentale». (da Sistema Musica). Intesa che è emersa con evidenza nel concerto di ieri sera, in cui il 37enne pianista ha messo in luce la sua musicalità e una tecnica impeccabile, ma mai esibita in modo gratuito. Un bel bis schumanniano deturpato da un attacco plausorroico finale. Smiley

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