LA TRAVIATA del Bicentenario al Teatro Superga di Nichelino

Sipario ancora calato: una sedia con un abito da festa adagiato sopra, una specchiera antica, un vassoio pieno di banconote vicino a Violetta che riposa forse dalle fatiche della sua attività professionale mentre un cliente (o amante-pagante che dir si voglia) termina di vestirsi e si allontana, quindi attacca il Preludio, durante il quale Violetta si alza e aiutata da Annina si abbiglia per l’imminente festa.

Violetta si veste...

Preludio Atto I

Terminata la quale il sipario si chiude e Violetta aiutata da Annina si toglie l’abito ripensando alla dichiarazione amorosa di Alfredo (Annina si ritira lasciando la padrona alla sua privacy).

"È strano!....." (Violetta)

“È strano!…è strano!…” (Violetta)

Nichelino (TO), 14.12.2013, il Teatro Superga  ha concluso le celebrazioni verdiane col titolo più amato e più rappresentato al mondo: La Traviata. La regista Maura Ippoliti, di cui avevo apprezzato un bell’allestimento del Werther la scorsa primavera, dimostra ancora una volta intelligenza e buon gusto con uno spettacolo che pur rimanendo nell’ambito della tradizione è integrato con elementi di lieve “rottura” dosati parcamente, senza alcuna pretesa di stravolgimenti e senza voler rivelare chissà quali verità nascoste. Come già nel Don Pasquale allestito due anni fa sembra citare alcuni allestimenti più illustri. Lo spettacolo è efficace e soddisfa le aspettative del pubblico. Una bella Traviata, allestita radunando un cast di tutto rispetto.

La locandina dello spettacolo

La locandina dello spettacolo

Rita Cammarano, soprano, pianista, musicologa, vincitrice di prestigiosi concorsi, con un vasto repertorio che comprende anche l’opera contemporanea è Violetta. Una Violetta che convince pienamente, sia nella coloratura del I atto, sia nella intensità lirica e drammatica degli atti successivi.

"Addio del passato..."

“Addio del passato…”

Alfredo è Valter Borin, tenore che ricopre spesso ruoli come Cavaradossi, Pinkerton, in cui alla bella voce unisce un fraseggio curato ed efficace. Il ruolo di “amoroso” gli si addice vista anche la bella presenza.

"Un dì felice..."

“Oh, quanto v’amo!”

Pierluigi Dilengite è un perfetto Germont padre, rude e severo. In piena forma vocale in ogni suo intervento; splendido il duetto del II atto con Violetta: uno dei momenti più riusciti della serata.

"Non sapete quale affetto..."

“Non sapete quale affetto…”

Ottimi tutti i comprimari. Sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Chiavari è Marco Zambelli, di cui avevo già apprezzato molto una Turandot al Carlo Felice di Genova lo scorso anno. Direttore esperto sa far emergere le qualità migliori dell’Orchestra e riesce a equilibrare orchestra e voci in una sala problematica sotto questo aspetto.

Marco Zambelli

Marco Zambelli

Molto apprezzati gli interventi coreografici del “Thedancestudio” di Albenga. Ottimo il Coro dell’Accademia della Voce del Piemonte diretto da Sonia Franzese.

Applausi finali

Applausi finali (da sx: Claudio Ottino, Sonia Franzese, Pierluigi Dilengite, Rita Cammarano, Marco Zambelli, Maura Ippoliti, Valer Borin, Sabina Asadova)

Sicuramente non una Traviata di quelle che “fanno discutere”, ma se si va all’opera per provare emozioni forse l’obiettivo è stato raggiunto.

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