Concerti di Capodanno 2014: da Dresda a Berlino, da Vienna a Venezia.

. Ho terminato il 2013 e iniziato il nuovo anno con un tour musicale attraverso i tradizionali concerti di San Silvestro e Capodanno. Tour televisivo: lo specifico per non finire nel mirino del fisco Smiley.

Dresda: Silvesterkonzert aus Semperoper. Thielemann sul podio della Dresden Staatskapelle, Renée Fleming e Klaus Florian Vogt solisti vocali. Da Berlino a Broadway il filo conduttore con una scelta azzeccata di brani in performance di lusso.

Klaus Florian Vogt, Renée Fleming e (di spalle) Thielemann al Silvesterkonzert

Klaus Florian Vogt, Renée Fleming e (di spalle) Thielemann al Silvesterkonzert

Un concerto godibilissimo e delizioso, orchestra strepitosa, cantanti in piena forma vocale.

Berlino: Silvesterkonzert dei Berliner Philharmoniker. In passato questo tradizionale concerto aveva un filo conduttore, da un paio di anni si punta invece su un solista ospite che diviene la principale attrazione del concerto. Kissin nel 2011, la Bartoli nel 2012, Lang Lang nel 2013. Sir Simon poi sembra infarcire il tutto con brani che appaiono come dei bonus tanto per completare l’evento. Stavolta allora Lang Lang che ha fatto del Terzo Concerto di Prokofiev palestra per esibire le sue indubbie doti di virtuoso.

Lang Lang al Silvesterkonzert

Lang Lang al Silvesterkonzert

Rattle ha quindi proposto con parsimonia una Danza Slava di Dvorak (qualche altro San Silvestro e forse avremo l’integrale), una Tanz di Hindemith, quattro brani da Gayaneh di Kachaturian (tra cui l’immancabile Danza delle Spade e l’Adagio di kubrickiana memoria) e per concludere un paio di Danze Ungheresi di Brahms, in non originale contraltare con la Danza Slava iniziale dvorakiana. Tante (troppe) inquadrature su Frau Merkel e qualcuna sfuggente su Kent Nagano, presenti tra il pubblico.

Vienna: Neujahrskonzert dei Wiener Philharmoniker. Il concerto di capodanno per antonomasia, imitato invano in tutto l’orbe terrarum. Ne ho in parte scritto

https://musicofilia.wordpress.com/2013/12/18/concerto-di-capodanno-2014-da-vienna-il-programma/

Scriverei: una delusione, se illusioni mi fossi fatto. Ma con l’esperienza del 2009 non mi aspettavo nulla di esaltante. Barenboim, a mio parere, conferma lo scarso feeling con questo genere, affrontato da lui con un eccesso di seriosità che finisce con lo snaturarne l’essenza. Agogica esasperata, che alterna lentezze tali da far sembrare velocisti i Klemperer e Celibidache di fine carriera a velocità forsennate. Il tutto potrebbe anche funzionare egregiamente in altro repertorio, ma qui non trova, secondo me, ragion d’essere e finisce col portare quasi alla noia.

Barenboim con l'immancabile avana di cui è accanito fumatore.

Barenboim con l’immancabile avana di cui è accanito fumatore.

Molte inquadrature sulla Bahkirova, consorte del Maestro che le ha dedicato (forse) il brano di apertura, e sul figlio (credo, visto che era “tutto suo padre” da giovanissimo), qualcuna su un’inossidabile Julie Andrews, cui ho inviato un abbraccio virtuale. La ripresa tv affidata quest’anno a Michael Beyer mi ha convinto meno di quelle dei suoi colleghi negli anni passati. Oltre i vip inquadrava anche i nip in fondo alla sala in piedi: un po’ di interclassismo non guasta. Barenboim invano alle prese con un mazzo di rose da cui voleva estrarre due esemplari da omaggiare: è dovuto andare a farsi aiutare dietro le quinte… Durante la Marcia di Radetzki ha voluto stringere la mano a quasi tutti gli orchestrali, con un diniego (non si è capito se per scherzo o se perché sul concerto la pensasse come me), baciando le ancora poche strumentiste. L’intervallo, diffuso nella diretta ORF ma non nelle differite Rai, dedicato al Backstage era meno bello di quello degli anni passati. Che dire? Spero che il buon anno non si veda…dal Concerto Smiley.

Venezia: Concerto di Capodanno dalla Fenice. Questo nostro prodotto nazionale, che ho visto in differita, stavolta, dopo il quasi deprimente fratello maggiore viennese, mi è sembrato migliore del solito. Diego Matheuz sul podio,

Diego Matheuz al Concerto di Capodanno

Diego Matheuz al Concerto di Capodanno

Carmen Giannattasio e Lawrence Brownlee come solisti vocali, Orchestra e Coro della Fenice. Inserti coreografici e paesaggi veneziani. Brani da opere con l’immancabile “Va’ pensiero” e il Brindisi da La Traviata: il tutto nel più bel teatro del mondo.

il Brindisi dalla Traviata

il Brindisi dalla Traviata

Il tour è terminato…. quindi  

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9 Risposte to “Concerti di Capodanno 2014: da Dresda a Berlino, da Vienna a Venezia.”

  1. Concerto di Capodanno 2014 da Vienna: il programma. | Wanderer's Blog Says:

    […] https://musicofilia.wordpress.com/2014/01/02/concerti-di-capodanno-2014-da-dresda-a-berlino-da-vienna… […]

  2. ilario Says:

    Condivido in pieno le riserve del moderatore sul concerto viennese di Capodanno 2014 di Baremboim e aggiungo ad onor del vero che il giudizio è anche troppo benevolo:quando si dice il savoir faire!In tanti anni di fedele ascolto dell’evento mondiale non avevo assistito a nulla di così sciatto e di cattivo gusto:non capisco perché anche Vienna debba rinunciare a quella classe eleganza e misura che sono il simbolo stesso di un evento ,di una cultura non solo musicale e di una civiltà che tutti amiamo e ammiriamo!..dalle riprese piatte della sala ai balletti (come quello del Bel Danubio Blu con una dama vestita e snodata come una Barbie e un damerino da balera romagnola di una volta) alla noiosa scelta di brani che torneranno presto nel dimenticatoio ,alle riprese della sala con pochi fiori, con le sedie fin sotto il palco,con gli ultimi spettatori stipati in fondo come portoghesi ad un derby di calcio,ad un’orchestra irriconoscibile e non solo nei volti, ad un direttore che si rifiuta di dirigere la tradizionale Marcia finale per ostentare il suo …pacifismo,ma fa un patetico giro di stringimani tra gli orchestrali senza accorgersi che non c’era spazio,all’abbigliamento di cattivo gusto del maestro impegnato sovente con fazzoletto per il sudore che le riprese di un distratto regista immancabilmente ha regalato a miliardi di telespettatori di tutto il mondo.
    Alla fine del concerto di Carlos Kleiber del 1989 i veri viennesi in sala piangevano di commozione e tutti abbiamo ancora negli occhi quella meraviglia! Anche Baremboim ha fatto piangere… ma dalla disperazione!Al confronto il concerto della Fenice ha fatto veramente un figurone:complimenti agli organizzatori,agli sponsors e a chi ha voluto questo evento che passerà alla storia come il peggiore concerto viennese che la memoria ricordi.A questo punto c’è da chiedersi:ma non era meglio chiamare Dudamel a dirigere? Almeno avrebbe portato i sala una vitalità musicale,un brio e una simpatia giovanile che avrebbe reso meno noioso e patetico un evento che si trascina quasi per forza di inerzia da troppi anni.A Vienna avranno il coraggio di vedere la registrazione del concerto e di meditare a fondo con sguardo critico?Temo di no…
    Chiedo scusa per il giudizio severo , ma sinceramente la delusione è stata tanta che non me la sono sentita di dire le solite frasi di circostanza. Naturalmente ognuno ha i suoi gusti.Saluti da Ilario

  3. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie del commento, Sig.Ilario, e buon anno!

  4. ilario Says:

    Grazie!
    Chiedo scusa ma ho dimenticato di fare gli auguri di Buon Anno Nuovo al gentile paziente moderatore e a tutti i lettori del blog :una svista imperdonabile, certo, ma mai come quella ridicola messa in scena a fine concerto 2014 che puzzava di artificiosità lontano un miglio! Ilario.

  5. Marco Says:

    Gli esiti musicali del Concerto di Capodanno viennese sono stati anche secondo me assai modesti. Va detto che le interpretazioni di Kleiber e Karajan furono degli eventi unici, delle vette inarrivabili. Senza risalire nel tempo, possiamo tuttavia lodare anche la prova di Jansons di un paio di anni fa’. Fu un’ottima direzione la sua. E pure il tanto criticato Welser-Möst, a confronto con quanto visto e ascoltato ieri, si guadagnerebbe una posizione di rilievo.
    Anch’io non ho capito cosa abbia spinto Barenboim a scegliere quelle agogiche. E anche le dinamiche, per quanto si è sentito in televisione, parevano davvero esagerate. Oltretutto anche l’orchestra (di per sé eccellente) è stata non certo impeccabile. Le avvertibili imprecisioni del corno solista nella Mondscheinmusik di R.Strauss? Per carità, succede… Ma non depone certo a favore della causa. E dai Wiener ci si attenderebbe qualcosa di simile alla perfezione.
    La stampa, anche austriaca, ha parlato di trionfo per Barenboim. Mi pare che le attenzioni e i giudizi siano però fortemente influenzati (in positivo) dal comunque notevole impegno politico del personaggio.
    Il prossimo anno avremo l’ennesimo approdo di Zubin Mehta dal quale, sia chiaro, non ci aspettiamo niente di eccezionale (i miracoli, con questa musica, li hanno già fatti i Kleiber e i Karajan). Ma tornerà almeno un po’ di quella ben augurante leggerezza che quest’anno è venuta proprio a mancare.

    Auguri a tutti, buon 2014!

  6. Roberto Mastrosimone Says:

    Le scelte agogiche e dinamiche di Barenboim mi sono apparse come un effetto senza causa: come se volesse a tutti i costi lasciare un’impronta personale su pagine più che conosciute. Mi è anche sembrato che tra direttore e orchestrali non ci fosse una perfetta sintonia: a parte il diniego alla stretta di mano di uno strumentista (uno scherzo?), si notava un po’ di freddezza generale. Forse solo una mia sensazione?

  7. ilario Says:

    D’accordo in pieno con quanto scrive il sig.Marco.Nessuno di buon senso si attendeva e si attenderà mai concerti come quelli di Kleiber e Karajan,ma buon Dio è folle sperare che tra i Philharmoniker possa spuntare un novello Boskovsky un mestierante che restituisca all’orchestra gli antichi splendori della tradizione e riscopra la gioia di far musica folleggiando?O dovremo morire con autentiche cariatidi della direzione, patetiche, piene d’oro per ingaggi milionari che si pavoneggiano davanti ai media di tutto il mondo ma non si sono mai visti allo specchio interiore della serietà e di quel rigore professionale che parte dal riconoscimento dei propri limiti ?Altro che impegno politico per allocchi e pesciolini che abboccano ancora ai bei proclami per sentirsi in pace con la loro animuccia in pena .La stampa austriaca elogia Baremboim?Perchè doveva criticarlo? Ma chi glielo fa fare a Lor signori di Vienna e Salisburgo di andare contro corrente! Come se non sapessero TUTTI che tutta la stampa specializzata è più o meno foraggiata dai padroni del business musicale.Il gusto la professionalità il rispetto per l’opera artistica musicale?Basta guardare il livello degli spettacoli dei più importanti teatri d’Europa per farsene un’idea.Non parliamo poi delle reazioni del popolino che poco o nulla sa di musica e che applaudirebbe anche Celentano o Pippo Baudo sul podio dei Philharmoniker! Dunque nessuna illusione sui futuri concerti viennesi!Ma almeno ci sia risparmiata una nuova sceneggiata a metà tra il patetico e il ridicolo come quella del 2014! Lo ripeto:visto che non si trovano in Vienna e dintorni facce nuove al limite ben venga Dudamel con una ventata di novità sudamericana che non guasta e che fa il paio con quella di Francesco a Roma: almeno molti godranno per motivi politici e noi per la sorpresa:ma fate presto prima che il ragazzo da Los Angeles arrivi alla direzione stabile dei Berliner perché allora i Wiener si troveranno definitivamente spiazzati!
    Un saluto a tutti. Ilario.

  8. Roberto Mastrosimone Says:

    Credo che i Wiener c’entrino ormai poco. Il Neujahrskonzert è ormai divenuto un business, perdendo quasi del tutto le peculiarità iniziali. Sono certo che a Vienna ci sia più di un direttore di oscuro nome in grado di restituire al concerto lo spirito viennese dei tempi di Boskovski, anzi penso che i Wiener senza direttore siano in grado di interpretare queste pagine in modo più che pertinente. Sì, ma quanti CD e quanti DVD si venderebbero? quante televisioni si collegherebbero in mondovisione? È significativo che il nome del direttore si conosca con un anno di anticipo e il programma venga “ufficialmente” comunicato solo due giorni prima, se non il giorno stesso (il Neujahrskonzert viene eseguito tre volte: il 30, il 31 e il 1°): tutto marketing. Rassegnamoci, sig. Ilario, oggi va così…. D’altronde se il concerto di Capodanno fosse rimasto quello dei tempi di Boskovski forse non ci sarebbe più. Il direttore viene scelto (se non imposto) dalle multinazionali dei media (ormai poche: Universal, Sony, Warner) in base alle loro strategie di vendita, quanto i Wiener abbiano voce in capitolo non saprei, ma credo che non possano non tener conto del mercato.

  9. ilario Says:

    Grazie,è proprio quel che pensavo:se certe “disgrazie” musicali ci capitano tra capo e collo non è per colpa di Belzebù ,ma solo NOSTRA :basterebbe non dare più nemmeno un centesimo a chi continua a ingolfare il giù putrefatto mercato discografico di ciarpame fatto pagare a peso d’oro:un aggeggio metallico stampato in milioni di copie a 20 e passa Euro! quando il più modesto prodotto della più sconosciuta formazione musicale dell’Est Europa o del Giappone gli dà punti a iosa! Personalmente è da anni che non incamero più certi sottoprodotti neanche se me li regalano perché dovrei preoccuparmi del loro smaltimento in discariche per rifiuti speciali:che la gente si svegli e la smetta di credere alle favole degli imbonitori televisivi o cartacei;un minuto di Clemens Krauss ,di Bruno Walter del giovane Karajan sotto la Emi di W.Legge vale più di ore e ore di penose esibizioni di carneadi in quel di Vienna!
    Ma basta ciance:ora vado a riascoltarmi lo Strauss di C.Krauss dei primi anni 50 e a rileggermiLa marcia di Radetzky e la Cripta dei cappuccini che è tutto di guadagnato.Saluti da Ilario.

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