IL SOGNO DI UNA COSA di Mauro Montalbetti su Rai 5

Oggi in prima serata su Rai 5 verrà trasmessa l’opera Il sogno di una cosa rappresentata in prima assoluta a Brescia il 9 maggio u.s. in occasione del quarantennale della Stage di Piazza della Loggia.

Un lavoro corale affidato a tre artisti italiani di straordinario talento: Mauro Montalbetti, affermato compositore contemporaneo, Marco Baliani, attore, drammaturgo e regista teatrale tra i più noti in Italia e Alina Marazzi, una delle firme più importanti del panorama cinematografico italiano.

Una commemorazione non può che fondarsi su un atto forte di memoria, l’imperativo resta quello di non dimenticare ciò che di terribile accadde quel giorno a piazza della Loggia. Essere ancora oggi testimoni vuol dire che quei fatti, quelle vicende, sono diventate racconto di un passaggio generazionale che diviene monito e civile appuntamento. Ma se limitassimo la nostra opera a questa doverosa ed essenziale declinazione, agiremmo ancora come vittime, ripetendo la tragicità di quella giornata come un lamento funebre, col rischio di trasformare l’atto del non dimenticare in un esercizio retorico, dovuto.

E’ certo che le trame occulte, dispiegate prima a favorire l’ambiente in cui è maturata la strage e poi a depistare per decenni qualsiasi tentativo di raggiungere una verità giudiziaria, non vanno dimenticate e vanno sempre denunciate, perché ora, dopo tanti anni, cerchiamo almeno una verità storica che ci faccia comprendere l’enormità del vulnus subito. Ma noi vorremmo compiere un tragitto diverso.

E’ rimasta, di quella giornata, la registrazione del comizio in piazza che viene interrotto dallo scoppio della bomba con le voci del caos e della disperazione che ne seguirono: è un documento unico che fissa l’attimo della strage in una dimensione sonora. Noi vorremmo che quell’interruzione, quella rottura di vite e di senso non fosse un fermo immagine del passato ma si trasformasse in un atto di resurrezione.

La musica guida e tesse questa “ricomposizione dell’infranto”, attraverso quadri scenici in cui si focalizzano tematiche e domande, senza costruire un racconto lineare ma procedendo per scarti improvvisi, attraverso la rilettura di registri linguistici diversi: il rock progressive, la musica d’avanguardia, il free jazz, con l’obiettivo di amplificare una drammaturgia creata da azioni sceniche di corpi danzanti, immagini proiettate su superfici cangianti, monologhi, melologhi, dialoghi, fatti di cronaca, notizie, stralci dei processi, testimonianze storiche, canto, canzoni, questi linguaggi interagiscono con la partitura musicale in una tensione sempre proiettata sulla scena del presente, sulla necessità di essere ora qui, a dire.

(Dal sito di Rai 5)

Repliche domenica e nel corso della prossima settimana.

 Una recensione:

http://www.ilcorrieremusicale.it/2014/05/14/il-sogno-di-una-cosa-in-ricordo-della-strage-di-piazza-della-loggia/

 

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