NAPOLI MILIONARIA di Nino Rota (Spoleto,1977) su Rai 5

Per ricordare Eduardo De Filippo a trent’anni dalla scomparsa (31.10.1984) Rai 5 trasmetterà oggi l’opera di Nino Rota Napoli Milionaria dalla commedia omonima del grande Eduardo. Si tratta della prima rappresentazione avvenuta a Spoleto il 22 giugno 1977.

Da sx: Mariella Devia, Silvano Pagliuca, Renato Grimaldi e Giovanna Casolla in Napoli Milionari a Spoleto © l'Unità

Da sx: Mariella Devia, Silvano Pagliuca, Renato Grimaldi e Giovanna Casolla in Napoli Milionari a Spoleto © l’Unità

Tra gli interpreti: Mariella Devia, Giovanna Casolla, Silvano Pagliuca, Renato Grimaldi, Piero Visconti, Carlo Desideri. Sul podio Bruno Bartoletti.

Romoli Valli, Bruno Bartoletti, Eduardo, Nino Rota durante un intervallo dell'opera. © l'Unità

Romoli Valli, Bruno Bartoletti, Eduardo, Nino Rota durante un intervallo dell’opera. © l’Unità

Riporto quanto si scrisse in occasione di una rappresentazione al Teatro del Giglio di Lucca lo scorso anno:

Napoli milionaria debuttò il 22 giugno 1977 al Festival dei Due Mondi di Spoleto. La collaborazione tra Eduardo De Filippo e Nino Rota generò un’opera più cupa e amara sia della commedia originaria, sia della sua realizzazione cinematografica: le variazioni apportate nella drammaturgia dallo stesso Eduardo segnalano una disillusione dovuta al rendersi conto del degrado di valori in seguito alla guerra e allo scivolare verso il basso della dignità umana.

La borsa nera di Napoli, le vicende amorose tra Maria Rosaria e Johnny, soldato americano, la vita di una povera famiglia oltre il limite della legalità, sono interpretati da Rota con un carattere che mantiene attenzione alla parola, senza per questo soverchiare il canto.

Spartito vocalmente impegnativo, disegna personaggi a tutto tondo, giocando con vitali contaminazioni linguistiche italiane, napoletane, americane a rendere il caos e lo sbandamento della vita appena conclusa la guerra. Rota rende in musica l’affresco di una Napoli dall’umanità ferita e fragile, non solo materialmente povera, ma che comincia a portare i segni di un’inconsapevole rovina interiore. Rota e De Filippo dimostrano in quest’opera di teatro musicale un forte impegno civile, testimonianza del profondo e felice connubio di due grandi artisti del Novecento italiano.

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