Bartók e Smetana alla Stagione OSN Rai con Michele Mariotti e il Trio Diaghilev.

Michele Mariotti

Michele Mariotti

Ecco un “under 40” di cui gli italiani possono davvero andar fieri: Michele Mariotti, 35 anni, di Pesaro, dal suo debutto circa 10 anni fa raccoglie meritati successi in tutto il mondo, attualmente direttore al Comunale di Bologna, una moglie splendida (mi si perdoni il gossip, ma in questo caso non posso proprio farne a meno 😉 ), e il tutto non perché baciato dalla dea bendata o per chissà quali appoggi, ma per meriti evidentissimi appena sale sul podio e inizia a dirigere. Ieri sera all’Auditorium Toscanini della Rai ha diretto quello che a mio parere è il più bel concerto dell’attuale stagione (superando anche Bychkov, cui la volta scorsa avevo assegnato il primato), non solo per l’accattivante e generosissimo programma, ma soprattutto per l’esecuzione. Equilibrio fonico perfetto, ogni sezione dell’orchestra valorizzata in modo equilibrato, interventi delle prime parti esaltate in pieno, nessuna ricercatezza e nessun effetto gratuito, ma coerenza interpretativa palpabile per tutta la durata dell’esecuzione. E si trattava di Ma Vlast di Smetana eseguito generosamente in integrale. Nell’interpretazione traspariva l’italianità di Mariotti nella cantabiltà dei temi esposti in modo aperto e il direttore operistico si percepiva in alcuni interventi solistici come quelli del clarinetto (un eccellente, come sempre, Enrico Maria Baroni) e del violoncello (il superlativo Massimo Macrì) in Šárka o dell’oboe (Carlo Romano, il miglior oboista, secondo me, delle orchestre italiane) in Dai prati e dai boschi di Boemia. Merita veramente una menzione la seducente arpa di Margherita Bassani che in Vyšehrad ha introdotto il ciclo.

Margherita Bassani

Orchestra al top, grazie anche al Direttore, e se scrivo che la Moldava ascoltata ieri sera mi ha convinto più di quella ascoltata pochi mesi fa dalla Filarmonica Ceca penso di non dover aggiungere altro.

Michele Mariotti e la OSN Rai provano Ma Vlast di Smetana

Nella prima parte della serata i veri protagonisti sono stati i componenti del Trio Diaghilev (Daniela Ferrati e Mario Totaro al piano e Ivan Gambini alle percussioni).

Il Trio Diaghilev

Sono stati solisti nel Concerto per due pianoforti, percussione e orchestra di Bartók, trascrizione della Sonata per due pianoforti e percussioni. Sinceramente io preferisco e di molto la versione senza orchestra, che avevamo ascoltato nel 1996 con la Argerich e Freire. Al di là dei miei gusti individuali la performance del Trio Diaghilev è stata sbalorditiva. Ancor di più, se possibile, il bis proposto al termine: una trascrizione della Danza sacrificale dal Sacre stravinskiano in cui non si rimpiangeva l’originale per orchestra. Un trio che si chiama “Diaghilev” non poteva far di meglio :-).

P.S.: A “esser nel pallone” non sono solo i redattori del sito di Rai 5. Una voce fuori campo ieri sera annunciava prima dell’inizio del concerto che nella serata sarebbe stato prima eseguito “Voci” di Berio e successivamente la suite di Prokofiev Smiley. In altre parole il calendario era fermo al Concerto del 16 ottobre scorso Smiley. Comprensibile perplessità nel “gentile pubblico”. Dopo l’intervallo si sono scusati…. Pare che alla Rai il calendario funzioni bene solo per ricordare il 31 gennaio: scadenza per pagare il canone, sempre che Rottamator maximus non rottami anche questo…Smiley

Applausi al termine del concerto

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