Concerti di Capodanno 2015: da Berlino a Venezia passando da Vienna….

Tour musicale di Capodanno: televisivo… d’altronde dopo la tartassata dicembrina che cosa mi sarei potuto concedere? smiley.

– Inizio da Berlino: Silvesterkonzert dei Berliner Philharmoniker. Rituale appuntamento, anche se mi pare ormai un po’ in discesa. D’accordo, i Berliner sono sempre i Berliner, ma il Silvesterkonzert non mi pare più quell’evento che era fino a qualche anno fa, in cui c’era un filo conduttore, si notava uno sforzo produttivo particolare… Insomma non differisce tutto sommato dai concerti in normale programmazione nel corso dell’anno, se non per la presenza di Frau Merkel, inquadrata più volte e la diretta tv su ARD. Da un po’ si punta su un solista di richiamo: quest’anno Menahem Pressler, 91 anni compiuti da poco, mito vivente.

Menahem Pressler

Menahem Pressler

Solista nel KV 488 di Mozart. Sul podio Sir Simon Rattle che ha introdotto con una suite da Les Indes galantes di Rameau e ha proseguito con due Danze Slave di Dvorák (nel corso degli anni le farà forse tutte?) e la Suite Háry János di Kodály.

Rattle e Pressler al termine del Concerto KV 488 © H.Kettner

Rattle e Pressler al termine del Concerto KV 488 © H.Kettner

È possibile che ci sia stato un bis (presumibilmente una Danza ungherese di Brahms), ma la ARD per esigenze di palinsesto si è affrettata a chiudere il tutto. Insomma le tv “generaliste” sono eguali dappertutto….

Vienna: Concerto dei Wiener Philharmoniker. Quest’anno Zubin Mehta sul podio per la quinta volta.

Zubin Mehta al Concerto di Capodanno 2015

Zubin Mehta al Concerto di Capodanno 2015

78 anni portati splendidamente, anche e soprattutto dal punto di vista musicale. Come ho già scritto, uno dei più bei Concerti di Capodanno viennesi degli ultimi anni. Buona scelta di brani, tempi giusti, rubati al momento giusto senza eccesso… Mehta è considerato da molti una “garanzia”, cioè l’interprete in grado di condurre a buon fine qualsiasi evento musicale. È verissimo, ma rischia di essere un giudizio riduttivo. Si tratta di un grande direttore, uno forse dei pochi che è lecito definire tali. E tale si è dimostrato in questo Neujahskonzert. Un po’ meno allegria del solito: due gag, neanche poi così travolgenti:

Gag dopo la Champagner Polka di Lumbye

Gag dopo la Champagner Polka di Lumbye

Mehta offre champagne agli orchestrali dopo la Champagner Polka di Lumbye,

Coriandoli dopo la Explosions Polka

Coriandoli dopo la Explosions Polka

e una esplosione di coriandoli dopo l’Explosions Polka. Ripresa televisiva non molto efficace, con troppa attenzione ai fiori, a Nancy Kovack (moglie di Mehta) inquadrata con insistenza. Rimpiango Brian Large e anche la Fibich con le sue riprese acrobatiche…

Venezia: Concerto dalla Fenice. Ormai una istituzione. In realtà è la seconda parte del Concerto. Quest’anno sul podio Daniel Harding che aveva già diretto nel 2011.

Daniel Harding dirige il Concerto della Fenice

Daniel Harding dirige il Concerto della Fenice

Due solisti di alto livello: Matthew Polenzani

Matthew Polenzani al Concerto della Fenice

Matthew Polenzani al Concerto della Fenice

e Maria Agresta.

Maria Agresta alla Fenice

Maria Agresta alla Fenice

Anche qui coriandoli dopo gli auguri.

Coriandoli alla Fenice

Coriandoli alla Fenice

Il tour è terminato: auguro a tutti un 2015 ricco di musica, con tanta serenità.

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6 Risposte to “Concerti di Capodanno 2015: da Berlino a Venezia passando da Vienna….”

  1. NEUJAHRSKONZERT DER WIENER PHILHARMONIKER 2015 (Concerto di Capodanno da Vienna 2015): il programma | Wanderer's Blog Says:

    […] https://musicofilia.wordpress.com/2015/01/02/concerti-di-capodanno-2015-da-berlino-a-venezia-passando… […]

  2. Marco Says:

    Desidero lasciare anch’io qualche impressione. 
    1) Silvesterkonzert. Difficile trovare un filo logico o narrativo nel programma. Rattle da qualche anno sembra ossessionato dall’idea di attingere ad ogni repertorio, come a dire “questa orchestra, con me,  può suonare tutto”. Come se avessimo qualcosa da dubitare a riguardo, come se dovessimo ancora lasciarci convincere che i Berliner sono sempre i Berliner…. Il concerto del 31 dicembre visto in tv sembrava uno sfoggio di puro efficientismo, congeniale alla presenza della Bundeskanzlerin adeguatamente e ripetutamente segnalata dalla regia (alla faccia della proverbiale riservatezza della signora e del marito). Date queste premesse, difficile aspettarsi che la musica conservasse in un concerto come questo il suo primato (come avrebbe dovuto essere). Specie se a dirigere è Rattle, le cui attenzioni sono troppo spesso unicamente rivolte a creare letture ammiccanti,  zuccherose, magri anche gradevoli ma con un suono che risulti prima di ogni altra cosa “simpatico” all’ascoltatore. Interpretazioni il più delle volte superficiali: del Rameau proposto in apertura, ad esempio, nessuno avrebbe potuto cogliere uno spunto di approfondimento, in difetto di qualsiasi approccio stilistico appropriato. L’importante era per lui che il tutto suonasse “carino”. In un contesto simile, l’esecuzione di Pressler è stata un momento felice, un raggio di sole. Pazienza se qualcosa non ha funzionato alla perfezione tra solista e orchestra: a me è arrivata comunque un’idea del suo Mozart anche se, personalmente, credo che il sul panismo così calligrafico, quel fraseggio con i punti e le virgole tanto ben in evidenza, risalti di più in un contesto cameristico. 
    2) Concerto della Fenice. Mi è parso, tutto sommato, un buon concerto. Non riesco a vederlo mai in diretta (la mia scelta ricade obbligatoriamente su Vienna), ma ne programmo tutti gli anni la registrazione su Arte. Un unico appunto: Daniel Harding. Lo apprezzo non poco come direttore, ma gli rimprovero un modo di impostare i movimenti sul podio che talvolta mi pare platealmente imitare il grande Claudio Abbado. Ne intuisco anche le ragioni: sappiamo che il maestro milanese è stato importante nella sua formazione artistica, così come non credo sia facile per un direttore ancora assai giovane e già famoso trovare una sua forma di espressione gestuale (Thielemann, ad esempio, ci ha lavorato anni). Spero di sbagliarmi, magari si tratta di una mia banalissima e superficiale impressione. 
    3) Concerto di Vienna. Faccio mie le considerazioni di Roberto a proposito del giudizio molto positivo da dare a questa edizione. Sapevo che Mehta non avrebbe deluso, ma devo ammettere che è andato anche al di là delle mie aspettative avute un anno fa, una volta saputo del sul ingaggio. Uno dei pochi “grandi” direttori d’orchestra rimasti,  questo è certo. Dirigeva la maggior parte dei brani in programma per la prima volta, e a memoria! 
    Il pubblico milanese della Scala avrà modo di ascoltarlo quest’anno per le recite di Aida, così come quello napoletano del San Carlo in occasione di una produzione del Tristano e Isotta. In calendario anche una Traviata a Firenze per il mese di aprile e una nuova produzione di Fidelio che inaugurerà la prossima edizione del Maggio. A Valencia se lo sono fatti scappare, mentre a Firenze addirittura qualcuno si stava dando da fare nei mesi scorsi per fargli fare le valige dopo 30 anni come direttore musicale  (…per fortuna senza successo). Appena qualche settimana fa l’ho ascoltato nella Quarta di Bruckner all’Opera di Firenze: un’esecuzione tecnicamente impressionante, riflessiva ma  improntata ad un disegno sempre molto lucido e spiritualmente ben orientato, senza nulla cedere ad una visione iper-contemplativa e inconcludente (come spesso capita di sentire in Bruckner). 
    Evviva Zubin Mehta!
    Buon anno a tutti! 

  3. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie del bel commento e buon anno!

  4. alberto Says:

    Il Concerto da La Fenice (così come quello viennese di Capodanno) era, lo stesso 1° gennaio, replicato su RAI 5 (al bizzarro orario delle ore 18.49). Però anche sul canale “culturale” veniva trasmessa solo la seconda parte.
    Insomma la Rai si organizza un suo concerto, ma non ne trasmette mai la prima parte (che, poi, non ha mai contenuti “temibili” trattandosi, ad esempio, di Sinfonie di Beethoven o Dvorak).

  5. Roberto Mastrosimone Says:

    Effettivamente, almeno su Rai 5 potrebbe essere trasmesso integralmente: chissà che prima o poi non avvenga?

  6. valerio Says:

    beh non lo trasmettono tutto perchè poi devono vendere il dvd e chi se lo compra se non c’è nemmeno un’attrattiva di una parte inedita!? Per il resto concordo su san silvestro e su venezia che quest’anno è stata superiore alla media grazie ai cantanti scelti finalmente degni: che bello tutta la seconda parte del I atto di boheme! Su vienna invece…non concordo affatto! Mehta ha mantenuto la stessa gestualità per 2 ore di concerto (a parte il solito gesto stile majorettes durante una marcia, cosa che aveva già fatto in altre occasioni…) e francamente la noia ha fatto da padrona: i brani erano tutt’altro che nuovi, anzi la maggior parte erano già stati eseguiti a capodanno e ben 4 li aveva già diretti lui stesso. Il programma è stato poco attraente e l’esecuzione piatta e di routine…a voi sembra un grande direttore? mah… io degli ultimi anni ricordo jansons, pretre, muti…persino maazel ma di queste esecuzioni di mehta non mi è rimasta impressa una sola nota o immagine in mente, mi spiace.

    P.s. ne approfitto per fare un appello: se avete conoscenza di qualche altro appassionato viennese che registra dalla tv austriaca sto cercando varie edizioni del concerto di pasquetta dei wiener symphoniker in particolare quella del 2008. grazie dell’aiuto

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