La Terza di Mahler diretta da Nicola Luisotti al Regio di Torino

Nicola Luisotti

Nicola Luisotti

Una Terza di Mahler strepitosa, eccezionale, da ricordare a lungo, tale da reggere e vincere il confronto con altre esecuzioni forse sulla carta più blasonate. Merito indubbio di Nicola Luisotti. Non escludo che molti al Regio di Torino siano rimasti piacevolmente sorpresi, non lo sono stati invece coloro, e sono tra questi, che considerano giustamente Luisotti uno dei migliori direttori italiani, e non solo, attualmente in attività. In ogni caso la Terza di Mahler ascoltata ieri sera, 22 gennaio, al Regio fuga ogni dubbio possibile. Se poi si pensa che l’Orchestra del Regio di Torino non frequenta abitualmente questo repertorio i meriti aumentano a dismisura.

Mahler nel 1892

Mahler nel 1892

Una settimana mahleriana: dopo Il Canto della Terra alla Rai la Terza Sinfonia al Regio. È solo un caso (nessuno venga a spacciare coordinamenti inesistenti fra le istituzioni musicali torinesi, visto che il Regio nella stessa serata faceva “concorrenza” alla OSN che la sera prima aveva fatto “concorrenza” all’Unione Musicale Smiley), comunque Mahler si è un po’ preso una piccola rivincita sulle incomplete e raffazzonate celebrazioni torinesi nel biennio mahleriano. Soprattutto con questa Terza che ha superato ogni aspettativa. La Sinfonia mancava a Torino da almeno tre lustri, se non erro: richiedendo un notevole impegno produttivo non è tra le più eseguite, ma ogni volta riesce a conquistare il pubblico che accorre ad ascoltarla. Sold out al Regio, fa veramente piacere, soprattutto in quanto il pubblico ha seguito con estrema attenzione la Sinfonia per tutta la sua durata esplodendo letteralmente in un grande applauso allo spegnersi dell’ultima nota.

Nicola Luisotti

Nicola Luisotti

Orchestra in eccellente forma in tutti i settori, merito della concertazione accuratissima di Luisotti. Momenti di intensa emozione: nell’assolo del Post Horn, suonato in modo eccelso da Paolo Paravagna, nel canto del mezzo soprano (una straordinaria Annely Peebo), nel coro di voci bianche (che bravi i giovani Coristi del Regio!), nell’intenso finale che porta sempre a un climax emotivo ineguagliabile.

Annely Peebo

Annely Peebo

Forse al termine un momento di pausa prima degli applausi sarebbe stato opportuno, ma l’entusiasmo del pubblico non ha retto e gli applausi sono stati immediati. Un grandissimo successo pari all’eccellenza della performance. Applausi per Direttore, Orchestra, Solista, Cori (istruiti da Claudio Fenoglio): di meglio difficilmente si può fare.

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4 Risposte to “La Terza di Mahler diretta da Nicola Luisotti al Regio di Torino”

  1. renatoverga Says:

    Luisotti è un vero outsider. Io rimasi folgorato dalla sua concertazione di un’opera che non è mai stata tra le mie preferite, ma per la quale da allora ho un occhio/orecchio di riguardo: “Madama Butterly”.
    http://operaincasa.com/2014/08/16/madama-butterfly-2/

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Per rimanere in Puccini, sono molto belle le sue direzioni de La Fanciulla del West e de La Bohème al Met. Notevolissime anche Aida e Otello al San Carlo di Napoli, che, a mio parere, di molto bello avevano la direzione d’orchestra. Anche il Concerto, l’unico, che diresse alla Rai era molto bello: forse la più bella Quarta di Brahms sonata dalla OSN.

  3. renatoverga Says:

    Per di più Luisotti è persona di squisita gentilezza e grande sensibilità. Peccato che non sia venuto come direttore musicale del Regio di Torino come per un momento si era sperato.

  4. alberto Says:

    Personalmente sono stato molto fortunato con la Terza di Mahler.
    Alla RAI , prima “di Torino”, poi “Nazionale”, l’ho ascoltata diretta da Horenstein, Temirkanov, Barshai, Bertini e Sinopoli (1999-forse ultima esecuzione precedente a Torino).
    A Torino ho ascoltato anche Mehta con la Bayerischer Staatsorchester, e Claudio Abbado con i Berliner (1998)..
    Altrove ho presenziato a esecuzioni con C.Abbado e la Filarmonica della Scala (primo concerto di essa, Milano); Bernard.Haitink e la Philharmonia (Londra , Proms); ancora B.Haitink e Concertgebouw di Amsterdam (Bruxelles). Infine (ed ultima esecuzione recente) nel 2012 a Muenchen con Ivan Fischer e i Muenchner Philharmoniker.
    Ora, se per “blasonate” intendo le esecuzioni dirette da Abbado, Mehta, Haitink e Fischer, la esecuzione di giovedì al Regio era, variamente (e inevitabilmente), a mio modesto parere, al di sotto di esse.
    Era però assolutamente degna e molto godibie (e indicazione di quel livello buono o ottimo che l’Orchestra del Regio, emergendo da un passato più anonimo, ha ormai attinto con quasi costante assiduità.
    Anch’io auspico più frequenti ritorni dell’ottimo Nicola Luisotti (che già l’anno scorso al Regio aveva diretto, assai bene, un accostamento, un po’ singolare, di Cherubini e Prokofiev ).
    Forse un ritorno ci sarà per la prima europea de “La Ciociara” di Marco Tutino con Anna Caterina Antonacci, ufficiosamente annunciata più volte (anche dalla stessa Signora Antonacci).
    Se poi ci saranno altri- o anche altri titoli, meglio ancora…..

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