Archive for febbraio 2015

EXCELSIOR su Rai 5

febbraio 28, 2015

Domani andrà in onda su Rai 5 Excelsior, il balletto con musica di Romualdo Marenco nella coreografia di Ugo Dell’Ara.

Atto I © Brescia e Amisano

Atto I © Brescia e Amisano

È un classico del Balletto della Scala di Milano (sarà proposto anche quest’anno a luglio) e questo trasmesso dovrebbe essere la proposta del 2012, vista la presenza di Roberto Bolle.

Roberto Bolle (lo Schiavo) in Excelsior ©Brescia & Amisano

Roberto Bolle (lo Schiavo) in Excelsior ©Brescia & Amisano

Questo il soggetto del Balletto:

Atto I

Siamo in Spagna mentre l’Inquisizione è al culmine della sua potenza. Il Genio delle tenebre tiene prigioniera, incatenata ai suoi piedi, una donna bellissima: è la Luce, il Progresso, il Genio dell’umanità, che angosciata si vede vinta dall’Oscurantismo. Subito gli anelli della catena si spezzano e la testa della donna s’illumina d’un accecante splendore: una volta ancora la Luce trionfa e mostra all’Oscurantismo una ben diversa scena nel regno dei Genii che con le loro opere civilizzano l’umanità.

Compaiono i simboli della Scienza,della Forza, dell’Industria, dell’Amore, della Civiltà, della Concordia, dell’Unione, della Costanza, del Valore, della Gloria, dell’Invenzione, delle Belle Arti, dell’Agricoltura, del Commercio ecc. Un grazioso villaggio sulle rive del fiume Weser, presso Brema.In una taverna l’oste e sua moglie assistono con gioia al ritorno del figlio Valentino, trionfatore d’una regata, insieme ai suoi amici. La barca vincitrice approda in mezzo alla folla esultante: Valentino e la fidanzata Fanny danzano; si beve in onore dei vincitori.

Il capo dei rematori che hanno perso la regata sfida Valentino per il giorno seguente: remeranno da soli, e Valentino perderà. Ma un uomo misterioso, sdraiato lungo la riva,sogghigna e ride di questa sfida: è l’Oscurantismo, il quale avverte gli stupefatti rematori che lungo il fiume avanza rapido uno strano battello che sembra guidato da forze infernali.

È il battello a vapore, la nuova invenzione di Denis Papin,contro la quale il Genio del male solleva i rematori che vedono minacciati i loro interessi. Il battello di Papin viene demolito dalla folla scatenata; quanto al suo sfortunato inventore, sul punto di soccombere, si afferra alle vesti della Luce che è scaturita dalle acque per soccorrerlo.

La Luce mostra i futuri prodigi della scoperta di Papin: a New York, sul mare che si stende fra due promontori collegati da un ponte sul quale passa una locomotiva, naviga, trionfante e rapido, un battello a vapore. È opera di Fulton, dovuta alla iniziativa di Papin. Ancora una volta l’Oscurantismo è vinto dal Progresso.

Nel laboratorio di Alessandro Volta, a Como. Lo scienziato è seduto, malinconico e pensoso, accanto alla pila ch’egli non riesce a perfezionare: mentre Volta dubita della riuscita della sua invenzione, l’Oscurantismo, nell’ombra, gioisce del proprio trionfo.

Ma all’improvviso Volta si alza come posseduto da una potenza sovrumana: si avvicina alla pila, vi aggiunge qualcosa, unisce i due fili elettrici: e d ecco che una scintilla illumina la scena. È la vittoria! Ma dopo che lo scienziato, al colmo della felicità, si è allontanato, il Genio delle tenebre tenta disperatamente di distruggere la miracolosa invenzione, ma invano.

Compare infatti la Luce che con gesto maestoso mostra al suo nemico gli effetti dell’elettricità. Cambiamento di scena: ora siamo nel cortile degli uffici del telegrafo a Washington. Un gran numero di telegrafisti invade il cortile: la Luce esulta e l’Oscurantismo fugge, imprecando e maledicendo tutti.

Atto II

La scena si svolge nel deserto. Una carovana di uomini, donne e bambini viene assalita da una terribile tempesta di vento: è il Simun che solleva la sabbia, trascina via uomini e animali e li sommerge nell’oscurità. La carovana e una banda di ladri che volevano saccheggiarla vengono rovesciati gli uni sugli altri, in un grande scatenamento delle forze della natura.

L’Oscurantismo erra nel deserto: è il solo a gioire di questa distruzione e rovina. Ed ecco appare la Luce che indica un punto all’orizzonte:è la via lungo la quale gli uomini possono raggiungere le loro mete senza incorrere nei pericoli del deserto. La scena di desolazione è scomparsa:un ampio canale scorre fra due rive sabbiose, sulle quali si sono raccolte, felici,tutte le genti civilizzate d’Europa.

È il canale di Suez, un altro trionfo del Progresso, un’altra vittoria della Luce sull’Oscurantismo. Uomini di ogni parte del mondo danzano e suonano, allorché scende la sera e appare la Luce in mezzo al popolo in festa. Ma il Genio delle tenebre, che non è stato ancora vinto dalle grandi scoperte, erra presso il tunnel del Moncenisio. L’ultima mina è pronta, crolla l’ultima barriera che separa i minatori italiani dai loro camerati francesi. Però non si avverte alcun rumore: gli ingegneri e gli operai temono d’essersi ingannati nell’opera di traforo e cominciano a dubitare del successo della grande impresa. All’improvviso una lontana denotazione rivela che l’opera è riuscita.

I minatori francesi,uscendo dalle brecce aperte nella roccia a gran colpi di piccone, si precipitano fra le braccia dei camerati: nella festa generale si celebra il trionfo di questo gigantesco lavoro. In mezzo alla scena si eleva maestoso il monumento eretto alla gloria del tunnel del Moncenisio e del Genio umano. L’Oscurantismo, furente, deve assistere impotente al trionfo della sua antica nemica, la Luce, che con un gesto imperioso gli mostra tutti i popoli della terra fraternamente uniti.

Per il Genio delle tenebre è la fine, ma molto resta ancora da fare per il Genio della civiltà. A un altro cenno della Luce, la terra si spalanca ai piedi dell’Oscurantismo e lo inghiotte. La serie di questi gloriosi avvenimenti termina con la grande apoteosi: nella gioia si trovano riuniti la Scienza, il Progresso, la Fraternità, l’Amore, per festeggiare il presente, e soprattutto l’avvenire. © Teatro alla Scala

Apoteosi © Brescia & Amisano

Apoteosi © Brescia & Amisano

Repliche nel corso della settimana.

Juraj Valčuha dirige l’Ottava di Shostakovich alla OSN Rai

febbraio 28, 2015

Si direbbe che il “caso” abbia azione coordinante tra le istituzioni musicali torinesi. Così dopo due appuntamenti mahleriani a gennaio ecco due sinfonie di Dmitri Shostakovich nella stessa settimana: la Sesta al Regio e l’Ottava alla OSN Rai.

Dmitri Shostakovich, in servizio di guardia sul tetto del Conservatorio di Leningrado nel 1942

Dmitri Shostakovich, in servizio di guardia sul tetto del Conservatorio di Leningrado nel 1942

L’Ottava Sinfonia in do minore op.65 fa parte con la Settima e la Nona delle cosiddette “sinfonie di guerra”, composte da Shostakovich negli anni del secondo conflitto mondiale. L’Ottava fu composta nell’estate del 1942; ormai i tedeschi stavano abbandonando l’URSS. Il regime sovietico si aspettava una composizione celebrativa e trionfale. Così non fu: poche composizioni sono altrettanto luttuose e desolanti come l’Ottava Sinfonia. Un primo movimento lunghissimo, circa metà della sinfonia, raggelante e angoscioso cui segue un breve Scherzo all’insegna del grottesco, quindi gli ultimi tre movimenti senza soluzione di continuità che iniziano con un impressionante e tesissimo Allegro non troppo, una corsa allucinata verso l’ignoto, cui seguono un Largo immobile e glaciale e un Allegretto finale, privo di ottimismo e valori positivi, con cui la Sinfonia sembra spegnersi nel silenzio. La prima esecuzione assoluta (4/11/1943) diretta da Mravinskij andò incontro al dissenso delle autorità e la composizione non venne più eseguita in URSS per molti anni. Ebbe invece una discreta diffusione in Occidente e attualmente è con la Quinta, la Decima e la Settima la sinfonia più conosciuta ed eseguita dell’Autore (almeno qui a Torino).

Juraj Valčuha

Juraj Valčuha

Ne è stato interprete stavolta Juraj Valčuha sul podio della OSN Rai. Una interpretazione convinta: “Ci sono Sinfonie più complesse di questa sul piano tecnico. Le difficoltà, in questo caso, consistono nel saper comprendere un’epoca, una cultura intera e farsene interpreti, solo attraverso la musica. Non è semplicemente una Sinfonia, l’Ottava, ma un pezzo di memoria” Così in una intervista a Sistema Musica.

L'OSN Rai e Valčuha durante l'esecuzione dell'Ottava.

L’OSN Rai e Valčuha durante l’esecuzione dell’Ottava.

Ottima performance dell’Orchestra. La sinfonia è stata preceduta dal brevissimo Requiem per archi di Tōru Takemitsu. Intensa composizione che ben si coniuga con la Sinfonia in programma visto lo spegnersi anche qui nel silenzio finale. Fu proposta in abbinamento a Shostakovich anche da Yutaka Sado nel 2006 (allora con la Quinta Sinfonia) alla Rai e al Regio con la Decima nel 2012. Credo comunque che l’abbinamento più riuscito sia con l’Ottava.

Esecuzione dell'Ottava alla OSN Rai

Esecuzione dell’Ottava alla OSN Rai

Ripresa televisiva con differita al 26 marzo p.v. Insomma niente diretta. Ormai tale discorso credo che possa essere archiviato per questa stagione. La “grande novità… per cui l’inizio dei concerti… è stato spostato alle ore 21:00” annunciata sulla presentazione della Stagione in corso è miseramente abortita. Inutile chiedere spiegazioni e scuse per il disagio creato agli abbonati col ritardo, inutile, nell’inizio e fine dei concerti (non è prassi in Rai), c’è solo da sperare che la prossima stagione si torni all’orario consueto delle 20:30.

Rai 5: programmazione lirica di marzo 2015

febbraio 27, 2015

rai 5 pa

In via di rifacimento il sito di Rai 5 non si spinge molto in là nel tempo in fatto di palinsesto:

http://www.rai5.rai.it/programmi-nuovi/opera/180/default.aspx

La programmazione operistica del prossimo mese si direbbe dedicata al balletto, almeno tale era nella prima redazione che arrivava alla fine del mese. La scomparsa di Luca Ronconi ha comportato una doverosa variazione e l’8 marzo, giorno in cui il Regista avrebbe compiuto 82 anni, sarà trasmesso Il Viaggio a Reims con la sua regia. La prima redazione prevedeva il 22 marzo il Lucio Silla dalla Scala (forse preceduto da una trasmissione in prima serata giovedì 19), ma la cosa è da verificare.

Yutaka Sado dirige la Filarmonica del Teatro Regio di Torino…

febbraio 27, 2015

… in un interessante concerto in occasione di Torino Capitale Europea dello Sport.

La Filarmonica del Teatro Regio diretta da Yutaka Sado

La Filarmonica del Teatro Regio diretta da Yutaka Sado

Due brani in relazione all’evento iniziavano le due parti della serata (23 febbraio 2015): la Olympic Fanfare and Theme di John Williams, composta per le Olimpiadi di Los Angeles e Rugby di Arthur Honegger. Seguivano due composizioni sinfoniche in tre movimenti composte negli stessi anni (1939/1940): la Sesta Sinfonia di Dmitri Shostakovich nella prima parte e le Danze Sinfoniche op.45 di Sergei Rachmaninov nella seconda parte.

Yutaka Sado sul podio della Filramonica del Regio

Yutaka Sado sul podio della Filarmonica del Regio

Yutaka Sado è primo direttore ospite della Filarmonica del Teatro Regio, compagine nata nel 2003 su iniziativa dei professori d’orchestra del Teatro Regio di Torino. Nell’arco di questi anni ha raggiunto un livello altissimo testimoniato dalla splendida prova di questo concerto. C’è un ottimo rapporto tra Yutaka Sado e gli Orchestrali e i risultati sono tangibili.

Yutaka Sado durante le prove

Yutaka Sado durante le prove

Il brano più riuscito mi è sembrato la Sinfonia di Shostakovich eseguita in modo superlativo con prime parti in eccellente forma.

Saluti cordiali tra il M. Sado e il M.° Stefano Vagnarelli, spalla della Filarmonica

Saluti cordiali tra il M. Sado e il M.° Stefano Vagnarelli, spalla della Filarmonica

Non meno anche le Danze Sinfoniche di Rachmaninov. Il prossimo impegno dell’Orchestra sarà al Festival di Pasqua di Aix en Provence con Noseda sul podio e Khatia Buniatishvili solista al pianoforte (concerto che sarà replicato a Torino due giorni dopo).

 

Concerto Pappano – Batiashvili da S.Cecilia su Rai 5

febbraio 26, 2015
Lisa Batiashvili e Antonio Pappano

Lisa Batiashvili e Antonio Pappano ©Musacchio/Ianniello

Stasera in prima serata su Rai 5 andrà in onda il Concerto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano con Lisa Batiashvili solista nel Concerto per violino e orchestra op.47 di Sibelius.

Lisa Batiashvili e Antonio Pappano a Santa Cecilia

Lisa Batiashvili e Antonio Pappano a Santa Cecilia©Musacchio/Inniello

La serata si apre con L’apprenti sorcier di Paul Dukas e si conclude con Quadri di un’esposizione di Musorgskij nella orchestrazione di Ravel.

Antonio Pappano al termine del concerto ©Musacchio/Ianniello

Antonio Pappano al termine del concerto ©Musacchio/Ianniello

Una recensione del Concerto:

http://www.gbopera.it/2015/01/antonio-pappano-e-lisa-batiashvili-in-concerto-allaccademia-di-santa-cecilia/