È morto Aldo Ciccolini

Aldo Ciccolini

Aldo Ciccolini ci ha lasciato per sempre. Si è spento oggi a Parigi.

Ancora vivo in me il ricordo del concerto del 5 novembre 2014 al Conservatorio di Torino:

https://musicofilia.wordpress.com/2014/11/06/aldo-ciccolini-e-lorchestra-da-camera-di-mantova-al-conservatorio-di-torino-per-lunione-musicale/

 

 

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3 Risposte to “È morto Aldo Ciccolini”

  1. alberto Says:

    Ho cercato di mettere insieme le presenze torinesi di Aldo Ciccolini anche e soprattutto con l’aiuto di due libri-repertorio della RAI e dell’Unione Musicale (che però si fermano alla metà degli anni ’80).
    Ho individuato 14 concerti tra il 1951 e il 2014 (distribuiti in modo molto diseguale negli anni).
    I programmi appaiono rappresentativi dell’ampio repertorio (ampio anche nel campo discografico) del grande pianista.
    Direi che predominano due filoni.
    1) Gli autori francesi; Debussy, Ravel, ma anche Saint-Saens e Satie (di entrambi i quali fu riscopritore e
    divulgatore, del secondo soprattutto in ambito discografico).
    Per esempio a Torino eseguì il 4° concerto e 2 volte il 5° di Saint-Saens.
    2) Grandi classici . Soprattutto Schubert e Liszt.
    Potrei inserire in questo secondo filone anche tre esecuzioni con orchestra di Rachmaninov :la Rapsodia su un tema di Paganini alla Rai (1951, dir.Ferenc Fricsay), il 2° Concerto due volte al Regio (attorno al 1985 e attorno al 2000).
    E’ presente poi una rarità come (nel 1958) il concerto “Canti della Stagione Alta” di Ildebrando Pizzetti (evidentemente amato da Ciccolini che lo presentò e registrò a Montpellier pochi anni fa).

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Io ricordo molto bene un concerto al Regio in una domenica pomeriggio con l’Orchestra di Nizza diretta da Marcello Panni (30 maggio 1999), in cui Ciccolini eseguì un suo cavallo di battaglia. Il Concerto in sol di Ravel. Pubblico scarsissimo. Nella seconda parte l’Ottava di Shostakovich. Fu la penultima volta che vidi il Maestro prima del concerto del 5 novembre 2014.

  3. alberto Says:

    Anch’io ricordo quel concerto al Regio di domenica pomeriggio (non avrei saputo collocarlo con esattezza nel tempo) e ricordo la desolante scarsità di pubblico. Non comprensibile se, a confronto, un sabato sera in quegli stessi anni Rudolph Barshai diresse la Ottava di Sciostakovich (e non altro), al Regio, a sala quasi piena.

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