Juraj Valčuha dirige l’Ottava di Shostakovich alla OSN Rai

Si direbbe che il “caso” abbia azione coordinante tra le istituzioni musicali torinesi. Così dopo due appuntamenti mahleriani a gennaio ecco due sinfonie di Dmitri Shostakovich nella stessa settimana: la Sesta al Regio e l’Ottava alla OSN Rai.

Dmitri Shostakovich, in servizio di guardia sul tetto del Conservatorio di Leningrado nel 1942

Dmitri Shostakovich, in servizio di guardia sul tetto del Conservatorio di Leningrado nel 1942

L’Ottava Sinfonia in do minore op.65 fa parte con la Settima e la Nona delle cosiddette “sinfonie di guerra”, composte da Shostakovich negli anni del secondo conflitto mondiale. L’Ottava fu composta nell’estate del 1942; ormai i tedeschi stavano abbandonando l’URSS. Il regime sovietico si aspettava una composizione celebrativa e trionfale. Così non fu: poche composizioni sono altrettanto luttuose e desolanti come l’Ottava Sinfonia. Un primo movimento lunghissimo, circa metà della sinfonia, raggelante e angoscioso cui segue un breve Scherzo all’insegna del grottesco, quindi gli ultimi tre movimenti senza soluzione di continuità che iniziano con un impressionante e tesissimo Allegro non troppo, una corsa allucinata verso l’ignoto, cui seguono un Largo immobile e glaciale e un Allegretto finale, privo di ottimismo e valori positivi, con cui la Sinfonia sembra spegnersi nel silenzio. La prima esecuzione assoluta (4/11/1943) diretta da Mravinskij andò incontro al dissenso delle autorità e la composizione non venne più eseguita in URSS per molti anni. Ebbe invece una discreta diffusione in Occidente e attualmente è con la Quinta, la Decima e la Settima la sinfonia più conosciuta ed eseguita dell’Autore (almeno qui a Torino).

Juraj Valčuha

Juraj Valčuha

Ne è stato interprete stavolta Juraj Valčuha sul podio della OSN Rai. Una interpretazione convinta: “Ci sono Sinfonie più complesse di questa sul piano tecnico. Le difficoltà, in questo caso, consistono nel saper comprendere un’epoca, una cultura intera e farsene interpreti, solo attraverso la musica. Non è semplicemente una Sinfonia, l’Ottava, ma un pezzo di memoria” Così in una intervista a Sistema Musica.

L'OSN Rai e Valčuha durante l'esecuzione dell'Ottava.

L’OSN Rai e Valčuha durante l’esecuzione dell’Ottava.

Ottima performance dell’Orchestra. La sinfonia è stata preceduta dal brevissimo Requiem per archi di Tōru Takemitsu. Intensa composizione che ben si coniuga con la Sinfonia in programma visto lo spegnersi anche qui nel silenzio finale. Fu proposta in abbinamento a Shostakovich anche da Yutaka Sado nel 2006 (allora con la Quinta Sinfonia) alla Rai e al Regio con la Decima nel 2012. Credo comunque che l’abbinamento più riuscito sia con l’Ottava.

Esecuzione dell'Ottava alla OSN Rai

Esecuzione dell’Ottava alla OSN Rai

Ripresa televisiva con differita al 26 marzo p.v. Insomma niente diretta. Ormai tale discorso credo che possa essere archiviato per questa stagione. La “grande novità… per cui l’inizio dei concerti… è stato spostato alle ore 21:00” annunciata sulla presentazione della Stagione in corso è miseramente abortita. Inutile chiedere spiegazioni e scuse per il disagio creato agli abbonati col ritardo, inutile, nell’inizio e fine dei concerti (non è prassi in Rai), c’è solo da sperare che la prossima stagione si torni all’orario consueto delle 20:30.

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