David Garrett alla Sinfonica Rai. Dirige Tomas Netopil

David Garrett da foto ©T.Sabo

David Garrett da foto ©T.Sabo

Sold out all’Auditorium Toscanini della Rai: caso piuttosto raro, soprattutto se in programma non ci sono né il Boléro né la Rapsodie in Blue, bensì Brahms e nientemeno Bruckner. Sì, però c’era lui:

David Garrett ©T.Sabo

David Garrett ©T.Sabo

David Garrett. Basta la parola! Giovanissimi con ovazioni da stadio gremivano ordini di posti anche poco appetibili (come galleria e balconata laterali), meno giovani sono accorsi incuriositi soprattutto dopo il film su Paganini, over …. (come lo scrivente) erano compiaciuti nel ringiovanimento di una sala che generalmente al rosso delle poltrone alterna il grigio dei capelli. Potere dei media!!! Certo che David Garrett a livello mediatico ci sa fare. Un look anticonformista, che lo fa sentir vicino ai giovanissimi, il crossover in cui è specialista con incursioni nel rock, un indubbio virtuosismo e il gioco è fatto. Il suo album Rock Symphonies del 2010 è stato un vero successo e ha venduto un milione di copie.

A questo punto ci si aspetterebbe una lettura estroversa, estrosa, zeppa di effetti quando affronta pagine come il Concerto in re maggiore op.77 di Brahms proposto a Torino.

David Garrett durante l'esecuzione del Concerto op.77 © Più Luce

David Garrett durante l’esecuzione del Concerto op.77 © Più Luce

Invece Garrett lo ha eseguito in modo “castigato”, quasi pudico: non dico che eguagliava la lettura sommessa, intima di Midori dell’ultima volta in quel di OSN Rai (2013), ma non ne era neppure tanto lontano. Devo aggiungere che qualche prova in più avrebbe giovato, a mio parere: solista e orchestra non mi sono parsi in totale sintonia e l’orchestra copriva spesso il suono del violino (esecuzione di giovedì 5 marzo).

David Garrett e Tomas Netopil nel Concerto di Brahms © Più Luce

David Garrett e Tomas Netopil nel Concerto di Brahms © Più Luce

Mi aspettavo un numero maggiore di bis, dove il vero, l’autentico Garrett sarebbe emerso; invece è stato molto parco: una pagina bachiana e un breve brano virtuosistico eseguito a velocità da F1 con ovazioni da stadio alle quali l’Auditorium non è ancora abituato.

David Garrett durante il bis © Più Luce

David Garrett durante il bis © Più Luce

Dopo di che è scomparso e l’Orchestra ha intuito che era ora di alzarsi. In verità incombeva nella seconda parte un monumento sinfonico: la Quinta Sinfonia di Anton Bruckner e Garrett deve aver capito che di tempo non ne avanzava molto. [Non si poteva abbinare un brano di durata più breve e lasciare più spazio a Garrett dal momento che la maggior parte degli spettatori era accorsa per lui?]

Tomas Netopil dirige la Quinta di Bruckner © Più Luce

Tomas Netopil dirige la Quinta di Bruckner © Più Luce

Stavo quasi dimenticando il bravo Tomáš Netopil (potere dei media!!!) che ha affrontato la sinfonia col giovanile ardore dei suoi 40 anni dandone una lettura tesa, mossa, dai tempi stretti, bruciando il tutto in poco più di 65 minuti: evidentemente la velocità di Garrett lo ha contagiato. Parte del pubblico nonostante la generosità di Netopil ha gradualmente abbandonato la sala durante l’esecuzione, creando spesso disturbo a chi invece rimaneva saldo in postazione.

La sala durante il concerto © Più Luce

La sala durante il concerto © Più Luce

Ci saranno motivi molto seri per costringere chi ha necessità o desiderio di lasciare la sala a usufruire di una sola uscita facendo spesso fare un lungo giro con rumor di tacchi durante i pizzicati bruckneriani. Se invece così seri non dovessero essere, visto che le vigilantes sono in numero congruo (una per uscita) perché non fare utilizzare l’uscita più vicina senza creare eccessivi disagi? Visto l’appeal mediatico dell’evento mi sarei aspettato non dico la diretta tv, sulla cui morte ormai piango sconsolato, ma almeno una ripresa con differita: niente!  Come mai si lascia perdere David Garrett, il cui feedback in termini di audience sarebbe stato notevole? rinuncio a capire Smiley.

 

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8 Risposte to “David Garrett alla Sinfonica Rai. Dirige Tomas Netopil”

  1. Giovannoni Claudine Says:

    Adorabile, ma dovrebbe portare un po’ più di rispetto verso gli strumenti che suona… c’è chi li venera, quasi con timore di toccarli…

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Garrett suona lo Stradivari “A.Busch” del 1716.

  3. Giovannoni Claudine Says:

    Si, lo so… e nel 2008 ne ha distrutto uno sul palco, finendoci sopra! 😀

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Smiley !!!

  5. Vera Gentinetta Says:

    No. Ha danneggiato un Guadagnini durante una rovinosa caduta sulle scale esterne di un teatro. Violino che comunque è stato poi riparato. Non è che si diverta a distruggere strumenti antichi, come farebbe sembrare il commento precedente.

  6. Vera Gentinetta Says:

    (Ed è bravo. Bravissimo. Io l’ho “scoperto” tramite il crossover, ma mi ha conquistata dopo, con Beethoven.)

  7. alberto Says:

    Se pensiamo che David Garrett aveva/ha poi in programma sabato 6 e domenica 7 il Concerto n.1 di Bruch (direttore John Axelrod) a Napoli, è lecito pensare che effettui ……una prova o poco più (il concerto di Bruch comunque è decisamente più breve).
    Se così è stato per Torino, l’interazione con l’orchestra, certo perfettibile, si giustifica.
    Venerdì sera un bis solo e non troppo tempo per festeggiamenti (ma forse già incombeva il viaggio a Napoli).
    Neanche venerdì ripresa televisiva.
    Non molte defezioni per Bruckner (e applausi dopo il primo e il secondo movimento; nulla di grave).
    L’esecuzione è durata poco meno di 70′ ed a me è apparsa serrata in modo ragionevole.

  8. Roberto Mastrosimone Says:

    Venerdì, in teoria, dovrebbe essere andata meglio (l’interazione tra orchestra e solista). Credo che Garrett abbia provato mercoledì (una o due volte) + la generale. Secondo me, poco per un risultato all’altezza della situazione. Non è una eccezione e troppo spesso ascoltiamo concerti con solisti in cui l’interazione tra orchestra e solista è decisamente deficitaria. In alcune pagine si nota meno, in Brahms in cui solista e orchestra sono strettamente legati invece diventa fin troppo evidente: giovedì lo era.

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