L’ELISIR D’AMORE di Donizetti dalla Malpensa in diretta su Rai 5

Prove dell'Elisir d'amore all'Aeroporto della Malpensa © Il Giorno

Prove dell’Elisir d’amore all’Aeroporto della Malpensa © Il Giorno

Domani 17 settembre 2015 alle ore 18:45 “decollerà” (non so se il termine sia giusto) da Milano Malpensa L’elisir d’amore di Donizetti. Diretta su Rai 5, differita su Arte alle 20:15, differite su Rai 5 domenica e martedì. È probabile che i cosiddetti “puristi” torcano il naso: in realtà simili operazioni non sono neanche più così inconsuete da destare scandali, ma neppure eccessivi entusiasmi. Tra i produttori dell’iniziativa c’è la Televisione Svizzera che anni fa aveva la consuetudine di proporre in autunno allestimenti lirici in luoghi non destinati all’opera. Si iniziò con La Traviata alla Stazione Centrale di Zurigo, l’anno seguente La Bohème nel condominio, poi Aida sul Reno. Aida fu l’ultima produzione…: dietro di esse c’era sicuramente Alexander Pereira, allora sovrintendente a Zurigo e attualmente sovrintendente della Scala. Pereira stesso quando era al Festival di Salzburg, due anni fa portò Die Entführung aus dem Serail all’Aereoporto di Salzburg (fu trasmesso da Servus Tv), insomma niente di nuovo o quasi. Quali le motivazioni dietro a siffatte iniziative? quelle dichiarate sono la volontà di portare l’opera in mezzo ad un pubblico che non è solito fruirne, quello di dare vita nuova a un genere che nei luoghi sacri rischia di diventare reperto archeologico, nonché quello di dare (anche) un linguaggio televisivo all’opera, per cui la diretta in tal caso è conditio sine qua non. L’esempio migliore, secondo me, fu l’Aida sul Reno, in quanto parallelamente all’opera si svolgevano talk show su di essa, che era possibile seguire sintonizzandosi su altro canale. In fondo anche le produzioni Rai di Andermann avevano uno scopo dichiarato di tal fatta, anche se riuscì in questo senso solo Tosca nei luoghi e nelle ore, almeno a mio parere.

Le prove di

Vittorio Grigolo prova Elisir d’amore © Il Giorno

Nemorino sarà Vittorio Grigolo (che fu Alfredo nella Traviata alla Stazione di Zurigo), Adina Eleonora Buratto, Dulcamara Michele Pertusi, Belcore Mattia Olivieri, Giannetta Sofia Mechedlishvili. Regia di Grischa Asagaroff, direttore Fabio Luisi.

Le prove di

Vittorio Grigolo ed Eleonora Buratto provano © Il Giorno

Comunque la si pensi pronti al “decollo”…

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Contrariamente a quanto segnalato sopra Giannetta era Bianca Tognocchi.

“… poiché non sono amato voglio morir aviere”… vendé la libertà si fe’ aviatore” Chissà in quale compagnia aerea era stato assunto Nemorino? Vorrei evitarla, anche perché assume i piloti senza neanche un corso di addestramento.. A parte queste “amenità”, forse evitabili (?), lo spettacolo è andato bene. Il modello più evidente era La Traviata alla Stazione Centrale di Zurigo. La matrice televisiva dello spettacolo era patente nella conduzione di Annette Gerlach e Neri Marcorè, che non si sono limitati alla solita introduzione, ma sono intervenuti in itinere con interviste ai personaggi. Il pubblico presente in aeroporto sembrava soddisfatto. Alcuni non erano passeggeri, ma veri e propri spettatori. A me ha creato un po’ di disorientamento, soprattutto nel I atto, troppa confusione, troppa gente in scena; insomma avrei preferito un’altra location, ma questo è un altro discorso…. Rimane sempre il dubbio di quanto questo “elisir” abbia contribuito a far nascere l’amore per l’opera in chi ne è digiuno: forse non più del vino spacciato da Dulcamara? chissà…

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7 Risposte to “L’ELISIR D’AMORE di Donizetti dalla Malpensa in diretta su Rai 5”

  1. Amfortas Says:

    Ciao Roberto, sai che dopo tanti anni di questi esperimenti non ho ancora capito se siano utili o meno alla causa? Tu hai qualche feedback positivo o negativo?

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Ciao Amfortas, a me sembrano inutili, non tanto per la modalità in cui sono proposti, quanto perché sono in numero estremamente limitato. In Rai dal 1992 al 2015: Tosca, Traviata, Rigoletto, Cenerentola (salvo omissioni): quattro titoli in 23 anni! Nei giorni successivi alla trasmissione si sfoderavano dati “incoraggianti”, ma con pause pluriennali che effetto possono aver generato? La TV Svizzera sembrava almeno proporre un titolo per anno, ma il tutto si interruppe bruscamente: evidentemente con il passaggio di Pereira da Zurigo a Salzburg; non ho dati sulle sperimentazioni elvetiche, che coinvolgevano comunque tutti i paesi di lingua tedesca, dove l’opera è già più seguita che da noi, per cui credo che le finalità fossero più quelle di sperimentare un nuovo linguaggio che non quello della diffusione. Sei anni fa nelle televisioni tedesche (visibili in chiaro anche da noi, tanto è vero che seguii il tutto) fecero per alcuni mesi una sorta di gioco “Le più belle opere del mondo”, in cui settimanalmente venivano proposte da tre reti alcune opere in allestimenti diversi e il pubblico era invitato a votare telefonicamente. Andò avanti da maggio a dicembre (!!!!) e vinse “La Traviata” nell’allestimento di Salzburg con la Netrebko. Fu una abbuffata operistica anche per me….

  3. Amfortas Says:

    La penso come te sai? Non sono certo (queste e altre) iniziative da rifiutare a priori ma devono essere inserite in un disegno culturale di ampio respiro. Così sembrano solo improvvisazioni estemporanee e anche un po’ velleitarie.
    Ciao!

  4. Marco Says:

    Mi è sembrata una buona produzione questo Elisir, considerando soprattutto le difficoltà tecnico-logistiche. Concordo sulla Tosca di Andermann, unica ad aver lasciato un significativo ricordo (tra l’altro posso testimoniare -avevo 7 anni- di come abbia contribuito ad avviarmi da bambino all’ascolto dell’opera). A dimostrazione che qualche traccia l’ha per davvero lasciata, circola voce (Corriere della Sera) di una possibile nuova Tosca milanese ambientata tra piazza Duomo e La Scala (con tanto di caduta dal balcone del teatro sulla piazza). Il tutto, ovviamente, con la consueta supervisione di Pereira.

  5. Roberto Mastrosimone Says:

    Penso anch’io che Pereira continuerà con questa formula anche a Milano. Magari qualcosa ambientata alla Stazione Centrale? o al Castello Sforzesco? Il Duomo, la Galleria e la Scala offrono poi infinite soluzioni… Staremo a vedere.

  6. Luca Rossetto Casel Says:

    Ciao!
    Ammetto candidamente di non aver assistito al Donizetti volante – spero però di poter rimediare, approfittando delle repliche o di una distribuzione in Rete, che auspico.
    «Questa poi la conosco pur troppo.», temo abbia pensato Roberto al vedermi comparire, ingombrante come un convitato di pietra… Sa bene, infatti, come io sia facile all’entusiasmo per le produzioni operistiche televisive “nelle ore e nei luoghi”, sul genere della Tosca che tutti avete già ricordato.
    Secondo me, alla buona riuscita di quella Tosca contribuì in modo fondamentale l’elemento seriale, che però è venuto progressivamente meno nelle operazioni successive. Credo che proporre un’opera nella forma di evento, meglio se dal vivo, a puntate possa davvero far molto in termini di fidelizzazione del pubblico, come va di moda dire oggi… Credo anche, però, che sarebbe indispensabile “aiutare” l’interesse: l’opera andrebbe presentata, illustrata, narrata – i bravi narratori/divulgatori non mancano.

  7. Roberto Mastrosimone Says:

    Ciao Luca e grazie e di essere intervenuto. Ricordo bene i tuoi entusiasmi per questo tipo di iniziative tv. Ti piacque molto anche La Traviata a Parigi con Eteri Gvazava, che giustamente ammiravi. Le produzioni Andermann miravano a un pubblico più vasto: erano nella rete ammiraglia della Rai, più pubblicizzate e collocate in orari forse più accessibili. Queste di Pereira mi paiono più indirizzate al pubblico tv di lingua tedesca, infatti anche questo Elisir era coprodotto dalla TV Svizzera e da Arte. Da noi temo che non abbia avuto grande successo in fatto di audience: l’orario era decisamente scomodo e Rai 5 non è rete che abbia molto seguito (era comunque diffuso anche su RaiHD 501). In entrambe le iniziative c’è la volontà di dare all’opera un linguaggio televisivo. È più evidente in queste produzioni che fanno capo a Pereira. Si continua in eterno a dibattere se l’opera abbia diritto di cittadinanza in tv: è forse un discorso soprattutto nostrano, dove la tv è considerata un modo per fare profitti e con l’opera si rischia di andare in passivo.

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