Enzo Restagno e Francesco Micheli si dimettono dai vertici di MITO Settembre Musica

Mentre in queste settimane si è scritto di future possibili “revisioni di formula” del Festival in oggetto, ecco che alla vigilia del termine giunge la notizia delle dimissioni di Enzo Restagno, direttore artistico dal 1986, e di Francesco Micheli, presidente del Comitato di coordinamento. Entrambi precisano che le dimissioni erano già decise da tempo e che i rapporti con le amministrazioni comunali di Torino e Milano sono sereni. Insomma honi soit qui mal y pense? o piuttosto “a pensar male si fa peccato, ma si indovina”? Fate voi: io sono “peccatore”. Intanto ecco l’annuncio su Repubblica:

Nel penultimo giorno dell’edizione 2015 terremoto ai vertici di MiTo, la rassegna di musica classica (e non solo) tra Torino e Milano che da nove anni contraddistingue il settembre delle due metropoli. Lo storico direttore artistico, Enzo Restagno, e Francesco Micheli, presidente del Comitato di coordinamento, l’anima milanese del festival, hanno rassegnato congiuntamente le dimissioni. Micheli è stato ideatore, di fatto organizzatore della parte ambrosiana della manifestazione e collettore di fondi. Con lui lasciano Francesca Colombo, factotum del festival, e lo stesso Restagno, da molti anni vera anima artistica della rassegna nata da Settembre Musica ed esportata in parallelo anche nel capoluogo lombardo.

Proprio Restagno tiene a scongiurare fin dall’inizio possibili dietrologie sulla sua rinuncia: “Non c’è nessun motivo particolare, dopo 30 anni di direzione di Settembre Musica, di cui 9 di MiTo, a 74 anni di età ho deciso che era il momento di fare altro. Nei prossimi mesi mi trasferirò a Parigi per studiare alla Biblioteca Nazionale e dedicarmi esclusivamente ai miei libri. I miei rapporti con i sindaci di Torino e Milano e con gli assessori sono ottimi, così come con tutta la squadra. E’ una decisione che avevo già maturato mesi fa, ma ho deciso di aspettare per non turbare il festival che è andato molto bene. Dietro le dimissioni c’è sempre il sospetto che si celi altro. Posso dire che in questo caso non è così. Una scelta personale, dopo 30 anni a Settembre Musica e 40 come professore al Conservatorio. A 74 anni, visto che la salute per ora mi assiste, voglio aprire una fase nuova della mia vita”.

Una dichiarazione che però non modifica il quadro critico intorno alla rassegna organizzata a cavallo tra Torino e Milano, che da qualche tempo mostra limiti, stanchezze e scricchiolii. Che la formula dell’alleanza si dovesse rivedere era nell’aria, ma la scelta di Micheli e Restagno accelera le cose. Ora la palla passa ai sindaci Piero Fassino e Giuliano Pisapia. Il primo cerca di sdrammatizzare: “Non ci sono scossoni perché questo ricambio era annunciato e MiTo continua anche forte dei successi di questi anni”. “Restagno – ha aggiunto Fassino – aveva preannunciato che con questa edizione di MiTo considerava conclusa la sua esperienza alla direzione del festival ritenendo di orientare la sua attività in altre direzioni, così come Micheli aveva fatto sapere che altri impegni lo avrebbero portato a lasciare la presidenza”.

“Per quanto ci riguarda non possiamo che esprimere gratitudine per l’attività svolta in questi anni da entrambi che sono stati motori di ogni edizione di Mito e protagonisti della sua crescita e del suo successo – ha proseguito Fassino – insieme a loro, al sindaco Pisapia, agli assessori Braccialarghe e Del Corno valuteremo come far corso alla successione fermo restando che Mito si è affermato come un grande evento internazionale di musica e dunque vi è l’impegno per proseguire in questa direzione”. © La Repubblica
 

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2 Risposte to “Enzo Restagno e Francesco Micheli si dimettono dai vertici di MITO Settembre Musica”

  1. alberto Says:

    Tra le molte parole che si vanno scrivendo estrapolo quelle, VIRGOLETTATE, attribuite all’Assessore Braccialarghe.
    La Stampa di ieri dichiara che l’Assessore non aveva sentore di dimissioni (?!).
    Riporta VIRGOLETTATA una sua dichiarazione di qualche tempo fa
    ” In questi anni” (presumo dunque negli anni di sua presenza a Torino, non negli ultimi 50 o 40) ” l’offerta musicale a Torino è cresciuta enormemente. AD ESEMPIO mi sembra che MiTo non debba più puntare alle grandi orchestre, OSPITI ABITUALI dei Concerti del Lingotto” Dunque non saprebbe (?) che negli ultimi anni Lingotto Musica ha pure affrontato una riduzione di mezzi, puntando spesso su orchestre di alto profilo, ma di organico ridotto (nella prossima stagione quelle sia di grande organico che di alto profilo sono 2-3).

    OGGI (giornata in cui Fassino dichiara che “aveva sentore delle dimissioni”: ovvio) Braccialarghe parla:
    “Anche per quanto riguarda il cartellone pare arrivato il momento di DIVERSIFICARE l’offerta . Un Festival che parli il linguaggio della contemporaneità, aperto ANCHE alla danza e alla musica magari etnica. E soprattutto CON UNA IDENTITA’ PRECISA ” (Si noti : con una diversificazione maggiore di quella di prima.)
    Non conosce l’Assessore il ricco e prestigioso “Focus Danza” inserito nella Sezione Torinese di Settembre Musica?
    Non sa che -prima della sua venuta a Torino- si sviluppò un ricco filone di danza e musica etnica, poi scomparso soltanto negli ultimi 4-5 anni? .

    Dimenticavo il titolo di oggi (non virgolettato): Danza e musica, magari etnica. MITo non muore, ecco come cambia.
    Il titolo, virgolettato, di ieri era “E’ ora di cambiare TUTTO” (concetto.non proprio con queste parole-espresso da Fassino).
    Curiosamente si continua a scrivere che il sopravvivente Settembre Musica.nel 2016 compirà 40 anni.

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Sì, ho letto anch’io; ormai da un po’ di tempo quando parlano i politici italiani, sia nazionali che locali, provo un forte senso di disagio e disgusto. Anche in questo caso mi pare che incompetenza, disinformazione si uniscano alla solita arroganza che li connota. E dire che documentarsi su Settembre Musica non è poi così difficile e complicato e chi è preposto alla sua organizzazione avrebbe come minimo il dovere di farlo. Il fatto che ignorino persino la data di nascita della manifestazione anticipandola di due anni è quanto mai indicativo. Ma è anche possibile che il numero 40 (con i multipli) nel loro schieramento sia diventato un’ossessione: il 40%, gli 80 euro, gli under 40, i 40 minuti di alta velocità….. In ogni caso si sta profilando già lo schema di ciò che sarà il prossimo Settembre Musica: concerti dell’Orchestra del Regio, della OSN, della Filarmonica di Torino da noi e della Verdi, della Filarmonica Scala, dell’Orchestra dei Pomeriggi a Milano. Insomma più che un festival un anticipo promozionale delle future stagioni, un po’ come il concerto con aperitivo della OSN, non a caso forse inserito anch’esso in MITO. A leggere quanto dicono sull’alta velocità tra Torino e Milano pare che non abbiano ancora imparato a leggere l’orario ferroviario: l’ultimo AV per Milano è intorno alle 19:00, più un domenicale alle 19:50, da Milano alle 22:02; saranno 40 minuti, ma come si può assistere ai rispettivi concerti se non ci sono i treni che lo consentono, senza poi contare il prezzo, alto, dei titoli di viaggio: noi dobbiamo acquistarli!!!

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