“Prove d’orchestra” con Riccardo Muti su Rai 5

Riccardo Muti

A partire da domani, 21 ottobre 2015, andrà in onda ogni mercoledì in prima serata Prove d’orchestra: otto puntate con Riccardo Muti e la Orchestra Cherubini. I contenuti:

1ª puntata: “Il matrimonio inaspettato” di Paisiello.

2ª puntata: “Il ritorno di Don Calandrino” di Cimarosa.

3ª puntata: Sinfonia KV551 di Mozart.

4ª puntata: Sinfonia n.8 “Incompiuta” di Schubert.

5ª puntata: Sinfonia Fantastica di Berlioz.

6ª puntata: Lélio di Berlioz.

7ª puntata: “Le quattro stagioni” da I Vespri Siciliani di Verdi

8ª puntata: Sinfonia n.5 di A. Dvorák.

Una parte, o forse tutte, era uscita anni fa in edicola in DVD (con CD) allegato al settimanale L’Espresso. Allora lamentai il fatto che prodotti di questo tipo in Italia venissero proposti in DVD anziché, come più pertinente, trasmessi in tv. Mi rallegro che ci sia stato un notevole progresso e che finalmente la musica classica cominci ad avere il posto che merita, come avviene negli altri paesi.

P.S.: Erano uscite tutte, come risulta anche dal post che avevo a suo tempo scritto in questo blog:

https://musicofilia.wordpress.com/2009/04/18/a-scuola-da-riccardo-muti-con-lespresso/

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6 Risposte to ““Prove d’orchestra” con Riccardo Muti su Rai 5”

  1. luzy Says:

    Sinceramente io ci vedo solo pubblicità per Muti (e non sono un detrattore di Muti). La televisione serve per farci vedere ciò che altrimenti la maggior parte dell’utenza che paga questo benedettissimo canone non potrebbe (non può) riuscire a vedere: ad es una diretta da Torino, Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, abitando a Pantelleria o a Domodossola. Oppure il materiale d’archivio Rai che lor signori tengono rigorosamente sotto chiave. Cose del genere insomma.

    Facciamo una stima. Chi è interessato a guardare una trasmissione vecchia, che tutti gli interessati, i potenziali interessati, si sono già procurati attraverso il dvd – pubblicati in edicola, appunto (cioè non roba introvabile da 50 euro al pezzo) – dato che, al tempo, come dici tu, non sono stati capaci di passarla in televisione (siamo certi di questo? sai che mi stanno venendo dei dubbi; il discorso che sto facendo comunque rimane valido).

    Ad ogni modo nel 2009 Rai5 non c’era ancora, ok, ma come sappiamo tutti c’era Rai3 che più volte ha fatto tentativi in merito alla classica in tv, dai primi ottanta con i cicli di Bernstein in prima serata fino a Fuori Orario con Rattalino+Gould, Vlad+ABM, Berio, e molte altre cose. Tutti questi tentativi falliscono in breve tempo. Questa è una costante miserevole della Rai, anzi direi una costante preoccupante dal punto di vista di una ostinazione nichilista nei confronti della cultura musicale.

    Allo stato attuale del disastro che è stato e che abbiamo subito come cittadini, scorrendo la guida tv di Rai 5 si notano le continue variazioni, le prove, i tentativi, più o meno tutti falliti. Cos’è, un male incurabile? Mi spiego con una domanda un poco retorica. Qual’è l’attuale programmazione della musica su Rai5? Quante ore intendo?

    Io sono decisamente pessimista oltre che chiaramente disgustato. Quanto vogliono sulla bolletta? 16,66 euro per sei volte? Cos’è, simbologia satanica??? Ci facciamo sei risate grasse per la fine dei tempi!

    Scusa il preludio e sfoghetto. So fare di meglio, in genere, ma non vorrei essere cestinato. Grazie e alla prossima.

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Non era passato ancora in tv. Comunque io voglio vedere il bicchiere mezzo pieno. Ultimamente le ore di classica in tv sono sensibilmente aumentate (grazie alla programmazione di Rai 5) e ci sono anche delle dirette. Bisogna riconoscerlo e apprezzarlo. Una programmazione ampia in questo settore è nelle pay tv. In Italia ne abbiamo solo una: Sky Classica. Non capisco perché Mezzo, la pay tv francese, non venga distribuita da noi. Forse perché gli italiani sono restii a guardare la classica in tv? È molto probabile.

  3. luzy Says:

    Dici che è aumentata? A me pare che lo sia e non lo sia, a momenti alterni, stile tattabuchi, quando non sanno cosa mettere nel palinsesto tirano fuori un po’ di concerti d’archivio. Successe i primi mesi di apertura della rete, ad orari improponibili (sei del mattino); poi passarono al sabato mattina tardi con replica la domenica (se ricordo bene); c’era anche una pagina sul sito con la programmazione. Più di recente era tornata una certa frequenza quotidiana di concerti d’archivio, tu stesso l’avevi segnalata, ma adesso io vedo poco o quasi nulla; e una pagina con la programmazione non c’è più. Ci sono solo link morti che portano alla solita pagina morta.

    Al contrario, tutte le notti la musica pop/rock riempie il palinsesto di Rai5. La discriminazione è un dato di fatto.

    Chiaro che la diretta, come ho già detto nel post precedente, rimane la condizione ottimale di utilizzo di una tv culturale che si occupa anche di musica. Lo è per la radio, lo deve essere anche per la tv. Radio3 senza le dirette e le differite serali non sarebbe più una radio che si occupa di musica. Su Rai5 la frequenza delle dirette/differite è appena accettabile. Mentre il patrimonio dell’archivio Rai rimane sotto chiave.

    Siamo stati deprivati per decenni e adesso abbiamo perso il senso della misura. Non capisco perché la tv debba essere valutata con un metro differente rispetto alla radio: attualmente Rai5 fa musica classica nella misura in cui poteva farla Rai3 negli anni ottanta del secolo scorso.

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Il concerto d’archivio ha frequenza quotidiana dal lunedì al venerdì: è trasmesso intorno a mezzogiorno. L’impegno nella diretta è stato confermato: dovrebbero essere trasmessi 12 concerti della OSN Rai in diretta. Il sito è in sfacelo, questo è vero e bisogna un po’ ingegnarsi a consultarlo; ma questo è un altro discorso. Aggiungo che molti appassionati italiani non amano la classica in tv, la preferiscono in radio. La ragione? forse sono stati diseducati da decenni di digiuni totali, forse la qualità dell’audio non rendeva (adesso è migliorata). In ogni caso, se non c’è richiesta non si ottiene nulla, se poi quando viene trasmesso i dati di audience non premiano, fanno molto in fretta a ritornare al digiuno….

  5. luzy Says:

    Tieni anche conto che ormai c’è YouTube. Se la tv ci impiega decenni a metabolizzare quel che dovrebbe fare in campo musicale, Youtube ci impiega pochi anni. Giovani i meno giovani lì si sono rifugiati. Durante gli ultimi anni YT ha permesso che concerti live, specie di musica contemporanea, si trovino sui canali degli stessi artisti, ensemble, orchestre, tv estere, etc. – senza poi contare, ovviamente, il riciclo dei concerti registrati dalle televisioni di tutto il pianeta, rai compresa. Non da ultimo le dirette via tubo.

    Se Rai cinque puntasse tutto sulla diretta e differita dei concerti avrebbe ancora senso parlare di musica in televisione. A mio giudizio con questo tipo di offerta, ripeto, appena, accettabile, un pubblico che sia folto non se lo conquisteranno mai più.

    Il mondo è cambiato troppo in fretta per i tempi biblici della RaiTv. Questo è quel che penso, in definitiva. Ciao.

    ps
    si sa quanto ha fatto Muti di spettatori? (o forse è meglio tacerlo… lol)

  6. Roberto Mastrosimone Says:

    I dati Auditel sono sospesi dal 15 ottobre per 15 giorni (un po’ come a scuola…), di conseguenza non è possibile sapere quanta audience abbia fatto il programma in oggetto.

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