FESTIVAL CASELLA: Torino alla (ri)scoperta di Alfredo Casella

“Era ora”, “Meglio tardi che mai”, “Nemo propheta in patria”…: tutte e tre le locuzioni potrebbero andar bene. Dicono che Torino non sia “madre” particolarmente generosa con i suoi “figli”: essendo io torinese d’adozione (da più di mezzo secolo) preferisco non pronunciarmi in merito, certo è comunque che poco generosa è stata nei confronti di un suo “figlio” illustre: Alfredo Casella, che a Torino nacque il 25 luglio 1883. Una lapide posta nel centenario della nascita sulla facciata della casa natale

e una viuzza in una zona periferica dove le strade sono dedicate ai musicisti (insomma più che omaggio ad personam, frutto di programmazione toponomastica) e…basta parej; una scuola media a lui intitolata non esiste più: a causa di tagli, accorpamenti, fusioni il confinante G.B.Viotti ha avuto la meglio… Le istituzioni musicali cittadine (numerose e feconde) sembrano snobbare la musica dell’illustre Torinese. Cosa in comune con il resto di Italia. Secondo Fabio Luisi: «La musica di Casella – che tra gli anni Venti e Trenta del Novecento era uno dei compositori più eseguiti, insieme a Bartók – scomparve perché ancora si muoveva nel contesto tonale. Dopo la fine della seconda guerra mondiale assistiamo ad una sorta di vera e propria controriforma. Se prima e durante la guerra erano stati ostracizzati tutti i tentativi di comporre musica che non fossero esplicitamente espressione del retaggio tonale, dagli anni di Darmstadt in poi accadde esattamente l’inverso. Ecco la controriforma post-bellica: dichiarare non moderni tutti quei compositori che non aderivano ai nuovi stilemi. In verità erano moderni quanto gli altri, ma immaginavano di far progredire la musica in una direzione diversa da quella dei contro-riformatori» (intervista su Sistema Musica). Giunge quindi opportuno questo Festival Casella: due settimane di full immersion nella musica del Compositore con conferenze, mostre e iniziative varie. Tutto è nato dall’iniziativa di Gianandrea Noseda, fervente apostolo caselliano, che ha proposto La donna serpente nella programmazione del Regio e dalla capacità organizzativa di Gaston Fournier-Facio: «Quando sono arrivato al Regio nell’ottobre 2014 c’erano solo due titoli programmati per la stagione successiva: erano l’Aida inaugurale per festeggiare la riapertura del Museo Egizio e La donna serpente di Casella. Gianandrea Noseda ha una vera e propria passione per Casella, lo ha inciso ed eseguito in tutto il mondo. Ho subito pensato che l’esecuzione di quest’opera potesse essere l’occasione ideale per riscoprire questo compositore oggi dimenticato e per dar vita a un ciclo interdisciplinare che coinvolgesse tutta la cultura cittadina. Il mio modello sono i cicli tematici che Claudio Abbado realizzò a Berlino quando era alla guida dei Berliner Philharmoniker: intorno a un tema nascevano concerti, mostre, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche. Devo essere sincero: quando ero alla Scala ho provato a realizzare progetti simili, ma a Milano non è stato possibile perché le istituzioni erano diffidenti, temevano di diventare satelliti al servizio della Scala. A Torino è stato tutto più facile: ci siamo seduti intorno a un tavolo dell’Assessorato alla Cultura e ne abbiamo parlato. E questo è solo il primo: abbiamo già programmato cicli per i prossimi quattro anni». (da Sistema Musica). Un doveroso riconoscimento alla organizzazione musicale torinese va assolutamente fatto: credo che in Italia sia un caso unico e sarebbe bene che i torinesi (soprattutto quelli DOC, piuttosto restii ad apprezzare la loro città) ne prendessero atto e ne andassero fieri. Per illustrare il Festival rimando a quanto egregiamente scrive Benedetta Saglietti:

http://www.laricerca.loescher.it/arte-e-musica/1275-alfredo-casella-festival.html

Per il programma:

http://www.teatroregio.torino.it/festivalcasella

C’è la possibilità di scaricare in .pdf l’intera programmazione.

Alfredo Casella

Una vera “grande abbuffata” in cui le istituzioni torinesi sembrano voler recuperare il tempo perduto. Spiace che alcuni eventi caselliani siano in concomitanza con altri appuntamenti musicali: ad es. La favola di Orfeo ha la concorrenza di Krystian Zimerman in un concerto in abbonamento (quanti saranno disposti a rinunciare a quest’ultimo per l’opera di Casella?); chissà poi perché l’OSN Rai ha programmato per le ore 19:00 (orario un po’ scomodo) il concerto monografico dedicato a Casella? Comunque non voglio essere il solito guastafeste, prendiamo tutto per buono. Solo un timore: finita la festa, tutto come prima? insomma fatta la penitenza le istituzioni musicali torneranno a peccare? Spero proprio di no! Casella merita un posto d’onore nelle normali programmazioni concertistiche e confido che questo festival sia l’occasione buona per cominciare e continuare.

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4 Risposte to “FESTIVAL CASELLA: Torino alla (ri)scoperta di Alfredo Casella”

  1. umberto spigo Says:

    Mi associo al tuo augurio auspicando realmente che questa meritevole rivisitazione caselliana a tutto tondo non si riveli un fuoco di paglia.
    In questi giorni, attendendo la riproposta del Regio, sto riascoltando “La donna serpente “in un riversamento su cd ( dall’ americana “House of Opera” ) della fiammeggiante edizione RAI ( Milano1959) diretta da Fernando Previtali con Magda Lazslò e Mirto Picchi.
    Ancora una volta rimango impressionato dalla varietà della tavolozza musicale, esito di un neoclassicismo poliedrico, spesso anche straniante, ma mai algido .
    Certo, nell’analisi stilistica non possono non venire alla mente , fra i contemporanei,almeno Stravinskij e il Prokof’ev delle “Tre melarance” ( non solo per la comune matrice gozziana) ma ,rimanendo in Italia, non trascurerei le consonanze col Malipiero operista ( vedi per esempio la grande aria di Miranda “Vaghe stelle dell’Orsa).
    Mi chiedo poi se, pur riuscendo certo più congeniale a Casella la “Turandot”di Busoni , fosse davvero del tutto estranea alla sua concezione quella di Puccini. Penso soprattutto alle parti corali. e sono curioso, al proposito, di conoscere il tuo parere.
    Umberto

  2. Benedetta Saglietti Says:

    Grazie,caro Roberto!

  3. Benedetta Saglietti Says:

    è stato ribloggato anche qui (non da me) http://www.classissima.com/it/news/432050-festival-casella:-torino-alla-(ri)scoperta-di-alfredo-casella/

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie della segnalazione.

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