MITO Settembre Musica 2016: anticipazioni

Aveva già segnalato qualcosa Alberto un po’ di tempo fa, adesso sono disponibili on line alcune anticipazioni del futuro Festival. Non è molto per poter già esprimere una valutazione, però dal momento che nelle anticipazioni si mettono in mostra le cose più appetibili ci si può già fare un’idea di quel che sarà il MITO 2016. È più che evidente l’impronta della nuova direzione artistica: ci sono le stesse linee guida che connotano i programmi della Filarmonica di Torino di cui è direttore.

http://www.mitosettembremusica.it/festival/fufe/edizione-prossima.html

Ed ecco le anticipazioni:

http://www.mitosettembremusica.it/festival/fufe/anticipazioni.html

A parte il concerto della London Symphony (che secondo me dobbiamo a Noseda che da quest’anno è direttore ospite principale dell’Orchestra londinese) il resto utilizza le risorse locali escludendo, come già nel settembre dell’anno scorso si era apertamente dichiarato, le grandi orchestre in tour. Non credo sia un caso che nel tracciare la storia del Festival si elenchino i grandi interpreti, ma non si faccia cenno alle grandi orchestre che sono state, almeno secondo me, uno dei fiori all’occhiello delle passate edizioni.

http://www.mitosettembremusica.it/festival/storia.html

Evidentemente pensano di rivolgersi a degli smemorati o a degli incompetenti o, peggio ancora, a degli stupidi. Il Festival così come era organizzato non aveva alcun bisogno di cambiamenti e “novità”: non c’è alcun bisogno di cambiare ciò che è collaudato e funziona. Erano state attribuite al sindaco uscente le esternazioni (possibili) in cui si chiedeva se era il caso di spendere tanti soldi per invitare Temirkanov (il “Nonnetto” come lo definiva l’insigne cronista della Stampa) e la Filarmonica di San Pietroburgo quando a Torino c’è l’Orchestra del Regio, la OSN Rai, la Filarmonica di Torino Smiley. Aveva in pratica già tracciato il futuro cartellone: eccoci serviti. Dal momento che credo che si tratti non di scelte artistiche (voglio sperarlo), ma di scelte dettate dai bilanci economici, perché non dire allora le cose come stanno?  Perché prenderci in giro? A questo punto vorrei essere ancora più radicale: ha ancora senso un festival che propone la stessa offerta che le istituzioni musicali cittadine propongono nel resto dell’anno?
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Per il programma completo:
https://musicofilia.wordpress.com/2016/05/18/il-programma-completo-di-mito-settembre-musica-2016/

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4 Risposte to “MITO Settembre Musica 2016: anticipazioni”

  1. alberto Says:

    Non posso che condividere quanto scritto da Roberto.
    Tra i motivi di disappunto, per me, c’è la straordinaria enfasi, il (forzato?sincero?) entusiasmo con cui Campogrande loda….le proprie (piccole) idee, quasi mostrando di vedere in esse una grandiosa svolta, naturalmente “migliorativa”.
    E’ davvero una “grande novità”(Campogrande dixit) il fatto che il “festival” abbia un tema (sai che pensata il tema “padri e figli”, applicabile a qualunque concerto comprendente autori di generazioni diverse: dunque a moltissimi concerti di una ordinaria programmazione).
    Il “titolo” dato a ogni concerto attirerà frotte di giovani? (per esempio “Danzando dentro un ranch” per la presenza di “Estancia” di Ginastera, quest’anno già eseguito nella stagione RAI in un concerto dal programma assai più sofisticato).
    Anche i “sopratitoli” che illustreranno brani di musica non vocale erano già apparsi al Regio (a cura di N.C., naturalmente) destando, a mio modesto parere, non poca confusione, ed erano stati presto accantonati.
    Delle prime esecuzioni assolute, addirittura “commissioni del Festival” è già “svelata” l’orchestrazione (per soli archi?) di Alberto Colla dell’Intermezzo op.118 n.2 di Brahms (della durata di pochi minuti).E’ questo “l’aprirsi al nuovo”?
    La brevità (che è consueta) del concerto della Orch. Fil. di Torino potrebbe essere segnale della volontà di N.C. di attuare su di un organismo vivente (moderatamente vivente), cioè MITO stesso, l’idea esternata da N.C. medesimo sull’ultimo numero di Sistema Musica: avere concerti di durata non eccedente i 45 minuti (facendo qualche eccezione per Mahler e per Sciostakovich, scrive).
    I bilanci potrebbero essere ancora ridotti.
    Leggere per credere N.C. definisce “indigeribile polpettone” (che per fortuna non possiamo più incontrare) il Concerto in cui Beethoven (!!!) presentò Quinta e Sesta Sinfonia, quarto Concerto per pianoforte e altri brani ancora…..

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Dà molto fastidio anche a me questo atteggiamento messianico, purtroppo diffuso in Italia soprattutto in alto loco, in cui si fa passare per miracolosi fiat lux banalità sconcertanti e spesso peggiorative. Invece di sentirsi onorato di succedere a Balmas, Vlad e Restagno, eccolo subito presentarsi come colui che tutti attendevano per rinnovare ciò che con le precedenti Direzioni era diventato uno dei migliori festival europei. Il fatto che poi nella “storia” che allegano non vengano menzionate la Wiener Philharmoniker, la Chicago Symphony, la Cleveland Orchestra, la Concertgebow Orchestra, la New York Philharmonich… e l’elenco potrebbe continuare … è davvero inqualificabile.

  3. alberto Says:

    Ieri, a sorpresa, è uscito on line il programma completo di MITO.
    Vorrei poter dire che ne sono venute sorprese positive, ma non è così.
    Nella programmazione pomeridiana lo scadimento qualitativo sussiste e permane, ma in maniera direi meno marcata che nei concerti serali.
    In tale programmazione si trova, a mio modesto parere,anche qualche concerto sulla carta buono (il Quartetto St,Lawrence-già annunziato, il francese Quartetto Hermès, lo Estrio, Lorna Windsor con Antonio Ballista….) . Per il resto prevalgono, direi, la quantità e l’autarchia.
    Desolante, per me, la lettura degli “editoriali” di neo-presidente e dei due sindaci congiunti.
    La prima scrive “Unico nel panorama dei grandi (?) festival internazionali….
    Le caratteristiche che hanno reso MITO un festival di grande successo e notorietà internazionale sono un prezioso patrimonio da salvaguardare.
    ……addirittura alla Presidente “piace pensare che IL PUBBLICO DI APPASSIONATI CHE AMA ANDAR PER FESTIVAL …..potrà trovare un’offerta articolata, valida ed attraente”:
    Peggio “l’editorialino” scritto dai due sindaci o da chi per essi.
    Grandi lodi per le innovazioni di N.C.
    Soddisfazione per il patrocinio del Ministero con la motivazione che “il nostro festival è una delle manifestazioni che ben ci rappresentano in Europa e nel mondo”.

    Nello stesso giorno leggo il programma 16/17 dell’Unione Musicale:
    A.C. Antonacci
    Andras Schiff
    Maria Joao Pires
    l’orchestra Spira Mirabilis
    la Kammerorchester Basel
    Leonidas Kavakos con Yuja Wang
    Mischa Maisky con la F.Liszt Chamber Orchestra
    il Quartetto Emerson
    Natasha Prishepenko (ex Artemis)-Oliver Triendl
    Joshua Bell
    Isabelle Faust con l’orch. Age of Enlightment
    Khatia e Gvantsa Buniatishvili
    Grigory Sokolov
    K. e M Labeque
    Ian Bostridge e Julius Drake
    i King’s Singers
    Beatrice Rana con il Quartetto Modigliani
    Giuliano Carmignola e Mario Brunello
    il Quartetto Accardo
    Lukas Geniusas
    la Compagnia del Madrigale
    il Quartetto di Cremona
    la Camerata Royal Concertgebouw

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Scusa Alberto, potresti segnalare il link col programma completo: non sono riuscito a trovarlo.
    Il confronto col programma dell’Unione Musicale lo avevo fatto anch’io: non è solo una differenza notevolissima di qualità, ma soprattutto di stile. Da parte dell’Unione Musicale nessun autoincensamento, nessuna prosopopea: insomma niente fumo, ma tanto arrosto e di ottima qualità, come sempre d’altronde.

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