OSN Rai: Stagione 2016/2017

Finalmente sono stati divulgati i titoli delle composizioni della futura stagione della OSN Rai, dopo che per due settimane si è giocato a indovina-indovinello, dal momento che lo schema della Stagione con tanto di presentazione ed elenco dei concerti, direttori, solisti e compositori era già apparso su Sistema Musica. Non riesco a qualificare un tale atteggiamento: infatti è doveroso informare gli abbonati in anticipo e non all’immediata vigilia della data di rinnovo (per inciso non ho ancora ricevuto a casa il programma e l’ho reperito sul web). È già il secondo anno che ciò avviene e mi auguro che sia l’ultimo. Inutile piangere poi sul calo di abbonati o rallegrarsi per un timido aumento, se poi di loro non si ha rispetto. Comunque ecco la Stagione:

http://www.orchestrasinfonica.rai.it/dl/docs/1465378388612programma_RAI_bassa.pdf

La presenza di James Conlon, direttore principale, domina ovviamente. La speranza che Valčuha divenisse primo direttore ospite è andata delusa (forse non c’era da illudersi molto), dirigerà due concerti più un concerto “a sorpresa” sull’esempio di Noseda al Regio. Il livello dei direttori mi sembra essere più elevato almeno rispetto a quello delle ultime stagioni e non mancano alcuni nomi illustri, come Kirill Petrenko che proporrà lo stesso programma previsto in un concerto con i Berliner Pilharmoniker, Trevor Pinnock, Christoph Eschenbach, Eiji Oue, Ingo Metzmacher, Karl Heinz Steffens. Tra i solisti brillano i nomi di David Garrett, Christian Blackshaw, Mischa Maisky. Il Festival di Primavera sarà dedicato al violino.

L’OSN Rai e James Conlon ©Più Luce

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13 Risposte to “OSN Rai: Stagione 2016/2017”

  1. Gian Antonio Soldi Says:

    Ancora grazie per la Sua attenzione alla vita musicale torinese e non solo. La stagione Rai è complessivamente interessante e piuttosto variegata, anche se, a livello di programmi, per il mio gusto personale, manca qualcosa di veramente nuovo, come invece era capitato nella passata stagione (un esempio per tutti, Kaddish di Bernstein) o un’opera “intera” che non sia il solo primo atto di Valchira (per altro, graditissimo) … quello che mi ha lasciato basito è il nuovo orario del Venerdì …. le 20!! Magari se si smettesse di cambiare gli orari a casaccio quasi ad ogni stagione e si provasse a consultare il pubblico? Per i miei impegni le 20 è prestissimo (e al giovedì sono spesso impegnato la sera), ed è comunque un orario inusuale per i concerti a Torino, e non capisco la motivazione di questa scelta … staremo a vedere come risponderà il pubblico!

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Condivido la Sua perplessità per l’orario di inizio concerti del venerdì. È stata fatta in gran segreto, secondo lo stile della Rai e non hanno neppure inviato una comunicazione scritta spiegandone le ragioni.

  3. Paolo Says:

    Condivido anch’io le forti perplessità sul nuovo orario del venerdì. Ricordo che fino a due anni fa il concerto del venerdì era alle 21, come del resto quasi tutti i concerti delle altre istituzioni musicali torinesi, un orario comodo per chi lavora fino a tardi. Sarebbe stato sicuramente meglio tornare al vecchio orario delle 21, tanto più che la trasmissione in diretta radio avviene quasi sempre al giovedì. Quanto al programma, avrei gradito anch’io un’opera intera e non solo il primo atto della Valchiria (pur ben venuto). Personalmente avrei aggiunto qua e là anche un po’ più di Haydn, che è eseguito una sola volta (mentre Mozart, a mio giudizio, è fin troppo presente).

  4. Gian Antonio Soldi Says:

    Ieri sera, al bel concerto mozartiano, con una presenza di pubblico purtroppo piuttosto ridotta, si parlava proprio della questione orario, e la mia impressione è stata che la maggioranza non fosse d’accordo sull’anticipo alle 20 o non ne sentisse l’esigenza, anche se c’era chi sosteneva che il calo di pubblico degli ultimi anni sia dovuto anche alla scarsa propensione di un pubblico sempre più anziano a uscire la sera ( ma mezz’ora di anticipo farà la differenza?)…. comunque, fare un piccolo questionario per chiedere l’opinione del pubblico non sarebbe stata una cattiva idea, anche se temo che le ragioni dell’anticipo siano dovute ad altre motivazioni che nullla hanno a che fare con le esigenze degli spettatori (meno orario di lavoro serale = meno costi) Comunque un pò di impegno in più per valorizzare l’orchestra mi sembra che ci sia stato.

  5. Roberto Mastrosimone Says:

    A tutt’oggi non ho ricevuto né il programma, né alcuna comunicazione scritta da parte dell’OSN Rai. È un disguido postale? è una nuova prassi?

  6. Gian Antonio Soldi Says:

    La stagione è stata presentat “ufficialmente” solo l’altro ieri … arriverà sicuramente …. forse …. però un piccolo favore agli abbonati lo hanno fatto, biglietti con posto numerato al costo dell’ingresso, che può essere una cosa gradita se si hanno degli ospiti, e anche i concerti fuori abbonamento hanno un costo più conveniente. Evidentemente si vuole evitere il deserto che si è verificatio per Casella e altro … che temo si ripeterà in parte anche per Juan Diego Florez, infatti stando alle vendiita online ci sono ancora 835 posti disponibili, ma era prevedibile, prezzi alti, giorno festivo e inizio alle 19, con Torino centro semi bloccato per i festeggiamenti … che scelta!

  7. alberto Says:

    Condivido le perplessità in ordine al nuovo orario delle ore 20 al venerdì (personalmente non mi è comodo) e le modalità di comunicazione (come un minimo particolare, quasi trascurabile) e, soprattutto, di motivazione (“per lasciare agli abbonati la scelta tra le 20.30 e le 20.00”).
    Naturalmente nemmeno io ho ricevuto il programma cartaceo.
    Considero, peraltro, positivamente, anche molto positivamente, la stagione, pur se meno connotata da novità relative alla programmazione RAI a Torino (citerei, in quella che sta terminando, come ulteriori esempi, la prima esecuzione…..in 50 anni di una delle cinque Sinfonie di Honegger e di una delle sei di Martinu): ma il pubblico (superstite) nella sua maggioranza ama queste (relative) novità.?
    Comunque direi che i passaggi di consegne in ambito RAI non hanno scalfito la qualità della stagione.
    Però in RAI non mancano mai errate valutazioni: penso al concerto interamente dedicato a Casella (alle 19) che, pur gratuito, e di non difficile ascolto, vedeva più orchestrali che spettatori.

  8. Roberto Mastrosimone Says:

    Non inviare agli abbonati neanche una lettera (o una mail almeno), essendoci stato un cambio di orario in un turno, è notevolmente scorretto, come lo è costringerli a cercare in rete i contenuti della stagione. Non è detto che gli abbonati siano tutti provetti internauti, in ogni caso si tratta di un atto dovuto che fino a due stagioni fa veniva espletato. Lo scorso anno il plico è giunto il giorno della presentazione ufficiale della stagione, quest’anno ancora niente. Sembrerebbe che facciano di tutto per ridurre il numero degli abbonati.
    I biglietti “ridotto abbonati” mi sembrano rivolti a coloro che non hanno il concerto compreso nel loro turno (i turni lilla e arancio) o i concerti della stagione primaverile: potrei sbagliare, visto che mancano ragguagli al riguardo, ma considerando la taccagneria di chi fa pagare 8 (otto) euro un cambio di turno a chi ha già pagato il rateo in abbonamento….
    Chissà se anche stavolta il CD in omaggio verrà consegnato nell’uovo di Pasqua del prossimo anno? per di più nella stagione passata è stato un DVD all’insegna della sciatteria più assoluta: registrato dalla tv, senza tracce; come quelli “pirata” venduti illegalmente nella pubblica via.

  9. Roberto Mastrosimone Says:

    Per dovere e completezza di informazione segnalo di aver ricevuto oggi il plico con il programma completo e una lettera di presentazione del Direttore Artistico. Nessun cenno al cambio di orario del Venerdì (forse non era competenza della Direzione Artistica farne menzione, ma chi di dovere tace). Il timbro postale è del 9 giugno, quindi non c’è stato disguido postale. A mio parere si sarebbe dovuto inviare il tutto agli abbonati almeno tre settimane fa, come d’altronde si faceva fino a due anni fa. Non è solo una questione di “forma”…

  10. Gian Antonio Soldi Says:

    Non fare accenno al cambio di orari mi sembra segno di scarsa considerazione nei confronti di coloro che seguono e quindi sostengono l’orchestra, anche finanziariamente, e che magari lo fanno da decenni …. con questo modo di fare gli abbonati si possono solo perdere. Vedremo quale sarà la reazione, magari a qualcuno la cosa potrà risultare gradita, ma ribadisco che di cambiamenti di orario ne sono già stati fatti troppi, e il pubblico doveva essere consultato in modo “scientifico” con una ricerca ad hoc, solo in questo modo si possono capire le esigenze del pubblico. Chissà, magari potrebbe emergere l’idea di un turno pomeridiano al sabato o la domenica come fanno già molte altre orchestre in altre città, se proprio si dovesse capire che il problema è l’orario serale, anche se non so quanto questo possa essere problematico dal punto di vista contrattuale ed organizzativo, e stando a vedere il successo non proprio clamoroso dei concerti al sabato già organizzati, sorgono dei dubbi … Quello che temo è che di questo passo si arriverà al turno unico, come d’altra parte succedeva già molti anni fa. Si vedrà!

  11. Roberto Mastrosimone Says:

    L’inizio alle 20:00 potrebbe giovare a chi raggiunge l’Auditorium facendo uso del mezzo pubblico, cena a orari ospedalieri, va a dormire presto e possibilmente è single. Quindi o un over…. pensionato da lungo tempo ovvero un giovanissimo che al termine del concerto si getta a capofitto nella movida dei vicini Murazzi. Che quest’ultimo sottoscriva un abbonamento a tutta la stagione Rai (a 95 euro) non lo ritengo molto probabile, quanto al primo… boh? In genere quando alla Rai fanno queste scelte prendono a punto di riferimento il Teatro Regio in cui gli spettacoli iniziano alle 20:00. Così fecero quando riaprendo la sala di Piazza Rossaro non presero in considerazione la difficoltà di parcheggiare un mezzo privato (cosa che nel tempo è aumentata e che ha fatto crollare il numero di abbonati): mi risposero “se vanno al Regio, verranno anche qui”. Già, ma al Regio l’impegno è una sola volta al mese, non una volta alla settimana, poi al teatro d’opera si va spesso in gruppo dividendosi le eventuali difficoltà, senza contare che si tratta di pubblici sostanzialmente diversi. Alcuni spettacoli dell’Unione Musicale iniziano alle 20:00, si tengono però al Teatro Vittoria e di solito offrono un apericena alle 19:30.

  12. Gian Antonio Says:

    Programma arrivato oggi, spedito il 10, quindi vemgono inviati un pò alla volta … prendere a modello il Regio solo per gli orari è un pò limitativo, con tutti i suoi difetti mi pare che il Regio abbia un pò più di attenzione per il suo pubblico (a cominciare dalla conferenza stampa di presentazione della stagione ampiamente pubblicizzata e sempre affollata, non una riunione della Carboneria), e poi data la durata media delle opere iniziare dopo le 20 significherebbe terminare molto tardi, e poi si tratta appunto di un giorno al mese o meno. Anche i concerti del Teatro Vittoria sono pochi, sparsi tra varie serie e frequentati da poche decine di persone, ed il piccolo rinfresco un gesto di attenzione in più, anche se non è sempre presente. Il Regio l’anno scorso ha organizzato dei focus groups con abbonati e non, dove si è proprio discusso dei servizi offerti dal teatro, e tra l’altro anche di possibili cambiamenti di orario, e in generale lo scopo era conoscere meglio le esigenze del pubblico. Forse la Rai dovrebbe fare la stessa cosa ….

  13. Roberto Mastrosimone Says:

    Credo che non lo farà mai, sembra che non gliene importi nulla del pubblico, visto più che altro come numero: è aumentato o diminuito? pronti subito a farsene un merito nel primo caso. Il Direttore Artistico uscente scrive di aumento di pubblico: bisogna vedere qual è il termine di paragone; certamente non le stagioni dell’era Sablich-Inbal con due turni affollatissimi al Lingotto più un turno pomeridiano al sabato in via Rossini. Chissà se si è mai domandato come mai gli abbonati sono diminuiti (preciso che molti abbandoni sono di persone di gran lunga più giovani di me, quindi la cosiddetta selezione generazionale non c’entra per niente).

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