Hermann Scherchen 50 years

Hermann Scherchen moriva 50 anni fa, il 12 giugno 1966, a Firenze. Non sul podio, come spesso si è scritto, ma nella Clinica del Prof Greppi dove era stato ricoverato in seguito a un grave malore dopo l’esecuzione della Orfeide di Malipiero al Teatro della Pergola il 7 giugno precedente. La notizia fu immediatamente riportata dai giornali di allora (La Stampa pubblicò un articolo già il 13 giugno firmato da Della Corte, da cui appresi l’evento) e il Radiocorriere TV gli dedicò un lungo articolo a firma Laura Padellaro.

 

Articolo

Articolo del Radiocorriere TV

A riprova del diverso clima culturale dell’Italia di allora.

The Art of Scherchen

La Universal lo ricorda con un box di 38 CD

In esso sono comprese le incisioni effettuate con la Westminster, di cui la DGG ha acquisito il catalogo. Chi ha la mia età conosce di sicuro gran parte di queste esecuzioni, soprattutto perché i vinili della Westminster in Italia erano venduti a basso costo con etichetta RIFI Records-Serie Mosaico anche nei grandi magazzini al prezzo di 1980 lire (IGE compresa). Insomma chi non aveva grandi finanze ebbe la fortuna di formarsi musicalmente con le interpretazioni di Scherchen: io fui tra costoro.

Advertisements

Tag: , , , , , ,

13 Risposte to “Hermann Scherchen 50 years”

  1. alberto Says:

    Anch’io, in anni remoti, ho acquistato parecchi dischi di Hermann Scherchen (a volta pagandoli anche assai meno di 1980 lire; ne ricordo un gruppetto pagato 1000 a disco.Comprai persino dei 17 cm., ad un prezzo tipo 350 lire.
    Scherchen aveva un repertorio sterminato, senza confini.
    Forse la sua intensissima attività discografica era alimentata anche da esigenze economiche (tra l’altro aveva un numero notevolissimo di figli).
    Certo grande direttore in Mahler, ma anche Haydn e Beethoven e in molti altri Autori, qualche volta mi sembrava aver diretto e registrato “per dovere” (ricordo una “Moldava” particolarmente arida).
    Disponeva poi di orchestre variabili (ad. es effettuò in studio la registrazione della Prima di Mahler con l’ottima Royal Philarmonic- orchestra che apparve sotto altro nome- ma .sempre in studio-le sinfonie 2, 5, 7, 10 con una “Vienna State opera Orchestra” -forse le seconde linee dell’Opera di Vienna- che, complici anche tempi ristretti di prova e relativa novità-allora- della musica- presentano delle falle).
    Nell’era del Cd apparvero dei “live” che dimostravano la grande pragmaticità di Scherchen. Ad esempio una pionieristica Quinta di Mahler con l’Orchestra della Radio Francese in cui Scherzo e Finale sono molto tagliati (lo scherzo dura addirittura solo 5 minuti), mentre l’Adagietto-ovviamente completo, viene dilatato alla durata estrema di 14 minuti, risultando il movimento più ampio.

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Il nome delle orchestre era “camuffato” per motivi contrattuali. La Vienna State Opera era ovviamente la Wiener Philharmoniker (nei Brandeburghesi il vl. solista è Willy Boskovsky e in Shéhérazade il vl. era Rudolf Streng), le imperfezioni che si possono trovare sono dovute ai tempi ristretti di registrazione (credo tutte monosessioni) e alla mancanza di quelle correzioni che nelle major fanno apparire altri direttori come infallibili o quasi. Mancava soprattutto la presenza di un producer che sapesse gestire il materiale registrato in modo da fornire un prodotto finito di forte appeal (come sapevano fare Walter Legge, John Culshaw, Erik Smith a cui va ascritto soprattutto il merito della riuscita di tante incisioni). Sono prodotti quindi “genuini” con tutti i pro e i contro del caso. Lo stile di Scherchen era volutamente asciutto, nervoso, per niente incline all’edonismo sonoro: questo può far apparire quindi poco seducenti alcune pagine, soprattutto se confrontate con quelle di alcuni grandi maghi del sound (spesso aiutati però da producer e ingegneri del suono che Scherchen mai ebbe a disposizione). Comunque le registrazioni Westminster erano ottime dal punto di vista audio, se rapportate all’epoca. Della Corte scrive nell’articolo che l’ultima sua apparizione a Torino fu nel 1958.

  3. umberto spigo Says:

    La registrazione- risalente a cinque giorni prima della morte del Maestro- dell'”Orfeide “malipieriana al Maggio Fiorentino, ultima fatica direttoriale di Scherchen, è stata riversata su CD dalla TAHRA nei 1996 : una eccezionale testimonianza ( peraltro la qualità audio è piuttosto buona) integrata ,sul primo CD, da due belle interviste a Magda Olivero ( grande Madre nelle “Sette Canzoni”, secondo pannello del trittico di Malipiero) e Gianfranco de Bosio (regista dello spettacolo) da cui emergono commoventi tratti della personalità umana e artistica del Maestro.
    Imperdibile!
    Umberto

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    Decisamente imperdibile e direi emozionante, se si pensa che al termine dell’esecuzione il Maestro ebbe quel malore che fu per lui fatale. Un documento unico e prezioso.

  5. alberto Says:

    Dal “solito” volume Eri apprendo che Scherchen diresse ben 14 volte l’Orchesta RAI (o EIAR) di Torino.tra il 1934 e il 1958.
    Nulla si sa dei primi due concerti (’34 e ’45)
    .
    Nel 1946 diresse:
    Britten Sinfonia da Requiem (brano di pochi anni)
    Hsiao Visioni Cinesi
    Beethoven Sinfonia n.7

    Nel 1946 diresse l’Orch.RAI al Festival di Musica contemporanea di Venezia
    George Antheil Sinfonia n.4 (definita “Prima europea”, mi pare in realtà preceduta almeno da Stokowsky a Londra; era comunque una sinfonia recentissima, e magnifica)
    Schoenberg Sinfonia da Camera n.2 (definita anch’essa “Prima Europea”)
    Milhaud Sur la mort d’un Tyran
    Bartok Concerto per piano e orch n.3 (definita “Prima esecuzione”
    il punto interrogativo sull’identità del pianista GETTA OMBRE sulle informazioni abborracciate dalla RAI).

    1948 Ottava di Beethoven
    Nona di Mahler

    1949 J.S. BACH l’Arte della Fuga (versione R.Vuataz) Comunque Scherchen ne curò una sua versione

    1949 solo registrazione
    Dallapiccola Il prigionierpo (definita “Prima esecuzione”)

    1952 Haydn Sinfonia Concertante
    Orff Carmina Burana

    1952 solo registrazione di:
    Bruni-Tedeschi (il padre di Valeria e Carlà) Variazioni per orch.
    Searle The river run
    Maderna Musica per orch.n.2
    Mozart Sinfonia n.1 (con punto interrogativo)
    Haydn Sinfonia n.1 (un altro punto interrogativo la dice lunga sull’ordine degli archivi RAI)

    1953 Schoenberg Erwartung
    Stravinsky 2 suites per piccola orch.
    Danses concertantes

    1954 Stravinsky Sinfonie per fiati
    Schoenberg Variazioni per orchestra
    Hindemith Concerto per piano, ottoni, arpe (Gino Gorini)
    Bartok Divertimento

    1955
    Beethoven Leonora 1
    Dallapiccola Piccolo concerto per Muriel Couvreux (al piano l’Autore!)
    Bruni-Tedeschi (ancora!) Messa per Missione di Nyondo (curiosamente definita in prima esecuzione per Torino)

    1956
    J.S.Bach Terza suite per orch.
    Rieti Concerto n.3 per piano (Marcelle Meyer, I esec. italiana)
    Beethoven Il momento glorioso , cantata op.136 (nuovo testo di H.Scherchen)

    1958
    Schoenberg 5 pezzi per orch. op.16
    Webern Cantata n.2
    J.S. Bach Cantata Actus Tragicus

    Il repertorio di Scherchen nella vita concertistica appare, per lo più, severo e impegnato: Bach, Beethoven,Mahler, Stravinsky, Scuola di Vienna, Hindemith, Bartok, Dallapiccola

  6. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie, Alberto, per queste preziose informazioni. Mi va di rilevare anche l’alto profilo artistico delle stagioni Rai di Torino, non solo per la presenza di un gigante come Scherchen, ma per il repertorio offerto.

  7. Gian Antonio Says:

    Grazie per il Suo ricordo di Hermann Scherchen, delle cui registrazioni, in studio e dal vivo, sono un avido collezionista. Bella iniziativa quella della Universal. anche se le registrazioni fatte per la Westminster somo molte di più, e risultano di reperibiltà non facile, dopo alcune ottime riedizioni giapponesi ormai fuori catalogo da diversi anni. Molte registrazioni dal vivo, di qualità variabile, sono state pubblicate dalla Tahra, fondata proprio da Miriam Scherchen, figlia del direttore, ma anche questa ha chiuso, anche se alcuni CD sono ancora facilmente reperibili. Poi ci sono tutte le registrazioni Rai, diverse delle quali proprio con l’orchestra di Torino. Molte sono state pubblicate, più o meno sciattamente, da Fonit Cetra e Stradivarius, ma sono fuori catalogo da anni. Come al solito la Rai fa poco o nulla per valorizzare il proprio prezioso patrimonio storico, e proprio di Scherchen rimangono negli archivi diverse registrazioni inedite, anche se bisogna dire che la qualità del suono è spesso mediocre, e le esecuzioni, dal punti di vista tecnico, non sono proprio impeccabili (ma d’altra parte non era certo quello l’obiettivo di Scherchen). Anche a me risulta che l’ultimo concerto di Scherchen a Torino sia stato nel 58, non so bene perchè non sia tornato successivamente, mentre ha poi diretto a MIlano e anche a Roma, mi pare. Quel concerto del 58 è stato in parte pubblicato in CD, ed era un tipico programma di Scherchen, con Webern, Schoenberg e Bach (anche una cantata ed il concerto per 4 pianoforti, non i soliti Brandeburghesi o una Suite). programmi che mi piacerebbe sentire adesso, ma evidentemente vivo di sogni od ho gusto fuori moda ….

  8. Roberto Mastrosimone Says:

    Del catalogo Westminster mi pare che sia stata fatta una scelta con molte, inspiegabili, assenze. Ad es. non si comprende perché manchi la Johannes Passion di JSB, che tra l’altro anni fa fu pubblicata in CD dalla MCA; chissà perché di LvB non sono state proposte tutte le sinfonie e i concerti (con Badura Skoda); di Rimskij non c’è l’Antar, il Capriccio Spagnolo e la Grande Pasqua Russa (che furono a suo tempo pubblicati in LP anche dalla RCA); mancano i Concerti per piano con Edith Farnadi solista (Rach2 e Ciaikovskij), manca Berlioz (Aroldo, Fantastica, I Troiani) e si potrebbe continuare. Esclusioni forse dovute a motivi commerciali: sarebbe venuto un box di notevoli dimensioni e prezzo di conseguenza maggiore, però ne sarebbe valsa la pena, in fondo i destinatari dell’acquisto sono i fan di Scherchen che ne sarebbero sicuramente rimasti soddisfatti.

  9. alberto Says:

    Con Edith Farnadi, per Westminster, Scherchen registrò anche i concerti 2 e 3 di Bartok (questi li possiedo) e i 2 di Liszt.

  10. Roberto Mastrosimone Says:

    Sì e si tratta di esecuzioni splendide.

  11. Franco Says:

    Grazie per il ricordo. Io c’ero ed era il mio primo Maggio da studente universitario fuori sede. Ricordo perfettamente l’emozione e la commozione per quella scomparsa. L’Orfeide malipieriana. penso non sia stata più ripresa in forma completa.

  12. Roberto Mastrosimone Says:

    Grazie per la testimonianza.

  13. The Ilya Musin Society Says:

    Il primo filologo, per me rimane sempre un punto di riferimento imprenscindibile. E non dimentichiamo il suo ruolo di didatta. Il mio Maestro Ilya Musin raccontava sempre l’incontro avuto con lui ed i suoi studenti all’hotel Astoria di San Pietroburgo. Indubbiamente ha avuto un ruolo nella formulazione del Metodo di Ilya Musin, infatti lo cito nel seguente articolo.
    http://direzionedorchestra.com/la-direzione-d-orchestra-dopo-ilya-musin/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: