MITO Settembre Musica ….

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Incontro tra Giuseppe Sala e Chiara Appendino a Palazzo Civico di Torino

Be’, eccoli qua: dopo un po’ di schermaglie di natura più che altro postelettorale i Sindaci di Torino e Milano si sono incontrati. Tra le tante cose hanno discusso del futuro di MITO Settembre Musica. Confermata la direzione artistica (né credo si potesse fare altrimenti, dal momento che suppongo ci siano vincoli contrattuali e la programmazione del 2017 dovrebbe essere già in corso), i due Sindaci hanno espresso l’intenzione di potenziare la manifestazione coinvolgendo il governo a far parte di questo percorso di crescita che mira  a fare di MITO la manifestazione di musica classica più importante di Italia nel 2018. […. e nel 2017?]. A mio parere MITO Settembre Musica fino al 2015 era già la più importante manifestazione di musica classica in Italia, quest’anno è divenuta (sempre a mio modestissimo avviso) una parodia delle precedenti edizioni, una sorta di “ribollita” di quanto le due città (soprattutto Torino) già propongono nel corso dell’anno e temo che nel 2017 si replichi. Dobbiamo sperare nel 2018? temo che il virus che ha infettato la manifestazione sia l’ingerenza dei politici, un virus che in Italia ormai sta infettando un po’ tutto. Chissà se esiste un vaccino che possa debellare il propagarsi di tale infezione prima che sia troppo tardi?

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2 Risposte to “MITO Settembre Musica ….”

  1. Alberto Says:

    Hai indubbiamente ragione . MITO era certo già sino al 2015 la manifestazione italiana più importante di musica classica. Il Narciso Campogrande si faceva forte di questo “primato” anche con riferimento al “suo” MITO, sempre da lui giudicato migliore delle edizioni precedenti.
    Negli ultimi anni il MITO torinese si era un po’ affievolito (prima del crollo con Campogrande) certo soprattutto a causa dello spostamento di risorse sul c.d. “festival of classical music” in Piazza San Carlo a luglio.
    Ora le nuova giunta torinese ha deciso di abolire quest’ultimo (forse perchè la precedente giunta torinese lo considerava un grande successo e una grande idea, forse perchè si svolgeva in pieno centro…va a sapere).
    Io non credo, però, che quelle risorse (torinesi) andranno a potenziare il versante torinese di MITO.
    Che i Sindaci parlino di obiettivo potenziamento è ovvio (poi non è affatto detto che ci sarà).
    Il traguardo fissato ….per il 2018 mi pare una piccola ammissione che MITO 2016 non è andato così “a gonfie vele” come le veline di MITO stesso (prontamente accolte da stampa minore e da La Stampa) predicavano.
    Per esempio la rivista “Musica” , sia pure diplomaticamente, traccia un bilancio non proprio positivo . Tra l’altro sul versante milanese si accenna a larghissimi vuoti in concerti ipoteticamente tra quelli appetibili. Vuoti che-larghi o larghissimi- a Torino sono stati pressochè costanti.

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    L’abolizione dei grandi eventi era nel programma elettorale del nuovo Sindaco. Dichiaratamente il “Jazz festival”, più per sottintesi il festival di classica, si è temuto anche per MITO. Poi a elezioni vinte i primi due sono stati aboliti più nel nome che non nei fatti: si prevedono fra luglio e agosto 2017 manifestazioni di musica classica ai Giardini Reali e in altri punti verdi di Torino e manifestazioni di jazz dovrebbero affiancare il novello salone del libro. Insomma sono usciti dalla porta per rientrare dalla finestra. Quanto a MITO già a settembre il Sindaco non metteva in discussione l’evento, anzi; in seguito la volontà di “rafforzarlo” è nata dal fatto che è una collaborazione con Milano, città con cui ultimamente si è avuto un po’ di problemi. La precedente giunta aveva, mi sembra, voluto trasformare MITO in una delle tante vetrine di prodotti locali da esibire poi in campagna elettorale (non ha funzionato!!!): il direttore artistico mi è parso un mero esecutore delle volontà di chi lo aveva piazzato lì. Ignoro le direttive del nuovo Sindaco al riguardo, ma mi sembrano di natura completamente diversa da quelle del precedente; che frutti darà lo vedremo, la conferma, inevitabile, della direzione artistica non mi fa sperare molto, ma posso sbagliare…

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